di Giancristiano Desiderio
Corriere della Sera, 3 aprile 2022
L’Europa è uscita dal sonno della ragione che si era auto-imposta e, ancora una volta, ha scoperto che la libertà non è né un frutto della natura, né un dono che cade dal cielo.
di Giovanna Casadio
La Repubblica, 3 aprile 2022
Conoscere sagre, santi e tradizioni. Ma avere anche voti altissimi. Valanga di emendamenti per smantellare il tentativo di dare la cittadinanza agli 850 mila figli di immigrati nati o cresciuti in Italia. Le prove da superare secondo il partito di Salvini: i giovani devono essere preparati sugli usi e costumi della cultura locale e prendere almeno 90 su 100 alla maturità.
di Michele Serra
L’Espresso, 3 aprile 2022
Rimosso da decenni, l’arsenale nucleare in grado di distruggere l’umanità viene riportato da Putin all’attenzione mondiale. Sono 15mila gli ordigni nel mondo: per questo torna l’urgenza del disarmo.
di Carlo Tecce
L’Espresso, 3 aprile 2022
Oggi i costi sono superiori rispetto ai dati di cui discutono partiti e programmi tv. Perché si ignorano gli investimenti e si generalizza (nel computo ci sono anche i Forestali). Milione per milione, quanto spende l’Italia e quanto denaro ha impegnato già nei prossimi anni.
di Nicola Coniglio
Gazzetta del Mezzogiorno, 3 aprile 2022
Spendere in missili oppure in ospedali più efficienti? Il dibattito sull’aumento delle spese militari divide il Parlamento e l’opinione pubblica. Tutti (tranne chi le armi le vende, e a caro prezzo) preferirebbero destinare le risorse scarse dei nostri bilanci pubblici a spese più produttive e meno distruttive. Poiché le risorse pubbliche non piovono come manna dal cielo, un euro speso per la difesa è un euro in meno per sanità, istruzione, welfare, infrastrutture, ecc.
di Fabio Postiglione
Corriere della Sera, 3 aprile 2022
Una barca con più di cento di migranti a largo della Libia e diretta in Italia si è ribaltata a causa delle cattive condizioni meteo. La ong Sea Watch: “Ci sono almeno 90 morti”.
di Luana de Francisco
L’Espresso, 3 aprile 2022
Basta registrarsi in questura per ottenere la protezione temporanea di un anno estesa a tutti. Ma preoccupano i numeri degli arrivi. In Italia sono 60mila e manca un piano per l’ospitalità. Le misure urgenti prevedono solo 3000 posti in più. E poi l’emergenza degli altri rifugiati.
di Marika Ikonomu
Il Domani, 3 aprile 2022
Il leader della Lega dice che accogliere gli ucraini in fuga è un “dovere morale” Ma anche siriani, afghani e sudanesi che respingeva scappavano da guerre vere. Improvvisamente accogliente verso chi fugge dalla guerra in Ucraina, Salvini ha etichettato come “finte” le guerre che negli ultimi anni hanno portato milioni di persone a fuggire, anche verso l’Italia.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 3 aprile 2022
Intervista all’avvocato Dmytro Yagunov, per Kiev nel Comitato europeo per la prevenzione della tortura: “Situazione difficile”.
di Veronique Viriglio
agi.it, 3 aprile 2022
La coppia ha vissuto un calvario durato più di 900 giorni dopo che lui, militante palestinese-egiziano, è stato vittima di una detenzione arbitraria in un carcere. “Siamo la prova vivente che le lotte portano i loro frutti e che se uniamo le forze, come società civile, alla fine i 60 mila detenuti di opinione nelle carceri dell’Egitto avranno voce e la speranza di tornare liberi anche loro”. Chiare e decise le parole pronunciate da Cèline Lebrun Shaath, insegnante di storia, che col sostegno di Amnesty International, ha portato avanti una lunga battaglia per far tornare libero il marito, Ramy Shaath, militante palestinese-egiziano, vittima di una detenzione arbitraria in un carcere egiziano durata due anni e mezzo. Nel raccontare il loro calvario durato più di 900 giorni, il tono di voce della studiosa francese trasmette tutta la sua determinazione nell’aver portato avanti la campagna internazionale ‘Free Ramy Shaath’, e a tempo stesso la gioia, il sollievo per aver finalmente accanto il suo compagno di vita. Uniti nell’amore come nelle lotte in difesa dei diritti civili e umani del popolo egiziano e di quello palestinese, il primo nella morsa della dittatura del generale Abdel Fatah al-Sissi, il secondo di Israele e della sua politica di occupazione illegale.
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