di Luca Attanasio
Il Domani, 11 maggio 2022
È una vetta senza precedenti che segnala una crescita dello 0,7 percento rispetto al 2020 e un incremento del 12 percento negli ultimi dieci anni. In molti casi le armi, esportate dai maggiori spenditori, prima vengono inviate per “aiuto”, come nei casi dell’Afghanistan, dell’Iraq o della stessa Ucraina, poi, una volta terminato il confronto militare, restano sul territorio e finiscono sempre in mani sbagliate. L’elenco degli esempi di ammassamenti di armi sfociati in drammatici fallimenti è talmente lungo da apparire imbarazzante.
di Gustavo Zagrebelsky
La Repubblica, 11 maggio 2022
L’intenzione dei padri fondatori fu la creazione di uno spazio di libertà in un mondo spaccato in due, quello della guerra fredda. Sull’eterna questione del rapporto tra l’etica e la politica, realisti e moralisti si scambiano accuse reciproche. La politica, per i realisti, è il regno dei fatti, non dei paternoster; per i moralisti, deve essere il regno dei valori, non della nuda forza.
di Riccardo Noury
Il Fatto Quotidiano, 11 maggio 2022
Una milizia creata dal governo della Libia nel gennaio 2021 e che percepisce fondi statali è responsabile di uccisioni illegali, detenzioni arbitrarie di cittadini libici, intercettazioni e successive detenzioni arbitrarie di migranti e rifugiati, torture, lavori forzati e altri gravissimi crimini di diritto internazionale. Si tratta dell’Autorità per il sostegno alla stabilità (Ass), guidata - come ha denunciato il 4 maggio Amnesty International - da uno dei più potenti capi delle milizie di Tripoli: Abdel Ghani al-Kikli, conosciuto come “Gheniwa”, nominato a quell’incarico nonostante le sue ben documentate responsabilità per crimini di diritto internazionale e altre gravi violazioni dei diritti umani.
di Farian Sabahi
Il Manifesto, 11 maggio 2022
Il 21 maggio prossimo il ricercatore sarà giustiziato. Cade nel vuoto il tentativo di scambiarlo con Hamdi Nouri, in carcere in Svezia. Ieri e oggi sit-in di Amnesty, tra Novara e Torino. Diversi i casi di iraniani con doppio passaporto detenuti nel paese e usati come forma di pressione sull’Europa.
di Andrea Pugiotto
Il Riformista, 10 maggio 2022
Rimandarlo o bocciarlo? Oggi il verdetto. Il tempo concesso al legislatore è scaduto, la riforma è stata approvata solo alla Camera. La Corte deve decidere se dichiarare l’incostituzionalità o rinviare l’esame. Intanto c’è chi sconta una pena illegale
di Valentina Stella
Il Dubbio, 10 maggio 2022
Oggi la Corte decide se concedere una proroga per la legge. È alta la tensione tra Corte costituzionale e Senato. Oggi infatti la Consulta sarà chiamata a pronunciarsi di nuovo sull’ergastolo ostativo. Cosa faranno i giudici? Aggiungeranno all’accertamento della incostituzionalità anche la sua dichiarazione, adottando quindi una sentenza manipolativa che contempli il pericolo di ripristino, o concederanno ancora più tempo al Parlamento per approvare una norma?
di Giuseppe Pipitone
Il Fatto Quotidiano, 10 maggio 2022
Il Parlamento non ha approvato una nuova legge. L’attesa è grande e c’è chi spera nel rinvio. Come la Commissione Giustizia del Senato che ha all’esame la proposta di riforma approvata dalla Camera e che potrebbe licenziare il testo a fine mese.
di Gian Carlo Caselli
Il Fatto Quotidiano, 10 maggio 2022
No a scivoloni nel 50ennale di Capaci. Con un’ordinanza del 15.4.2021 la Consulta ha “aperto” ai mafiosi non “pentiti” l’ergastolo ostativo per quanto riguarda il beneficio della liberazione condizionale. Gli effetti della pronunzia di incostituzionalità sono stati differiti affinché il Parlamento potesse intervenire. Il termine fissato (un anno) sta per scadere.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 10 maggio 2022
“È davvero arrivato il momento di ripensare la loro presenza nell’ordinamento italiano”, così conclude Antigone nel suo XVIII rapporto, più specificatamente il capitolo dedicato alla figura degli internati nelle cosiddette case lavoro o colone agricole, ma che non si differenziano assolutamente dalla detenzione.
askanews.it, 10 maggio 2022
È stato sancito in Conferenza unificata e in Conferenza Stato-regioni del 28 aprile l’accordo, ai sensi dell’articolo 9 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, tra il governo, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano e gli enti locali sul documento recante “Linee di indirizzo per la realizzazione di un sistema integrato di interventi e servizi per il reinserimento socio-lavorativo delle persone sottoposte a provvedimenti dell’autorità giudiziaria limitativi o privativi della libertà personale”.
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