www.targatocn.it, 13 febbraio 2015
Parte il progetto che coinvolge i detenuti del carcere di Saluzzo e studenti delle superiori di Saluzzo e Verzuolo. Sei incontri fino ad aprile con film e dibattito. Il progetto presentato al liceo Bodoni. "Nuovo cinema Morandi": parte il cineforum Scuole-Carcere che coinvolge i detenuti dei circuiti di alta e media sicurezza del carcere di Saluzzo e insegnanti e studenti delle scuole superiori: il liceo Bodoni, la sezione carceraria dell'Artistico Soleri Bertoni, gli istituti Denina-Pellico-Rivoira e l'Ipa di Verzuolo, oltre a volontari penitenziari di LiberiDentro Onlus.
Sei gli incontri programmati, il mercoledì pomeriggio dal 18 febbraio al 22 aprile in orario extrascolastico, nell'aula multimediale della casa di reclusione Morandi. Detenuti e studenti, in gruppi misti di 20 /25 per ciascuno, vedranno la pellicola insieme facendone poi oggetto di dibattito e confronto dai diversi punti di vista.
Il progetto è stato presentato martedì nell'aula magna del Bodoni agli studenti coinvolti. I temi centrali sono stati illustrati da Giuseppina Bonardi presidente di LiberiDentro, associazione che ha il coordinamento generale dell'iniziativa, già sperimentata negli anni tra carcere e scuole del Saluzzese. Per il cineforum, illustra la referente, è stato scelto il cortometraggio anziché il film classico per problemi di tempo e per la scelta dei titoli si è contato sul supporto scientifico del Circolo cinematografico Méliès di Busca.
Le tematiche proposte e sviluppate attraverso la visione, saranno la relazione, la scelta, il cambiamento, ha illustrato Maria Barrera, psicologa dello sportello di ascolto e consulenza al liceo Bodoni, referente dell'iniziativa cineforum che ha inoltre il patrocino della Consulta per le Pari Opportunità del Comune, rappresentata da Flavio Costamagna e del Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Bruno Mellano, intervenuto all'incontro.
Il garante, come il direttore del Morandi Giorgio Leggieri, dopo una fotografia della realtà carceraria nazionale e saluzzese, ha sottolineato l'importanza del progetto per l'occasione di opportunità e cambiamento, parlando della necessità di investire in percorsi di recupero e formazione "perché la comunità del carcere è una comunità del territorio e il carcere è in relazione al nostro grado di civiltà nella misura in cui siamo riusciti a rendere utile la detenzione.
Se vogliamo che il carcere, diventi una risorsa utile dobbiamo investire in per evitare, che chi ha scontato la pena diventi recidivo una volta fuori. I dati dimostrano che solo una o due persone su 10 inserite in un percorso di formazione e lavoro tornano a delinquere".
Nuovo cinema Morandi, nasce per creare un contatto fra il mondo dell'istruzione e la casa di reclusione, favorire l'integrazione fra carcere e territorio e per il superamento di pregiudizi negativi nei confronti dei reclusi in generale. Vuole creare occasione di confronto e conoscenza informale tra detenuti e studenti, stimolare la riflessione comune e la crescita personale, mettendo in rete le varie realtà di operatori culturali e volontari presenti nelle case di detenzione (volontari LiberiDentro, insegnanti, psicologi, educatori) hanno sottolineato nei loro interventi Giuseppina Bonardi, Lorenzo Rubini dirigente del del liceo Bodoni e Giorgio Borge da 30 anni assistente volontario in carcere dell'associazione LiberiDentro.
www.globalist.it, 13 febbraio 2015
Il ministro della Giustizia croato ha garantito che negli ultimi tre anni la situazione negli istituti penitenziari del Paese è significativamente migliorata. Negli ultimi tre anni la situazione carceraria in Croazia ha conosciuto un deciso e repentino miglioramento, grazie specialmente alle recenti modifiche apportate al codice penale per arginare il problema del sovraffollamento. Lo ha assicurato martedì il ministro della Giustizia croato Orsat Miljenic nel corso di una visita effettuata al penitenziario di Lepoglava assieme al difensore civico dei diritti umani Lora Vidovic.
