di Luca Cereda
vita.it, 8 giugno 2022
Patrizio Gonnella, presidente dell’associazione Antigone e giurista: “Il 2° quesito referendario tocca il tema della carcerazione preventiva, un provvedimento straordinario del Diritto, che su spinta sociale è diventato una consuetudine in moltissimi, troppi, casi”
di Ilaria Sesana
altreconomia.it, 8 giugno 2022
L’ex senatore e partigiano scomparso il 30 maggio ha dato il nome a una legge fondamentale che agevola l’assunzione di persone ristrette da parte di aziende e cooperative, con l’obiettivo di facilitare il reinserimento sociale. Lo strumento è utilizzato ma resta una forte disomogeneità territoriale. Ecco perché.
di Conchita Sannino
La Repubblica, 8 giugno 2022
Comunali e consultazione lo stesso giorno: cinque schede per cinque colori, dalla cancellazione della legge sulla incandidabilità dei condannati alla separazione delle funzioni. La polemica: Lega e FdI denunciano la “cappa di silenzio”, appello a Draghi e Colle.
di Gianfranco Pasquino*
Il Domani, 8 giugno 2022
Il fallimento per mancanza di quorum, cioè della indispensabile maggioranza assoluta dei votanti, di un numero considerevole di referendum soprattutto negli ultimi vent’anni, sembrerebbe segnalarne l’inutilità, la perdita, secondo alcuni, irrimediabile, di incisività.
di Lorenzo Castellani
Panorama, 8 giugno 2022
Il silenzio sui referendum è il simbolo di una politica fondamentalmente debole, in cui i leader non sono disposti a rischiare e in cui il sistema dell’informazione preferisci girarsi dall’altra parte. Il fronte a favore del SI per tutti e cinque i quesiti che riguardano la giustizia è ampio, ma i partiti sembrano aver perso interesse.
di Desi Bruno
bolognaforense.net, 8 giugno 2022
Come è noto, a seguito del vaglio di ammissibilità della Corte Costituzionale, il 12 giugno 2022 si svolgeranno cinque referendum abrogativi sulla giustizia, in concomitanza con le elezioni amministrative che interessano 981 comuni, di cui 26 capoluoghi di regione e provincia. La concomitanza con il turno elettorale può favorire il raggiungimento del quorum necessario per la validità del voto referendario ex art. 75 co. 3 Cost., e cioè la partecipazione al voto della maggioranza degli aventi diritto e la maggioranza dei voti validi dei votanti.
di Daniela Mainenti*
Il Fatto Quotidiano, 8 giugno 2022
Il dubbio amletico più che sulla risposta da dare ai quesiti referendari, o recarsi fisicamente al voto (il superamento del quorum per il referendum abrogativo potrebbe non essere raggiungibile neanche calcolando chi potrà partecipare alle simultanee elezioni amministrative nell’election day del 12 giugno), riguarda anche un altro punto di osservazione. I quesiti sulla giustizia non sono stati proposti da generici comitati di cittadini, bensì da giunte regionali politicamente caratterizzate a destra che, per i temi coinvolti, incrociando il loro destino con quello della riforma tentata dalla ministra Marta Cartabia, sono stati utilizzati, finché era utile, come strumento di pressione sul governo e sulle forze di maggioranza. E un altro aspetto non meno rilevante: la Corte, ammettendo i quesiti, tende a confondere ormai apertamente oggetto e soggetto degli stessi perché, implicitamente, favorisce che il referendum diventi un altro modo di positivizzare il diritto.
di Piero Sansonetti
Il Riformista, 8 giugno 2022
Il capo della Procura di Trieste sostiene che se vince il Sì al referendum lui non può più arrestare le bande di trafficanti di droga. Falso. Riccardo Magi (+Europa) chiede l’intervento di Cartabia. L’esito dei referendum sulla giustizia sarà probabilmente condizionato da due elementi negativi. Il primo è il Grande Silenzio decretato dalla Rai e dai principali giornali indipendenti. Il secondo è lo spargimento di balle. Azione nella quale sono ben attivi gli stessi giornali indipendenti e le Procure. (Naturalmente ai giornali indipendenti, che Travaglio chiama sempre i giornaloni, si affiancano i giornali dichiaratamente fiancheggiatori delle procure, come proprio il giornale di Travaglio, che fa da avanguardia a tutti).
di Liana Milella
La Repubblica, 8 giugno 2022
La norma del 2012 impone la non candidabilità e la decadenza per chi ha condanne definitive superiori a due anni. Per gli amministratori locali basta anche una condanna in primo grado per la sospensione.
di Liana Milella
La Repubblica, 8 giugno 2022
La scheda arancione cancella uno dei tre presupposti per ottenere la custodia cautelare per chi potrebbe commettere di nuovo lo stesso reato. Nel centrodestra Meloni dice no. E no anche dal dem Ceccanti.
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