di Irene Famà
La Stampa, 20 luglio 2026
Il senatore di Forza Italia e vice ministro della Giustizia: “Le leggi attuali sono sufficienti. La grazia non è un modo per cancellare le sentenze”. La proposta della Lega sulla legittima difesa? “Così com’è, è inaccettabile. Sconvolge i cardini del diritto penale”. La grazia? “Concordiamo nel chiederla, considerato il contesto e le rapine che Mario Roggero ha subito in passato, la sua esasperazione. Ma non può essere un modo per cancellare le sentenze”. Il viceministro della Giustizia Paolo Sisto, senatore di Forza Italia, traccia un confine netto a difesa dello Stato di diritto. “La febbre delle elezioni imminenti non ci coinvolge minimamente, soprattutto su certi temi”.
di Alessandro Fulloni
Corriere della Sera, 20 luglio 2026
Abderrahim Fakir muore al Pilastro durante l’intervento. Il filmato di un residente con le urla del 43enne. La sorella: “L’hanno ammazzato”. Colpisce la lentezza dei movimenti, in quel video di cinque minuti e venti secondi che inquadra un uomo, steso a terra, prono, la cui vita scivola via istante dopo istante. Sono lenti i gesti dei due agenti che cercano di immobilizzarlo dopo che ai centralini d’emergenza era arrivata la segnalazione di una persona che stava dando in escandescenze. Sono lenti, anzi lentissimi, i movimenti del personale dell’ambulanza che assiste alla scena. Sono quasi al rallentatore i passi di alcuni testimoni che camminano avanti e indietro lungo il cortile del civico 9 di via Italo Svevo, cuore del Pilastro, quartiere popolare di Bologna.
di Flavia Amabile
La Stampa, 20 luglio 2026
Avs annuncia un’interrogazione. Il Carroccio: “Giù le mani dagli agenti”. Opposizione all’attacco dopo la morte di Abderrahim Fakir, durante un intervento di polizia al rione Pilastro a Bologna. Ilaria Cucchi è la prima a commentare e non potrebbe essere altrimenti, è senatrice di Avs ma è innanzitutto la sorella di Stefano Cucchi, morto mentre era sottoposto a custodia cautelare, dopo essere stato picchiato. “Quello che vediamo nel video di Bologna è un fatto estremamente grave. Si tratterebbe dell’ennesimo caso di un uomo in chiaro stato confusionale, che chiede aiuto e invece di avere soccorso viene bloccato dalle forze dell’ordine e si dirà che è morto per asfissia posturale. Mi auguro che non sia così, che non sia l’ennesimo caso, come quello che è successo a Riccardo Magherini o a Federico Aldrovandi. Rispetto alla richiesta di aiuto si risponde con la forza”, commenta la senatrice di Avs, annunciando un’interrogazione parlamentare al Ministero dell’Interno.
di Anna Foti
lacnews24.it, 20 luglio 2026
La provveditrice regionale dell’Amministrazione penitenziaria Castellano presenta il piano anti-afa: “Nebulizzatori e ventilatori in tutte le aree comuni. Frigoriferi nelle sezioni e, per quest’anno solo a Locri, nelle stanze detentive”. Antigone richiama le criticità su spazi minimi e assistenza sanitaria. L’estate con le sue torride temperature spinge a cercare rifugio in ambienti climatizzati oppure, per chi è in vacanza, nell’acqua di mare o nella frescura della montagna. La fine della scuola e le sospirate ferie. La sospensione fisiologica di molte attività durante i mesi estivi, quando è concesso che i ritmi cambino e che il maggior tempo libero a disposizione sia dedicato allo svago e al divertimento dopo un anno di impegno, di studio e di lavoro.
La Nazione, 20 luglio 2026
L’istituto penitenziario di Massa ha bisogno del Garante dei diritti dei detenuti. Lo ribadisce il Polo Progressista e di Sinistra che in una nota interviene in merito alla faida aperta sulla lettera dell’assessora regionale Alessandra Nardini e la risposta “piccata” del sindaco Francesco Persiani, circa la situazione dell’istituto penitenziario nel Comune di Massa. “Quando tutto è reso propaganda elettorale - si legge nella nota del Polo progressista - ovviamente il rispetto istituzionale è uno dei primi parametri a saltare, ma non crediamo che la destra e il sindaco siano i primi a poter lanciare una pietra. Il sindaco dice che “la proposta di istituire la figura del Garante dei detenuti è già all’attenzione delle forze politiche…” ci chiediamo però quanto debba essere lunga questa riflessione.