"Dal 2011 al 2013 il numero dei detenuti è sceso da 5.200 a 3.663 - ha garantito il ministro, mentre la capienza delle carceri croate è stata potenziata notevolmente, dato che al momento possono contenere circa 3.900 detenuti. È pur vero che restano tuttora problemi di sovraffollamento in alcuni penitenziari, ma stiamo mettendo a punto le misure necessarie per aumentare la capienza di determinati reparti.
Ad ogni modo, siamo riusciti ad ottenere simili risultati grazie agli emendamenti presentati dal governo e adottati dal Parlamento per introdurre diverse modifiche al codice penale. Inoltre, negli ultimi tre anni, un numero sempre maggiore di detenuti soddisfa i criteri necessari per poter accedere alle strutture di minima sicurezza. Peraltro il livello di sicurezza riscontrato negli istituti detentivi croati è del tutto soddisfacente".
"Le celle dei penitenziari croati sono di quattro metri quadrati - ha osservato la Vidovic - e di una decina di metri cubi: un buon standard rispetto alla media mondiale. Ritengo però che il sistema di monitoraggio della qualità dei servizi sanitari presenti nelle carceri vada separato dal comparto giudiziario e accorpato alla Sanità pubblica". "Attualmente nel penitenziario di Lepoglava ci sono 587 detenuti - ha spiegato il direttore del carcere Mladen Posavec, di cui 150 devono scontare una pena di 15 anni, mentre 80 una pena superiore. L'istituto può contare su 410 dipendenti, tra cui 240 guardie carcerarie".
Il Velino, 13 febbraio 2015
Applauso dell'aula alla lettura della sentenza. I due imprigionati perché accusati di aver sostenuto i Fratelli Musulmani. Un tribunale in Egitto ha ordinato il rilascio su cauzione di due giornalisti di Al Jazeera detenuti con l'accusa di favoreggiamento del movimento dei Fratelli Musulmani. Mohamed Fahmy e Baher Mohamed sono stati imprigionati nel mese di giugno insieme al collega australiano, Peter Greste. Ma le loro condanne per diffusione di notizie false tese ad aiutare il gruppo terroristico sono state riviste in appello il mese scorso.
Greste è stato liberato la scorsa settimana grazie a una legge che consente l'espulsione di cittadini stranieri nei loro paesi d'origine. I giornalisti hanno strenuamente negato la collaborazione con i Fratelli Musulmani dopo il rovesciamento da parte dei militari del presidente Mohammed Morsi nel 2013. I due reporter sostengono di essere stati incarcerati solo per aver segnalato la notizia.
Fahmy e Mohamed hanno assistito al processo da una gabbia di vetro insonorizzata - che consente ai giudici di limitare la capacità degli imputati di protestare o interrompere un procedimento - presso il Tribunale penale del Cairo giovedì mattina.
Dopo una breve pausa, il giudice Hassan Farid ha rinviato il procedimento al 23 febbraio e ha ordinato che i due uomini siano liberati. È stata fissata una cauzione per Fahmy a 250 mila sterline egiziane, mentre Mohamed è stato liberato senza cauzione. L'aula è scoppiata in un applauso quando il giudice ha letto la sentenza. Poco dopo, Mohamed di "cinguettato" su Twitter: "Sono libero".
Ansa, 13 febbraio 2015
Fuga di massa da un carcere nel sud-est ucraino: 340 detenuti sono fuggiti dal penitenziario 23 di Chornukhine, nella regione di Lugansk, nel primo pomeriggio di ieri dopo "un'attività militare pesante nella zona". Lo fa sapere la missione speciale dell'Osce, che cita a sua volta fonti delle forze armate ucraine e russe del Jccc (Joint Center for Coordination and Control) a Lugansk. Una trentina di detenuti sono invece rimasti in carcere.
Fuga di massa da un carcere nel sud-est ucraino: 340 detenuti sono fuggiti dal penitenziario 23 di Chornukhine, nella regione di Lugansk, nel primo pomeriggio di ieri dopo "una attività militare pesante nella zona". Lo fa sapere la missione speciale dell'Osce, che cita a sua volta fonti delle forze armate ucraine e russe del Jccc (Joint Center for Coordination and Control) a Lugansk. Una trentina di detenuti sono invece rimasti in carcere.
