di Giuliano Battiston
Il Manifesto, 31 marzo 2022
Intervista a Shaharzad Akbar, già a capo dell’Afghan Independent Human Rights Commission: “Omicidi extragiudiziali, detenzioni illegali, torture contro detenuti”.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 30 marzo 2022
“Non è possibile immaginare che il 31 dicembre, al termine della proroga dei provvedimenti straordinari adottati per l’emergenza Covid, circa 700 persone che da due anni sono fuori dal carcere per licenze straordinarie svolte senza incorrere in alcuna infrazione, né penale né disciplinare, tornino a dormire in carcere come prevede il loro status di semiliberi”.
di Fiorenza Elisabetta Aini
gnewsonline.it, 30 marzo 2022
“Concretezza, questo è il tempo di operare. Abbiamo studiato, riflettuto, convocato una Commissione e ci possiamo giovare degli esiti di riflessioni ricchissime svolte negli anni passati. Ora è giunto il momento di essere operativi, a partire dalle piccole grandi cose che fanno la vita quotidiana del carcere: le assunzioni del personale, gli interventi sugli edifici - perché anche le mura devono parlare di dignità”. Così in un passaggio del suo intervento, la ministra della Giustizia, Marta Cartabia, si è espressa durante la Conferenza dei Garanti territoriali delle persone private della libertà “Dignità e reinserimento sociale. Quali carceri dopo l’emergenza?”, che si è tenuta nell’aula consiliare della Città metropolitana di Roma Capitale.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 30 marzo 2022
Sul tema del carcere è tempo di passare dalle riflessioni ad azioni concrete, attraverso uno spirito di collaborazione che superi le divergenze: è questo il senso dell’intervento tenuto ieri dalla ministra della Giustizia Marta Cartabia all’incontro “Dignità e reinserimento sociale. Quali carceri dopo l’emergenza?” organizzato a Roma dalla Conferenza dei Garanti territoriali delle persone private della libertà, Conferenza nazionale del volontariato della giustizia, con l’adesione del Coordinamento nazionale dei magistrati di sorveglianza e dell’Unione delle Camere penali italiane.
di Angela Stella
Il Riformista, 30 marzo 2022
“È tempo di operare. Abbiamo studiato, detto tante cose, ma ora è giunto il momento di essere operativi a partire dalle piccole, grandi cose che fanno la vita quotidiana del carcere”: così ieri la Ministra Cartabia all’incontro “Dignità e reinserimento sociale. Quali carceri dopo l’emergenza?” organizzato dalla Conferenza dei Garanti territoriali delle persone private della libertà, Conferenza nazionale del volontariato della giustizia, con l’adesione del Coordinamento nazionale dei magistrati di sorveglianza e dell’Unione delle Camere penali italiane.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 30 marzo 2022
La riforma Cartabia Separazione delle funzioni, allo studio altre limitazioni. Passi avanti significativi su “porte girevoli” e anche su separazione delle funzioni. Fermezza assoluta della ministra Marta Cartabia su tre punti a rischio di incostituzionalità.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 30 marzo 2022
Se pure il clima ieri mattina tra la ministra e i capigruppo di maggioranza in commissione Giustizia della Camera è sembrato più sereno rispetto a quello di due giorni fa, restano due problemi politici sul tavolo della riforma del Csm e dell’ordinamento giudiziario.
di Liana Milella
La Repubblica, 30 marzo 2022
All’incontro con Cartabia e D’Incà non si presenta Cosimo Ferri che aveva polemizzato con la ministra. La Guardasigilli ribadisce: “Sorteggio incostituzionale”. Lega e Italia Viva vogliono mani libere al Senato. Rimane l’illecito disciplinare “duro” contro chi viola la presunzione d’innocenza.
di Andrea Fabozzi
Il Manifesto, 30 marzo 2022
Chi vuole vedere il bicchiere mezzo pieno dice che al termine di due mezze giornate di confronto “franco”, ieri pomeriggio la maggioranza ha raggiunto una mediazione su buona parte delle questioni aperte relative alla riforma del Csm e dell’ordinamento giudiziario.
di Giovanni Guzzetta
Il Dubbio, 30 marzo 2022
Prima di bocciare l’ipotesi, bisogna chiedersi se non renderebbe, in realtà, più libera la scelta. Il dibattito in corso sulla riforma del Csm ha posto alcuni dubbi di natura costituzionale, su cui la dottrina ha cominciato da qualche tempo a misurarsi. Uno di questi riguarda l’ipotesi di introdurre il metodo del sorteggio nell’ambito del procedimento di selezione dei membri del Consiglio. Com’è noto la questione viene declinata secondo due possibili prospettive. La prima è quella dell’introduzione del sorteggio tout court per designare i componenti del Consiglio. La seconda, battezzata “sorteggio temperato”, consiste invece nel prevedere che la selezione dei candidati, su cui poi i magistrati voteranno, sia compiuta, appunto, per sorteggio.
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