di Marco Santopadre
Il Manifesto, 3 luglio 2022
Le accuse dei superstiti. Sull’autobus che li portava ad Agadir, alcuni sono morti durante il viaggio. “La polizia marocchina ci ha portati ad Agadir in autobus. Eravamo feriti, ma non gli importava. Alcune persone sono morte durante il viaggio. Ci hanno abbandonati senza vestiti né cibo”. Lo racconta a El Español Yousef, un ragazzo sudanese che il 24 giugno ha partecipato al tentativo di penetrare a Melilla che si è saldato con la morte di 37 migranti.
di Francesca Mannocchi
La Stampa, 3 luglio 2022
L’impasse politica e gli scontri tra milizie bloccano la produzione di gas e petrolio. Un gruppo di manifestanti ha assaltato e dato fuoco alla sede distaccata del ministero delle Finanze di Sebah, a Misurata i cittadini hanno assaltato la sede del consiglio Municipale, a Tripoli i gruppi armati fedeli al governo hanno sciolto le manifestazioni colpendo la gente con colpi di arma da fuoco, a Sirte invece la gente è scesa in piazza con le bandiere verdi, quelle gheddafiane. A qualche centinaio di chilometri, a Bengasi, nell’est del Paese, sono state date alle fiamme le immagini di suo figlio Saif al Islam Gheddafi. Da ultimo venerdì gruppi di manifestanti hanno preso d’assalto e incendiato la sede del parlamento della Cirenaica a Tobruk.
di Michele Giorgio
Il Manifesto, 3 luglio 2022
Assaltato il Parlamento di Tobruk, centinaia in strada a Tripoli, Bengasi e Misurata per chiedere elezioni politiche e presidenziali e priorità all’economia. Ma i due primi ministri, Abdulhamid Dabaiba e Fathi Bashagha, non fanno passi indietro.
di Riccardo Noury
Corriere della Sera, 3 luglio 2022
Oggi, 2 luglio, è il giorno numero 183 dell’anno in corso. In Iran, dall’inizio dell’anno e secondo i dati raccolti da Iran Human Rights, le esecuzioni di condanne a morte sono state già 252. Di questo passo il totale delle esecuzioni del 2021, 314, sarà presto superato e rischia di essere avvicinato, se non raggiunto il record negativo del 2017, quando vennero messi a morte 517 detenuti.
di Vladimiro Zagrebelsky
La Stampa, 2 luglio 2022
La pandemia ha aggravato una situazione già esplosiva rendendo urgente l’adozione di nuove misure Cambiamenti capaci di soddisfare sia la domanda di giustizia dei cittadini che la dignità del condannato.
di Federica Graziani
Il Dubbio, 2 luglio 2022
“Abolire il carcere” di Luigi Manconi, Stefano Anastasia, Valentina Calderone, Federica Resta, edito da Chiarelettere, non somiglia in niente alla gran parte dei saggi italiani che circolano oggigiorno. Al posto delle dispute di scuola, l’osservazione diretta della realtà di cui si scrive.
di Oscar La Rosa*
Il Dubbio, 2 luglio 2022
In questo ultimo ventennio, cosi carente di novazioni legislative sul tema del lavoro in carcere, senza alcuna proposta né incentivi oltre la Smuraglia e pochissima informazione e pubblicità sui benefici economici per le imprese che assumono detenuti, c’è stata una misura che negli anni ha assunto sempre più importanza e visibilità: il lavoro di pubblica utilità, attività gratuite e non retribuite da svolgere a favore della collettività presso lo Stato, le regioni, le province, i comuni o presso enti e organizzazioni di assistenza sociale o volontariato.
di Federico Bagattini*
Corriere Fiorentino, 2 luglio 2022
Il 27 ed il 28 giugno scorsi si è consumata l’astensione dalle udienze penali a sostegno del principio di “immutabilità” del giudice. In altri termini, i penalisti italiani hanno inteso testimoniare con questa iniziativa la necessità che durante tutto il corso del processo il giudice-persona fisica rimanga sempre lo stesso. È innegabile la irrinunciabilità di questo principio: nessuno vorrebbe essere giudicato da un magistrato che non abbia partecipato al dibattimento per intero ma si sia limitato a “leggere i verbali” per decidere il nostro futuro e la nostra libertà.
di Andrea Reale
Il Domani, 2 luglio 2022
Questa riforma della Giustizia, dannosa e incostituzionale, aggraverà i mali dell’autogoverno per la cui soluzione era stata ideata e invocata, comprometterà ulteriormente l’indipendenza dei singoli magistrati e accentuerà pesantemente i pericoli di condizionamento indebito della funzione giurisdizionale.
di Simona Musco
Il Dubbio, 2 luglio 2022
Intervista a Oliviero Mazza, ordinario di diritto processuale penale alla Bicocca di Milano. “Nel processo si continua ad attribuire un ruolo predeterminato alla vittima, che tale è ai blocchi di partenza, e all’imputato, che è il carnefice. Si nega la funzione conoscitiva del processo, che finisce per ratificare queste certezze. La conseguenza è uno scivolamento verso la vendetta privata”. A dirlo al Dubbio è Oliviero Mazza, ordinario di diritto processuale penale alla Bicocca di Milano.
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