Aki, 13 febbraio 2015
Un cittadino pakistano condannato a morte per traffico di droga è stato decapitato a Riad, portando così a 29 il numero delle pene capitali eseguite in Arabia Saudita dall'inizio dell'anno. Babir Isaac, questo il nome del detenuto, era stato condannato per aver introdotto nel regno del Golfo eroina in capsule, si legge in una nota del ministero dell'Interno saudita. Stupro, omicidio, apostasia, rapina a mano armata e traffico di droga sono reati punibili con la morte in Arabia Saudita, dove è in vigore una versione rigida della sharia.
Askanews, 13 febbraio 2015
Due militanti saudite per i diritti delle donne sono state rilasciate al termine di due mesi in prigione. Una delle due aveva violato il divieto di guida per le donne in Arabia Saudita.
"Loujain è libera", ha fatto sapere un'amica di Loujain Hathloul alla sua uscita dal carcere. "Ha semplicemente detto che è stata liberata e che è contenta". È stata liberata anche Maysaa Alamoudi, arrestata contemporaneamente a Hathloul. Lo ha fatto sapere la famiglia della militante. Le due donne erano in prigione dall'1 dicembre, dopo che Hathloul aveva tentato di entrare in Arabia Saudita al volante della sua auto proveniente dagli Emirati arabi. Alamoudi, giornalista saudita con base negli Emirati, era stata arrestata dopo essersi recata alla frontiera per sostenere la sua concittadina.
Loujain Hathloul, seguita da 232.000 follower su Twitter, aveva twittato in diretta le 24 ore trascorse in attesa di attraversare in auto la frontiera con l'Arabia saudita, prima di essere arrestata. Maysaa Alamoudi è seguita da 136.000 persone ed è anche l'animatrice di un programma su YouTube sul divieto di guida alle donne.
www.agensir.it, 12 febbraio 2015
Dall'inizio della crisi economica, in Europa la spesa per ogni detenuto nelle carceri è diminuita, con un impatto negativo sulla qualità di vita dei detenuti. La crisi non ha avuto effetti significativi sul numero delle persone in carcere, anche se c'è stata una lieve riduzione del sovraffollamento. Sono alcune delle conclusioni emerse dal Council of Europe Annual Penal Statistics (Space I and Space II) pubblicate ieri.
di Valentina Roncati
Ansa, 12 febbraio 2015
Il patrimonio edilizio carcerario in forte deterioramento, la mancanza di spazi, che finora ha costretto l'amministrazione penitenziaria a tenere alcuni detenuti in 3 metri quadri, l'eccessiva vicinanza di alcuni carcerati in regime di 41 bis (carcere duro) che potrebbero avere la possibilità di comunicare e il rischio back out nel supercarcere di Parma, dove sono reclusi detenuti del calibro di Massimo Carminati e Totò Riina.
di Dimitri Buffa
L'Opinione, 12 febbraio 2015
Da martedì sera Marco Pannella ha iniziato il primo digiuno di dialogo - sciopero della fame (per ora) - dell'era di Sergio Mattarella. Per aiutarlo a prendere in considerazione molto seriamente il problema giustizia e carceri così come fece il suo predecessore Giorgio Napolitano arrivando anche a spedire un messaggio presidenziale alle Camere che lo hanno bellamente ignorato e in una di esse neanche discusso.
di Camilla Cupelli
www.linkiesta.it, 12 febbraio 2015
Da quando ero bambina ad oggi la storia degli esclusi, dai carcerati ai folli, ha sempre ossessionato la mia riflessione personale. Prima di approdare ad una Facoltà dove avrei studiato a fondo questi temi, un sottile fil rouge sul tema aveva già attraversato parte della mia vita. Senza pretese accademiche provo a tracciare un abbozzo di cosa rappresentino oggi panoptismo e biopolitica, ovvero il controllo dei corpi da parte del potere.
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