di Giulia Zonca
La Stampa, 8 giugno 2022
Scegliere l’asfalto come terreno morbido dà l’idea della fantasia che ci vuole per mettere insieme una squadra di calcio arabo-israeliana. Una squadra di bambini che hanno genitori cresciuti con la necessità di separare e, all’improvviso, si trovano a condividere il tifo per i figli, sul campetto coperto a bitume che sta proprio tra l’Est e l’Ovest di Gerusalemme. Tra la città palestinese e quella ebrea. Come succede a Tel Aviv e addirittura a Ramallah. Tredici di questi ragazzini oggi sono a Cagliari per il progetto sociale del torneo Selis, calcio giovanile ai massimi livelli e un gruppo di pulcini che prima d’ora ha condiviso solo un allenamento a settimana e si ritrova a scambiarsi un’esperienza pazzesca. Per la prima volta fuori di casa, per la prima volta davvero insieme a raccontarsela, a mangiare spalla a spalla senza parlare la stessa lingua. Sette arabi e sei ebrei, tutti nati nel 2011: scuole differenti, culture opposte, religioni non parliamone, festività sfalsate. In caso di finale, prevista sabato, una parte non prenderebbe i mezzi pubblici e farebbe cose alternative perché è Shabbat. Ma il problema non esiste o meglio è sempre il solito e nessuno ci pensa in questa gita costruita negli ultimi tre anni a forza di prospettive impossibili diventate reali: “Sappiamo di non poter essere tra i migliori, l’obiettivo è fare un gol. Aspettative basse ed emozioni giganti”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 7 giugno 2022
Doppio suicidio al carcere di Milano, incendio provocato dai detenuti a Cremona, scarseggiano medici nelle carceri tanto che la Asl locale di Foggia ha dovuto fare un avviso pubblico urgente. Oltre 4.000 detenuti in più rispetto alla capienza regolamentare ufficiale. Nel frattempo, secondo i dati raccolti da Ristretti Orizzonti, siamo a 29 suicidi dall’inizio dell’anno.
di Alessandro Capriccioli
Il Manifesto, 7 giugno 2022
In altri Paesi le persone detenute possono telefonare ai loro familiari ogni volta che vogliono, in alcuni casi gratuitamente. È una possibilità che contribuisce in modo significativo a ridurre la tensione all’interno delle strutture e al tempo stesso garantisce ai reclusi un trattamento più umano.
di Rita Bernardini
Il Riformista, 7 giugno 2022
Per chi si occupa di esecuzione penale, il partigiano ed ex senatore appena scomparso è soprattutto il padre di una norma buona e giusta che prevede agevolazioni contributive per i datori di lavoro che assumono persone detenute. Se fosse veramente utilizzata, contribuirebbe a far rispettare l’articolo 27.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 7 giugno 2022
“Mai più bambini in carcere”. Parole chiare quelle pronunciate ieri dalla ministra alla giustizia Marta Cartabia a margine di un evento a Firenze. Parlando della proposta di legge che punta a promuovere il modello delle case famiglia per le detenute madri affinché i loro figli possano crescere lontano dalle sbarre. Per la ministra di fronte al caso di “un bambino, innocente per definizione, che cresca e che veda come orizzonte di vita nei suoi primi anni quel tipo di ambiente, credo che tutti quanti comprendiamo che sia richiesto un passo di civiltà in avanti”.
di Tiziana Maiolo
Il Riformista, 7 giugno 2022
Lo scontro a distanza tra Nicola Gratteri, che spera nella costruzione di altre celle per sbattere facilmente le persone in galera, e Vittorio Feltri per il quale le prigioni non devono essere mai posti di tortura. “Sono convinto che il primo provvedimento da attuare sia quello non solo di eliminare la carcerazione preventiva, ma anche quello di rendere le prigioni non posti di tortura bensì di soggiorno per gente privata della libertà, non della dignità che va garantita a qualunque essere umano” (Vittorio Feltri). “Investire nella costruzione di nuove carceri è il miglior modo per evitare richiami all’Italia”. (Nicola Gratteri).
di Alessandro Barbano
Il Dubbio, 7 giugno 2022
Disporre delle manette senza giudicato, ed abusarne, vuol dire avvicinare la democrazia ai regimi. Contro questo rischio il 12 giugno non c’è altra scelta che un sì convinto.
redattoresociale.it, 7 giugno 2022
“Adesso che è diventata definitiva l’ennesima condanna della Corte europea dei diritti dell’uomo contro lo Stato Italiano per aver trattenuto illecitamente in carcere per più di due anni un cittadino italiano con problemi psichici si riaccendono i riflettori su un problema che è prima di tutto di civiltà”.
di Ermes Antonucci
La Stampa, 7 giugno 2022
Domenica prossima non si voterà soltanto per le amministrative in oltre 900 comuni, ma anche per il referendum sulla giustizia, abbastanza sparito dai radar non solo degli organi di informazione, ma anche delle forze politiche.
di Giuseppe Gargani
Il Dubbio, 7 giugno 2022
Qualche settimana fa in un convegno a Salerno l’onorevole Piero De Luca, nel contesto di un discorso molto puntuale sulla giustizia, ha detto che è necessario conservare un ruolo primario al Parlamento soprattutto in materia di giustizia perché riforme complesse e certamente “tecniche” come quelle sulla giustizia non possono essere lasciate alla decisione degli elettori che hanno una funzione fondamentale per la democrazia ma hanno difficoltà a cogliere il significato complesso dei quesiti referendari.
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