di Catia Paluzzi
gnewsonline.it, 6 maggio 2026
Dal 6 al 9 maggio Pontremoli diventa un laboratorio a cielo aperto dove teatro, giustizia e comunità si incontrano. Nasce nella città toscana la prima edizione di “LUNAE - Scuola di primavera di teatro e mediazione”, un progetto che unisce formazione, spettacolo e impegno sociale, portando nel cuore della Lunigiana giovani, operatori della giustizia, studiosi e artisti da tutta Italia. Ad aprire la manifestazione, mercoledì 6 maggio presso il Teatro della Rosa, è la prima nazionale di Angeli Funamboli, spettacolo teatrale nato da un percorso condiviso tra le ragazze dell’Istituto penale per i minorenni di Pontremoli e gli studenti del Liceo Malaspina. In scena prende forma una narrazione corale: una giovane funambola e le sue allieve si muovono in equilibrio tra parola e corpo, intrecciando testi originali e richiami a grandi autori del Novecento come Nietzsche, Rilke, Genet e Yourcenar. Lo spettacolo, destinato a diventare il cuore pulsante dell’evento, sarà replicato anche nei giorni successivi.
immediato.net, 6 maggio 2026
Il messaggio di incoraggiamento di Papa Leone XIV. Il progetto vede il coinvolgimento diretto di persone detenute. Presentazione in programma giovedì 7 maggio. Un messaggio di incoraggiamento, inviato a nome del Santo Padre Leone XIV dalla Segreteria di Stato, accompagnerà la presentazione di “Ci credo ancora”, il podcast nato all’interno della Casa Circondariale di Foggia, con il coinvolgimento diretto di persone detenute. Il testo sarà letto nel corso dell’evento in programma giovedì 7 maggio 2026, alle ore 10.30, presso l’Istituto Penitenziario: un riconoscimento significativo per un’esperienza che unisce cultura e inclusione.
di Marco Benedettelli
Avvenire, 6 maggio 2026
A Fermo, un progetto di Clementoni e Università di Macerata trasforma il gioco da tavolo in uno spazio di relazione e crescita tra i detenuti, tra ricerca accademica e inclusione. “Nomi, Cose, Città” è un gioco da tavola dalle regole semplici, eppure capace di sprigionare la voglia di aprirsi, condividere aneddoti e ricordi fino ad alleggerirsi del peso della detenzione. “Durante le partite c’è confronto e desiderio di migliorare le proprie capacità linguistiche. Le sue partite sono tra le favorite”, spiega Tamara Lapucci, Consumer Insights Manager e responsabile per le attività sociali di Clementoni Spa, azienda italiana produttrice di giochi che nella casa di reclusione di Fermo si è attivata con “Gioco in carcere” insieme all’Università di Macerata. Grazie al progetto, nei mesi scorsi, per un paio di volte a settimana, dei ricercatori hanno organizzato dei laboratori di gioco fra i reclusi, con dadi, carte e tabelloni colorati di Clementoni e di altri brand. Un’attività dai mille volti, che va dalla vicinanza umana alle persone detenute, alla ricerca accademica su benefici e dinamiche del gioco. “E c’è anche il desiderio di migliorare i nostri giochi da tavola e renderli sempre più inclusivi, dopo averli messi alla prova in ambienti meno ordinari”.
fuoriluogo.it, 6 maggio 2026
Cinque libri e un seminario a Roma per ripensare carcere femminile, maternità detenuta, diritti e alternative alla reclusione. Venerdì 8 maggio, a Roma, il carcere delle donne sarà al centro di un seminario pubblico che mette in dialogo ricerche, pratiche, esperienze e saperi diversi. L’appuntamento, promosso dal Dipartimento di Scienze Giuridiche ed Economiche di UnitelmaSapienza, si terrà dalle 10 alle 13.30 nella Sala Seminari di Piazza Sassari 4, con possibilità di seguire i lavori anche in diretta streaming.
di Andrea Pugiotto
L’Unità, 6 maggio 2026
Non può reggersi solo sulle istituzioni, richiede una cultura costituzionale diffusa, condivisa, interiorizzata. A settant’anni dalla prima sentenza della Corte costituzionale (la n. 1/1956), celebrati il 23 aprile scorso al Quirinale con una cerimonia solenne, si aprono due strade complementari per comprendere il ruolo della giustizia costituzionale nelle democrazie contemporanee. La prima - per addetti ai lavori - è attingere all’imponente lavoro offerto dai quindici giudici costituzionali: altrettanti volumi, tematizzati, di analisi sistematica delle oltre quattromila decisioni d’incostituzionalità pronunciate dalla Consulta, dal 1956 al 2025. L’altra strada - accessibile a tutti - passa per un piccolo grande libro: “Custodi della democrazia. La Costituzione, le corti e i confini del politico” (Egea 2026).
