romatoday.it, 31 marzo 2022
Sono “Parole in cerca di libertà” quelle che martedì 5 aprile riempiranno gli spazi di Moby Dick, la biblioteca hub in via Ferrati, per raccontare storie, incrociare dati e vivere - anche solo per poco - all’interno degli Istituti di Pena Minorili. “Dati, racconti e storie di rap in carcere” - come spiega il sottotitolo - organizzati da Antigone, CCO - Crisi Come Opportunità e minimum fax, che il pubblico ascolterà attraverso l’esperienza e la voce di Francesco “Kento” Carlo.
di Massimo Taddei
Il Domani, 31 marzo 2022
Dopo un aumento dei prezzi molto consistente nel corso del 2021, legato soprattutto al rimbalzo della domanda con il miglioramento della crisi sanitaria e alle restrizioni dell’offerta dovute alla scarsità di materie prime e semilavorati e al rallentamento delle catene globali del valore, ci si aspetta un ulteriore aumento dei prezzi dovuto alla guerra in Ucraina, già in parte realizzato, per esempio con il boom del prezzo della benzina.
di Matteo Pucciarelli e Giovanna Vitale
La Repubblica, 31 marzo 2022
Lo slittamento della scadenza proposto dal ministro della Difesa, Lorenzo Guerini. Domani al Senato il voto di fiducia sul decreto Ucraina.
di Giacomo Puletti
Il Dubbio, 31 marzo 2022
Il governo pone la fiducia sul testo, domani il voto finale. Restano le tensioni nella maggioranza sul riarmo. E alla fine il governo ha deciso di porre la fiducia sul decreto Ucraina. Che però è arrivato in Aula a palazzo Madama senza relatore, cioè tale e quale a quello già approvato dalla Camera. Non si è discusso dunque degli ordini del giorno e relativi allegati, compreso quello di Fratelli d’Italia sull’aumento delle spese militari accolto dal governo e definito “inaccettabile” dal Movimento 5 Stelle.
di Stefano Feltri
Il Domani, 31 marzo 2022
Il governo non cadrà sull’aumento delle spese militari. Il leader dei Cinque stelle Giuseppe Conte ha provato a cavalcare il malessere diffuso contro la guerra per risalire nei sondaggi, il premier Mario Draghi ha drammatizzato la polemica per mandare un messaggio a tutti i partiti della maggioranza: non si fa campagna elettorale sulla legge di Bilancio, che inizia ora il suo percorso con il Documento di economia e finanza.
di Luigi Manconi
La Stampa, 31 marzo 2022
Ma siamo sicuri, proprio proprio sicuri, che l’ordine del giorno approvato dalla Camera dei Deputati sul bilancio della difesa costituisca uno strumento utile a prevenire la guerra e affermare la pace?
di Laura Pertici
La Repubblica, 31 marzo 2022
Mentre continua la guerra in Ucraina e gli spiragli di pace restano angusti, si legge che gli investigatori della Corte Penale Internazionale dell’Aja già starebbero raccogliendo testimonianze e prove dei crimini di guerra e dei crimini contro l’umanità commessi in quel territorio.
di Peter Gomez
Il Fatto Quotidiano, 31 marzo 2022
Mosca, 22 febbraio 2017, in una stanza del ministero della Difesa prende la parola il generale Yuri Balyevsky, ex capo di Stato maggiore. “Dobbiamo smettere di giustificarci”, afferma, ripreso dall’agenzia di Stato Novosti. È in atto “una lotta per il controllo della mente e della coscienza di massa. La vittoria nella lotta dell’informazione, nel mondo attuale, acquisisce più significato di una vittoria militare”. Il ministro della Difesa, Sergey Shoigu, è sulla stessa lunghezza d’onda: “La propaganda deve essere intelligente, competente ed efficace”. Segue una riunione in cui si discutono i metodi da seguire: post sui social in diverse lingue, siti Internet, articoli su Sputnik, servizi su Russia Today e molto altro.
di Francesca Sforza
La Stampa, 31 marzo 2022
Kyrill Martynov parla oggi all’Europarlamento: “Il Cremlino ha alzato troppo la posta, una crisi interna è possibile”. “È improbabile che i cittadini russi smettano di sognare”. Aveva chiuso così, tre giorni fa, il suo ultimo articolo, contro il reinserimento della pena di morte in Russia.
di Giulia Zonca
La Stampa, 31 marzo 2022
Quelle che non protestano occupano i settori ghetto senza opporsi, sorridono per la foto ricordo e poi non si fanno più sentire. Fifa furiosa con la Federazione di Teheran: “Indignati”. Si valuta anche l’esclusione dai Mondiali.
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