di Nino Luca
Corriere della Sera, 31 maggio 2025
Il progetto dell’associazione Spazio Aperto presentato a Milano. Il presidente del Senato La Russa: “Certezza della pena, ma è forte ma occorre pagare in condizioni di assoluta civiltà”. Il Centro Congressi Fondazione Cariplo di Milano ha ospitato un importante momento di confronto sul sistema carcerario italiano. Il convegno intitolato “La fine del sistema infinito, il sistema carcerario”, ha visto la partecipazione del presidente del Senato Ignazio La Russa, del governatore della Lombardia Fontana e del sindaco di Milano Giuseppe Sala.
di Cesare Battisti
L’Unità, 31 maggio 2025
Questo racconto dice come e perché la maggior parte dei suicidi accada nei primi giorni di carcerazione. È il modo poetico per far sapere di una grande tragedia: prevedibile, annunciata, consumata e subito dimenticata. Quella delle 33 persone detenute che si sono tolte la vita dall’inizio dell’anno. Dopo i 90 suicidi nel 2024, il numero più alto da trent’anni a questa parte, superiore addirittura al record che sembrava ineguagliabile di 84 suicidi nel 2022.
di Nicoletta Cottone
Il Sole 24 Ore, 31 maggio 2025
Un libro bianco fotografa un Paese dove negli ultimi trent’anni 30mila persone sono state ingiustamente arrestate. In questi giorni in Germania si sta discutendo di un progetto di riforma della giustizia che renderebbe automatico, in caso di assoluzione, la richiesta da parte dello stesso Pm di un indennizzo per la vittima di ingiusta detenzione. Addirittura verrebbero istituiti dei centri di assistenza pubblica per la persona vittima di ingiusta detenzione e per il suo reinserimento nella società. E verrebbero messe a carico dello Stato le spese legali per accompagnare la vittima di ingiusta detenzione nella sua richiesta di indennizzo. In Danimarca addirittura vengono riconosciuti indennizzi per ingiusta detenzione anche per una quota di giorno, per una frazione di giornata. Quindi può capitare di essere indennizzati anche per soli 10 minuti trascorsi da arrestato, essendo naturalmente poi riconosciuti innocenti.
di Anita Fallani
Il Domani, 31 maggio 2025
“Vengono introdotte delle nuove norme che sono riuscite a superare anche la fantasia repressiva del codice Rocco”, dice Emilia Rossi, avvocata ed ex Garante nazionale dei diritti dei detenuti. Il confronto caso per caso. “Nel decreto sicurezza voluto dal governo Meloni vengono introdotte delle nuove norme che sono riuscite a superare anche la fantasia repressiva del codice penale fascista, il cosiddetto codice Rocco”. Così dice Emilia Rossi, avvocata ed ex Garante nazionale dei diritti dei detenuti. La Camera ha approvato con 163 sì, 91 no e un astenuto. Ora il provvedimento passa all’esame del Senato per essere convertito in legge entro il 10 giugno.
Ristretti Orizzonti, 31 maggio 2025
“Decreto sicurezza: confuso, irrazionale e con sproporzioni. Misure incostituzionali, un provvedimento illogico di misure repressive”, così il Portavoce della Conferenza dei garanti territoriali delle persone private della libertà e Garante campano dei detenuti Samuele Ciambriello commenta le nuove norme approvate dalla Camera e ora al vaglio del Senato del cosiddetto “decreto sicurezza”. La Camera ha approvato il ddl di conversione del decreto recante disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica, di tutela del personale in servizio, nonché di vittime dell’usura e di ordinamento penitenziario.
di Antonello Ciervo
Il Domani, 31 maggio 2025
Sabato 31 maggio la Rete “A pieno regime” scenderà in piazza a Roma, per riaffermare con chiarezza e intransigenza che la democrazia parlamentare e la Costituzione non possono essere abrogate da un decreto legge. Alla fine la svolta autoritaria si è realizzata e nel peggiore dei modi. Recependo malamente una serie di rilievi del Quirinale in merito al ddl Sicurezza - in discussione in parlamento da oltre un anno e pronto per essere approvato al Senato prima di Pasqua - il Consiglio dei ministri ha trasformato il disegno di legge in un decreto legge che è entrato immediatamente in vigore lo scorso 11 aprile. Si tratta di una grave forzatura, uno strappo alle procedure costituzionali e un esautoramento della funzione legislativa del parlamento che non ha precedenti nella storia repubblicana, nonostante negli ultimi anni l’abuso della decretazione d’urgenza sia stata la prassi per tutti i governi che si sono succeduti.