di Vincenzo Vita
Il Manifesto, 6 maggio 2026
Si è celebrata lo scorso 3 maggio la giornata per la libertà di informazione, ben illustrata dal segretario generale della federazione internazionale dei giornalisti (Ifj) Anthony Bellanger, che ha messo al centro delle sue dichiarazioni gli attacchi volti a mettere a tacere chi cerca di divulgare la verità. Si tratta, però, di una celebrazione ingannevole, perché il diritto dei diritti -per evocare la definizione di Stefano Rodotà- oggi è più che mai nel mirino. Anzi. Insieme alla magistratura è considerato un lusso per le attuali democrature tetragone verso la bilancia dei poteri. Guai a verificare la legittimità delle decisioni; guai a far crescere la consapevolezza critica di massa.
di Martina Turola
Il Manifesto, 6 maggio 2026
Un sistema di Intelligenza Artificiale (IA) oggi può determinare se una persona ottiene un mutuo, se il suo curriculum viene selezionato per un colloquio, se una richiesta di asilo viene considerata prioritaria; nel prossimo futuro deciderà se un detenuto potrà accedere a un beneficio penitenziario. È invece un algoritmo che non impara dai propri risultati, e che quindi non sfrutta ancora l’IA, ma che potrebbe farlo presto, quello che in Italia assegna le cattedre ai docenti utilizzato dal Ministero dell’Istruzione. Un sistema andato in tilt sia nel 2016 che nel 2022-23, dando un posto a chi aveva meno titoli di altri, piazzando a un ruolo di sostegno chi si candidava per coprire una materia. Migliaia di persone si sono viste sballottate, sradicate, oppure senza lavoro, a causa di un errore algoritmico.
di Vittorio Pelligra
Avvenire, 6 maggio 2026
La costruzione di un ordine mondiale fondato sul continuo bisogno di protezione genera immense opportunità di guadagno. E così l’instabilità si trasforma in capitale. L’insicurezza diventa capitale quando non indica più una condizione da superare, ma l’aspettativa di un rendimento economico. Finché la paura resta una ferita collettiva, la politica può provare a curarla. Quando invece diventa mercato, cambia natura. Non chiede più protezione, ma investimenti e contratti. È questo il secondo volto della monarchia della paura. Il primo, come abbiamo visto nella prima puntata della serie, riguardava la costruzione di un ordine mondiale incapace ormai di pensarsi in pace. Il secondo riguarda il modo in cui quell’ordine diventa economicamente produttivo e per questo non può più essere messo in discussione. La paura non resta ai margini dell’economia, ma diventa una delle sue risorse principali.
di Andrea Oleandri*
Ristretti Orizzonti, 5 maggio 2026
Il 30 aprile si è suicidato un agente penitenziario di 42 anni. Ieri invece è morto, dopo tre giorni di agonia, un uomo di 27 anni che si trovava in custodia cautelare nel carcere di Parma, e si è tolto la vita un altro uomo, di 54 anni, recluso nel carcere di Torino. Sono già 19 le persone detenute che si sono tolte la vita da inizio anno. A fine mese i presenti in carcere hanno superato anche la soglia delle 64.000 presenze. Al 30 aprile infatti si contavano nelle prigioni italiane 64.436 persone detenute. Da fine marzo la crescita è stata particolarmente significativa, 439 persone in più in un mese, a fronte di un aumento delle presenze negli ultimi 12 mesi di 1.991 unità. I posti realmente disponibili erano invece 46.318 e il tasso di affollamento era ormai del 139,1%. 73 istituti su 189 registravano un tasso pari o superiore al 150%.
di Luigi Manconi e Marica Fantauzzi
La Repubblica, 5 maggio 2026
Ebbene, per altri due anni Alfredo Cospito dovrà rimanere recluso all’interno del regime regolato dall’art. 41 bis dell’Ordinamento Penitenziario. Il ministero della Giustizia, infatti, ha ritenuto ancora necessario che l’anarchico di Pescara venisse sottratto al trattamento ordinario, affinché sia escluso qualunque tipo di collegamento con l’eventuale organizzazione di riferimento all’esterno. Ad affrettarsi a celebrare questa conferma, tra gli altri, il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli, secondo cui “la decisione del ministero della Giustizia di rinnovare il carcere duro per Alfredo Cospito è in linea con il profilo di pericolosità politica e sociale dell’anarchico. Punto di riferimento dentro e fuori dall’istituto penitenziario di movimenti anarchico insurrezionalisti.
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