di Gabriele Cappi
Il Centro, 20 luglio 2026
Volontari e detenuti leggono insieme “Tutto chiede salvezza”. E dietro le mura e le sbarre c’è chi progetta il futuro fuori. “Quei 5 pazzi mi sembrava di conoscerli da una vita”. La frase arriva dal libro “Tutto chiede salvezza” di Daniele Mencarelli, la storia di un ragazzo che per un TSO viene recluso in una struttura psichiatrica e attraverso i suoi occhi, in una settimana, racconta episodi e incontri con medici, pazienti e infermieri che dettano orari, incontri, spostamenti, quando ci si alza e quando si va a dormire. Libro e Pagine che descrivono, anche se in un ambito diverso, la vita dei ragazzi del carcere San Donato di Pescara che in questi mesi, grazie a al gruppo di volontari Stella del Mare, ho avuto il privilegio di incontrare ogni martedì insieme ad alcuni amici, per leggere insieme qualche pagina del romanzo.
di Massimo Cacciari
La Stampa, 20 luglio 2026
In un clima generale di riarmo e guerra che da noi, come costume, si traduce nella miseria di una perenne campagna elettorale, assolutamente vuota di analisi e programmi, cercare un ordine in pensieri e azioni più che difficile appare di giorno in giorno più inutile. Il caso di Roggero assume in questa situazione un valore emblematico. Non c’entra la questione di grazia sì o grazia no. Poiché lo stare in galera ha valore rieducativo soltanto nelle favole, se si hanno sufficienti garanzie che una persona non possa ricommettere reati è per me una buona notizia che costui venga messo in libertà. Ciò che appare semplicemente “tremendo” sono le giustificazioni in punta di “diritto” che vengono avanzate per quest’atto in questo caso specifico.
di Sergio Labate*
Il Domani, 20 luglio 2026
Stiamo accettando che accada stabilmente ciò che è l’essenza del fascismo: nessuno crede più nello Stato di diritto. Non ci credono coloro che si vendicano o che picchiano e non ci credono coloro che producono delle leggi allo scopo di poter agire liberamente al di sopra di ogni legge. In questo paese accadono cose orribili. Sono cose che non si possono interpretare esclusivamente montando le lenti della politica e che accadono da qualunque parte le si guardino. Se ci limitiamo “all’alto” - come troppo spesso fa anche l’opposizione innamorata di ciò che succede dentro le stanze del potere - mi pare che, per osservare il dito (l’incidente di percorso, pur politicamente grave, del voto contrario al “trucco” delle finte preferenze), ci siamo rassegnati alle conseguenze di una legge elettorale che viene imposta pur essendo palesemente incostituzionale, tanto non ci sarà tempo per metterci al riparo dalle sue conseguenze.
di Federica Pennelli
Il Domani, 20 luglio 2026
La mancanza di salute segue una geografia della povertà che si allarga: “Se un diabetico non ha soldi, ad esempio, non può seguire una dieta povera di carboidrati”. Le malattie della povertà non appartengono solo al passato. Tornano ad emergere nel mondo e dentro un’Europa attraversata da crisi abitativa, precarizzazione del lavoro, impoverimento e accesso sempre più diseguale alle cure. Non riguardano soltanto le malattie infettive, ma anche patologie croniche che restano senza presa in carico a causa della povertà unita alla difficoltà di accesso ai servizi pubblici. Sanità, ma non per tutti: ora anche la classe media non riesce più a curarsi Malattie e infodemia “Negli oltre 70 paesi in cui siamo presenti, vediamo che il problema si sta aggravando in maniera esponenziale” dice Ettore Mazzanti, presidente di Medici senza frontiere (Msf) Italia. Questo aggravamento è legato soprattutto a due fattori: il primo è l’instabilità, con conflitti anche a bassa e media intensità “che distruggono sistemi sanitari e condizioni di vita”.
di Sara Tirrito
La Stampa, 20 luglio 2026
La commissione d’inchiesta: gli stessi lavoratori da una regione all’altra per le raccolte nei campi. Da marzo a settembre migliaia di braccianti raggiungono il Metapontino e l’Alto Bradano, in Basilicata, per la frutta di stagione. Prima le fragole, nelle scorse settimane le pesche, poi i pomodori. Arrivano dalla Piana di Sibari, in Calabria, dove da ottobre a febbraio hanno raccolto agrumi e olive. In autunno saliranno in Piemonte, e chiuderanno l’anno in Friuli-Venezia Giulia con la lavorazione della barbatella. Stagione dopo stagione, lungo lo stesso percorso, si muove anche il calendario del caporalato, il sistema di reclutamento illegale che intercetta i lavoratori a ogni tappa.
- Migranti. L’altra faccia degli sbarchi in calo è l’aumento dei morti in mare
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- La legittima difesa riscritta nel 2019, i veri poteri del Colle: cosa non si sa del caso Roggero









