di Jacopo Domenichini
Il Resto del Carlino, 3 maggio 2026
“Come in carcere non ci sono mostri da lasciar marcire, così a scuola non ci sono persone da lasciare indietro”. Da questa riflessione sviluppata tra i banchi di scuola, è nato il progetto di scrittura del libro ‘L’ora di libertà. Racconti di ri-educazione’, edito da Compagnia editoriale Aliberti, presentato mercoledì nella sala degli artisti della biblioteca Panizzi. Protagonisti dell’iniziativa sono stati gli studenti dell’Iis Nobili, che nei mesi scorsi hanno intervistato alcune persone detenute negli istituti penali di Reggio e, partendo dalle loro testimonianze, hanno realizzato, con l’aiuto di un tutor letterario, dei racconti che esplorano i temi della detenzione e del reinserimento sociale.
di Marianna Vazzana
Il Giorno, 3 maggio 2026
Davide Mesfun ha passato metà della vita in carcere. Oggi lavora per l’associazione Kayros e Spazio Polline. “Il futuro oggi non è qualcosa che fa sognare ma spaventa gli adolescenti, e questo già la dice lunga. C’è chi si stordisce con sostanze, sia per staccarsi dalla realtà e sia per poter sembrare forte nonostante la paura. La società lancia l’allarme criminalità, punta il dito contro i “maranza”, si aspetta soluzioni immediate. Ma bisogna seminare e pazientare”. La riflessione è di Davide Mesfun, che ha 50 anni e ne ha passati 23 da detenuto. Originario di Napoli, ha iniziato a delinquere da minorenne specializzandosi in rapine e spaccio di droga.
immediato.net, 3 maggio 2026
È stato registrato nel teatro del carcere dalla giornalista e volontaria Annalisa Graziano, insieme con un gruppo di detenuti. Il lancio il 7 maggio alla presenza delle autorità e dei protagonisti del percorso. Si terrà giovedì 7 maggio 2026, alle ore 10.30, presso l’Istituto Penitenziario di Foggia (Via delle Casermette, 22 - caserma agenti, sala riunioni - I piano), la presentazione del podcast “Ci credo ancora”, realizzato all’interno della Casa Circondariale di Foggia con il coinvolgimento diretto di un gruppo di persone detenute.
di Simona Ciaramitaro
collettiva.it, 3 maggio 2026
Nel carcere romano la lettura del testo teatrale scritto dai detenuti per raccontarci un’Odissea inedita, una ‘Nessunea’ che riguarda tutti da vicino. Lo sapevate che Ulisse aveva un ghost writer, o, meglio, un ghost inventore? Io l’ho saputo e imparato assistendo nel carcere romano di Rebibbia alla prima lettura del testo teatrale ispirato all’Odissea della compagnia dei detenuti diretta da due maestre del teatro, Emilia Martinelli e Tiziana Scrocca, registe e attrici. Davanti a un pubblico di ‘addetti ai lavori’ i 13 giovani uomini hanno letto la loro elaborazione dell’opera di Omero che metteranno in scena prossimamente come restituzione di un laboratorio realizzato anche quest’anno dallo Stap Brancaccio di Roma, scuola di teatro e arti performative, che ha potuto realizzare il progetto grazie ai fondi dell’8x1000 della Chiesa Valdese.
pisatoday.it, 3 maggio 2026
Domenica 3 maggio, ore 21:00, al Teatro Nuovo di Pisa, sarà in scena “Dai diamanti non nasce niente” una produzione Binario Vivo. Lo spettacolo è un progetto artistico che unisce teatro, musica e impegno sociale portando sul palco testi e storie ispirati all’esperienza di “Parole liberate: oltre il muro del carcere”, iniziativa che da oltre dieci anni dà voce alle persone detenute nelle carceri italiane. Quest’opera nasce con l’obiettivo di raccontare un percorso fatto di scrittura, ascolto e restituzione. Al centro, una poesia lontana dagli stereotipi: non più esercizio formale o linguaggio elitario, ma espressione diretta, spesso cruda, della realtà vissuta. Il progetto “Parole liberate”, associazione di promozione sociale che promuove anche un premio nazionale per “poeti della canzone” detenuti, rappresenta il cuore di questo lavoro.
