di Paolo Comi
Il Riformista, 1 aprile 2022
“Il Consiglio Superiore riveste un ruolo di garanzia imprescindibile nell’ambito dell’equilibrio democratico. Pertanto è necessario, e di grande urgenza, approvare nuove regole per il suo funzionamento, affinché la sua attività possa pienamente mirare a valorizzare le indiscusse professionalità di cui la Magistratura è ampiamente fornita”.
di Domenico Airoma*
L’Opinione, 1 aprile 2022
La questione delle cosiddette porte girevoli, sul rientro nei ranghi della giurisdizione dei magistrati che hanno vissuto un’esperienza di politica partitica sembra aver oscurato una problematica ben più ampia, che però conserva una sua cocente attualità: il rapporto fra i magistrati e le questioni politiche, lato sensu intese.
di Errico Novi
Il Dubbio, 1 aprile 2022
Ma la politica che insegue la riforma del Csm è finalmente in grado di cambiare la giustizia, a trent’anni da Mani pulite? “Non lo è ancora”, secondo Giovanni Maria Flick. La politica, dice il presidente emerito della Consulta, “deve rassegnarsi all’idea di realizzare quegli obiettivi effettivamente alla propria portata. Le serve concretezza, e la rinuncia alla pretesa di una Grande Riforma”. In ogni caso, non ha ancora “la capacità di ribattere alla pretesa della magistratura di provvedere lei a correggere le storture della politica e in generale del Paese, con le sentenze, anzi, semplicemente con le indagini”.
di Angela Stella
Il Riformista, 1 aprile 2022
Parla Riccardo Magi. Ieri sera nell’Aula della Camera è tornato in discussione l’ergastolo ostativo ma per pochi minuti. Si sarebbe dovuto procedere alla votazione di alcuni emendamenti.
di Giulia Merlo
Il Domani, 1 aprile 2022
Bocciato l’emendamento che prevedeva di cancellare dalla lista dei reati “ostativi” alcuni reati contro la pubblica amministrazioni, introdotta dalla legge “Spazza-corrotti” nel 2019. Magi attacca: Pd, Forza Italia e Lega all’epoca avevano criticato la previsione, oggi la salvano.
di Simona Musco
Il Dubbio, 1 aprile 2022
Presentato il ddl per colpire i clienti con multe e anche il carcere: si rischia fino a tre anni in caso di comportamenti abituali. Punire per reprimere. È questo il concetto di fondo del ddl a firma M5S- LeU sulla prostituzione. Un disegno di legge presentato a palazzo Madama che criminalizza i clienti delle prostitute, seguendo l’approccio “neo-abolizionista” introdotto in Svezia nel 1999 e oggi in vigore anche in Francia.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 1 aprile 2022
La Corte Costituzionale, con la sentenza numero 74, ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità costituzionale sollevate dal Tribunale di sorveglianza di Messina, nella parte in cui stabilisce che il giudizio sulle richieste di riabilitazione e quello di valutazione dell’esito dell’affidamento in prova si svolgano obbligatoriamente nelle forme del rito cosiddetto “de plano”, ovvero senza specifici approfondimenti sulla questione di fatto prospettata. Ma il fulcro di questa decisione, come ha relazionato il giudice Francesco Viganò, è il principio della ragionevole durata del processo. In sostanza, il rito “de plano” non solo non determina di per sé alcuna conseguenza pregiudizievole per il condannato, ma assicura una rapida definizione di procedimenti in cui non sono necessari, di regola, accertamenti complessi.
altalex.com, 1 aprile 2022
Pronunciandosi su un ricorso proposto avverso l’ordinanza con cui il tribunale di sorveglianza aveva respinto il reclamo proposto dall’Amministrazione penitenziaria avverso il provvedimento del giudice di sorveglianza che aveva autorizzato un colloquio tra un detenuto al “41-bis”, la sorella di quest’ultimo ed il convivente della donna, la Corte di Cassazione penale, Sez. I, con la sentenza 23 marzo 2022, n. 10298 - nell’accogliere la tesi dell’Amministrazione, secondo cui non vi sarebbe alcuna norma che equipari, nel settore penitenziario, i conviventi di fatto dei prossimi congiunti del detenuto ai parenti e affini di quest’ultimo - ha affermato il principio secondo cui deve escludersi che l’equiparazione tra la posizione della parte dell’unione civile al coniuge e tra il coniuge e il convivente del detenuto possa estendersi oltre tale ambito.
di Viviana Lanza
Il Riformista, 1 aprile 2022
In Campania si contano 165 detenuti in regime di semilibertà che, per effetto dei provvedimenti straordinari adottati per via dell’emergenza Covid e delle proroghe delle misure anti-contagio, da due anni hanno la possibilità, dopo il lavoro, di non fare rientro in carcere ma nelle proprie abitazioni. Da quando sono in vigore queste misure eccezionali nessuno di questi 165 risulta aver commesso violazioni, a nessuno risultano essere state contestate infrazioni.
di Umberto Baccolo*
Il Riformista, 1 aprile 2022
Ha raccontato su Facebbok di aver subito violenze a Foggia nella rivolta del 2020, ha invitato i detenuti a denunciare. Gli contestano diffamazione e istigazione a delinquere.
- Reggio Calabria. Arghillà, morire in cella a 29 anni e senza processo
- Saluzzo (Cn). Il Garante Paolo Allemano fotografa la situazione del carcere
- Firenze. A Sollicciano sette detenuti lavorano in pelletteria
- Ancona. Presentazione del libro “La leggenda del santo ergastolano”
- Dentro al carcere: conoscere cosa accade dentro per capire la realtà fuori