di Errico Novi
Il Dubbio, 31 maggio 2025
Dopo il richiamo ai giovani magistrati, Mattarella confida che il referendum sulle “carriere” non incendi le istituzioni. È un crinale molto scosceso. E il rischio che tutto precipiti non può sfuggire a un presidente attento al decoro istituzionale qual è Sergio Mattarella. Il Capo dello Stato sa che nei prossimi mesi il dibattito pubblico sarà sottoposto a una delle prove di tenuta più estreme degli ultimi anni: la campagna referendaria sulla separazione delle carriere. Una sfida che sublimerà, in un certo senso, un quarto di secolo, trent’anni addirittura di conflitti fra politica e magistrati.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 31 maggio 2025
Approvata in via definitiva la legge in materia di reati contro gli animali. “Fine dell’impunità”, esulta la maggioranza. Ma i reati già esistevano: vengono soltanto innalzate le pene previste. E non mancano norme dagli effetti paradossali. “Riforma storica”, “grandissima vittoria”, “rivoluzione copernicana”. Con queste parole i parlamentari della maggioranza hanno salutato l’approvazione definitiva in Senato del disegno di legge in materia di reati contro gli animali, a prima firma di Michela Vittoria Brambilla, deputata di Noi moderati. “Fine dell’impunità che ha regnato per anni”, ha detto Brambilla. Lo stesso il leader del suo partito, Maurizio Lupi: “Questa legge pone fine all’impunità per chi uccide o sevizia gli animali, di chi ne fa oggetto di traffico o di combattimenti clandestini, restituendo così valore a legalità e civiltà”.
di Vittorio Monti
Corriere di Bologna, 31 maggio 2025
Dei delitti e delle pene (Beccaria dixit). Ovvio, parliamone. Ma parliamo soprattutto di inchieste e processi. Tema del giorno, da troppi giorni. Sempre più razione quotidiana, fino all’overdose di chiacchiere, anzi chiacchiericcio. Il problema c’è: purtroppo. Siamo sicuri, oltre ogni ragionevole dubbio, che la macchina della giustizia sforni sempre un prodotto doc? Questione di vita, a volte di morte: mediatica. Quando i colpevoli diventano possibili incolpevoli e i sospettati, seppure assai flebilmente, comunque messi alla gogna. Da giovane cronista, sentii uno stimatissimo avvocato sostenere come fosse più probabile che una persona in manette fosse un innocente finito nei guai piuttosto che un reo caduto in trappola.
di Sara Bettoni
Corriere della Sera, 31 maggio 2025
“Non sia di serie B, pochi medici”. “No, mancano strutture”. Botta e risposta tra il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, e il presidente Attilio Fontana. Più sintonia, invece, sul piano di Spazio Aperto per il reinserimento dei detenuti. E Sala apre allo spostamento del carcere di San Vittore. Da una parte, la proposta di Spazio Aperto sponsorizzata dalla Lombardia: una collaborazione tra Stato e privati per favorire il reinserimento dei detenuti tramite il lavoro. Dall’altra, il rimprovero del governo alla Regione: la sanità carceraria non deve essere di serie B.
- Palermo. Il giallo del detenuto morto al Pagliarelli: “Temeva per la sua vita”, aperta un’inchiesta
- Milano. Il sindaco Sala: “Carcere troppo sovraffollato, San Vittore si può spostare”
- Santa Maria Capua Vetere (Ce). Interrogazione Pd: “Nel carcere cure sanitarie non garantite”
- Palermo. Bimbo di un mese in carcere con la madre. “Mancano le strutture alternative”
- Napoli. Poggioreale, Gino Cecchettin incontra i detenuti: “Restiamo umani”