di Maria Francesca Rivano
La Stampa, 3 maggio 2026
Appuntamento “off” al Dugentesco il 15 maggio. Davvetas e Vitali protagonisti degli incontri con i detenuti. Il maggio dei lettori vercellesi guarda al mondo dei giovani e delle persone a rischio di marginalità estrema, quali sono i detenuti del carcere di Billiemme. Fa tappa in città il Salone Off, kermesse che allunga e allarga il Salone del Libro, disseminando in tutto il Piemonte incontri con l’autore, spettacoli e momenti di cultura. Curato da Marco Pautasso e Paola Galletto, che i vercellesi hanno imparato a conoscere nell’ambito della programmazione di Vercellae Hospitales, il cartellone della 22ª edizione offre alla città una curiosa incursione nel genere romance, con la presentazione di “Abroad2”, libro di Alessia Merola in uscita il 12 maggio.
di Vittorio Pelligra
Il Sole 24 Ore, 3 maggio 2026
Diventiamo liberi assieme agli altri, quando riusciamo a trasformare la dipendenza reciproca in autentica cooperazione. Essere liberi significa non essere sottomessi alla volontà arbitraria di un altro, non essere costretti a vivere secondo un destino assegnato, non essere imprigionati in un ruolo né in un ordine sociale che decide al posto nostro chi possiamo essere. L’idea di libertà, nell’età moderna nasce così, come emancipazione da vincoli imposti dall’esterno. Come possibilità di dire no. Come diritto a sottrarsi. Come spazio protetto da ogni forma di interferenza e coercizione. È una conquista immensa da cui nessuna teoria della giustizia può prescindere. Senza questo primigenio significato della libertà, senza il riconoscimento di una sfera personale indisponibile al potere, non avremmo oggi i diritti individuali, né il pluralismo, né una democrazia compiuta. La libertà, in questa forma, è innanzitutto limite posto all’interferenza degli altri. Ma è anche garanzia contro la violenza del potere politico, del potere economico, delle maggioranze, delle comunità chiuse e delle tradizioni oppressive.
di Francesca Fulghesu e Sara Ramzi
Il Domani, 3 maggio 2026
I migranti che muoiono sul lavoro spesso non risultano nelle statistiche ufficiali: sono persone senza contratto e a volte anche senza documenti. Tra sfruttamento, insicurezza e ingiustizie, nel loro caso il lavoro uccide due volte. Quando il 12 marzo scorso Abdellah Rahali viene trovato senza vita tra i calcinacci di un cortile, nessuno sa chi sia. È un operaio precipitato da 15 metri di altezza durante i lavori di ristrutturazione di un immobile a San Marcellino, nel Casertano. In tasca non ha i documenti e, come si scoprirà alcuni giorni dopo, a casa non ha un contratto di lavoro. Per risalire alla sua identità, serve l’intervento di don Carmine Schiavone, direttore della Caritas di Aversa.
di Federica Morrone
Il Fatto Quotidiano, 3 maggio 2026
Il progetto non offre risposte facili. Non semplifica. Al contrario, insiste sulla complessità. Mostra la distanza tra ciò che viene deciso e ciò che viene vissuto. Si comincia così, guardando da vicino, non da un’idea, ma da un’esperienza reale costruita nel tempo. Un gruppo di scout giovanissimi, il Clan Il Nomade dell’AGESCI Roma 8°, ha scelto di entrare davvero dentro uno dei luoghi più complessi della città, il campo rom di via di Salone, nella periferia est di Roma. Non per attraversarlo, non per osservarlo da fuori, ma per restarci. Per conoscere. Per costruire relazioni. Per due anni.
di Mario Di Giulio
huffingtonpost.it, 3 maggio 2026
Snellire, accelerare, diversificare. Il Dipartimento di Giustizia federale darà nuovo impulso alle esecuzioni capitali, considerate uno strumento necessario contro i “criminali più violenti” e contro quelli che la sua amministrazione definisce “crimini mostruosi”. Il dibattito sul VIII Emendamento. Se in Italia casi giudiziari controversi come quello di Garlasco riaccendono il dibattito sul rischio dell’errore giudiziario, negli Stati Uniti torna invece centrale il tema delle condanne irreversibili rappresentate dalla pena capitale. Lo scorso 24 aprile il Dipartimento di Giustizia federale ha annunciato di volere dare nuovo impulso alle esecuzioni capitali, in linea con quanto annunciato dallo stesso presidente nel suo discorso di reinsediamento alla Casa Bianca: ovvero la promessa di ristabilire legge e ordine attraverso un rafforzamento della repressione penale federale, inclusa la pena di morte, definita come uno strumento necessario contro i “criminali più violenti” e contro quelli che la sua amministrazione definisce “crimini mostruosi”.










