di Chiara Saraceno
La Repubblica, 30 marzo 2022
Con gli oltre 700 emendamenti sulla legge, si rischia di bloccare ancora una volta l’accesso dei figli degli emigrati. 728 emendamenti, la stragrande maggioranza dei quali di segno restrittivo quando non esplicitamente abolizionista, rischiano di bloccare ancora una volta l’accesso alla cittadinanza italiana ai ragazzi e alle ragazze che sono nati in Italia o comunque sono andati a scuola e cresciuti fianco a fianco con chi è nato da genitori italiani. Nonostante gli sforzi di mediazione dell’onorevole Brescia, cui va dato atto di essere stato sempre una delle voci più equilibrate sul tema dell’immigrazione all’interno del suo partito, il M5S, anche in contrasto con la leadership, l’ostruzionismo di Lega e FdI minaccia di deludere ancora una volta le speranze di centinaia di migliaia di adolescenti, rafforzando il loro senso di esclusione e non appartenenza.
di Giovanna Casadio
La Repubblica, 30 marzo 2022
Il provvedimento rischia di affondare in commissione Affari costituzionali della Camera. In tutto le proposte di modifica sono 728. Il Carroccio: “Faremo ostruzionismo”. Meloni: “Cittadini dopo i 18 anni”.
di Grazia Zuffa
Il Manifesto, 30 marzo 2022
Davvero la legalizzazione della cannabis a scopo ricreativo viola le Convenzioni internazionali sulle droghe, come hanno di recente decretato i giudici costituzionali italiani nel respingere il referendum? Non è così. Una risposta politica negativa era stata già data dall’Assemblea Generale Onu sulle droghe (Ungass 2016), che nel documento finale approvato all’unanimità aveva proclamato la “flessibilità” delle Convenzioni a sperimentare nuove politiche: con ciò l’organismo più alto delle Nazioni Unite, mentre allontanava l’ipotesi di revisione dei trattati, sanciva al tempo stesso la compatibilità delle Convenzioni con i sistemi di regolamentazione legale della cannabis inaugurati in alcuni paesi (dall’Uruguay, al Canada, a molti stati Usa).
di Tommaso Ciriaco e Giovanna Vitale
La Repubblica, 30 marzo 2022
Di fatto è l’annuncio di una potenziale fiducia capace di ridisegnare l’attuale compagine di unità nazionale. E di spaccare il Movimento Cinque Stelle. Il governo non arretra, l’incremento delle spese militari fino al 2% del Pil sarà segnalato già nel Def. Se poi Giuseppe Conte decidesse di sfidare comunque Palazzo Chigi, chiedendo di rinnegare un impegno internazionale assunto dall’Italia, allora Mario Draghi chiederà alla maggioranza di “contarsi in Parlamento”. Di fatto, è la promessa di un dentro o fuori.
di Daniela Preziosi
Il Domani, 30 marzo 2022
La giornata inizia con i toni da commedia di Giuseppe Conte che spiega che il suo partito non voterà per innalzare al 2 per cento del Pil la spesa per le armi, cosa che in realtà ha già fatto alla Camera, e finisce con il passo grave di Mario Draghi che sale al Colle e spiega che “così viene meno il patto di maggioranza”. Se non è l’annuncio di una crisi di governo poco ci manca.
di Riccardo Noury
Il Domani, 30 marzo 2022
Il Rapporto annuale 2021 - 2022 di Amnesty International contiene schede su 154 Stati. Tra i dati che meritano una particolare attenzione, si segnalano la promulgazione di norme che hanno inciso negativamente sulla libertà d’espressione, di associazione e di manifestazione pacifica in almeno 67 stati e l’uso eccessivo o non necessario della forza per disperdere proteste in almeno 85 stati.
di Julián Carrón*
Corriere della Sera, 30 marzo 2022
Il fattore umano è decisivo e sorprende chi non credeva che qualcuno è ancora disposto a battersi per la libertà.
Avvenire, 30 marzo 2022
I migranti intercettati in mare e riportati in Libia vengono reclusi e sottoposti a periodi prolungati di detenzione arbitraria in luoghi in cui viene “praticata sistematicamente la tortura”. L’ennesima conferma arriva da un nuovo rapporto della missione Onu in Libia che sarà all’attenzione del Consiglio dei diritti umani oggi a Ginevra. Da ottobre scorso, riferisce il rapporto, migliaia di persone che hanno tentato la traversata in mare e sono state riportate in Libia, vivono in “condizioni disumane”, sono “sistematicamente torturate, violentate o minacciate di stupro e talvolta uccise”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 29 marzo 2022
Il fine pena è un traguardo importante, è la riconquista della libertà perduta. Ma usciti fuori dal carcere, se lasciati soli, gli ex detenuti rischiano di ricadere nell’oscurità che li ha portati a delinquere. Per questo motivo è di fondamentale importanza l’assistenza pre e post-dimissioni.
di Tiziana Maiolo
Il Riformista, 29 marzo 2022
Almeno due terzi delle domande di risarcimento per ingiusta detenzione sono respinte: perché ci si è avvalsi della facoltà di non rispondere o per motivi ideologici. Scopriamo così che quelli che finiscono in cella senza aver fatto nulla sono il doppio di quanti ne conta il Ministero della giustizia.
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