di Isabella De Silvestro
theitalianreview.com, 17 maggio 2025
Franco Mussida è chitarrista, compositore e membro fondatore della Premiata Forneria Marconi, il gruppo musicale simbolo del rock progressive anni 70. Nel corso della sua carriera ha collaborato con i più grandi nomi del cantautorato italiano, ha vinto premi, scalato le classifiche oltremanica e oltreoceano. Ma la sua carriera non è solo quella di un virtuoso della musica, è anche quella di un uomo che ne ha fatto una pratica di comunità, un mezzo per creare reti di sostegno e vie di conoscenza.
di Massimo Gramellini
Corriere della Sera, 17 maggio 2025
Il male gode di ottima salute mediatica e suscita più curiosità che indignazione, come conferma lo sciagurato sondaggio apparso su una chat scolastica di Bassano del Grappa: “Chi meritava di più di essere uccisa, Chiara Tramontano o Giulia Cecchettin?”. In compenso il bene sta cordialmente sulle scatole a tanti, specie a chi pensa di saperla lunga e lo svilisce di continuo, derubricandolo a “storiella edificante”. Ne ha appena fatto le spese una tostissima impiegata di banca lombarda, tornata in Kenya per assicurare alla giustizia i tre rapinatori che durante le vacanze di Natale l’avevano ferita con un machete. Dopo avere riconosciuto il capo della banda - ma anche conosciuto lui e i suoi problemi, economici e familiari - non si è limitata a perdonarlo. Gli ha pagato un corso di italiano per consentirgli di trovare impiego in una struttura turistica del posto. La reazione dei social (identica a quella degli umani di ogni altra epoca, che però non possedevano ancora uno strumento per scoperchiare il tombino dei loro pensieri) è stata di condanna spinta fino al dileggio. Perché fare del bene a un povero che ti ha fatto del male, anziché aiutarne uno che non ti ha fatto niente e che magari abita sotto casa tua? Il bello è che chi sostiene certe tesi di solito non aiuta mai nessuno, neanche i poveri che abitano sotto casa sua. Sarà per questo che il bene lo infastidisce più del male: è come se lo spingesse ad agire, mentre lui adora limitarsi a guardare. E a giudicare.
di Susanna Ronconi*
L’Unità, 17 maggio 2025
Superamento della war on drugs, decriminalizzazione, riduzione del danno, diritti delle persone che usano sostanze. Dal 1995 a oggi, Forum è luogo e stimolo per la produzione di ‘alternative critiche’: critica ai paradigmi, alle norme, alle politiche di intervento, alle rappresentazioni dei fenomeni. Sempre con attenzione allo snodo tra pensiero critico e pratica politica. Il 7 e 8 novembre noi saremo a Roma. Noi di Forum Droghe, con decine di associazioni, e centinaia di professionistə, ricercatorə, studiosə, difensori dei diritti umani, persone che usano droghe, attivistə per la riforma delle politiche delle droghe, operativi nella riduzione del danno, promotori della salute di chi usa droghe e della salute pubblica, difensori dei diritti umani, cultori del pensiero critico e della ricerca. Saremo a Roma fuori e contro la Conferenza nazionale sulle droghe indetta dal governo, di cui denunciamo l’approccio basato su criminalizzazione, patologizzazione e ‘tolleranza zero’.
di Isabella De Silvestro*
vocididentro.it, 17 maggio 2025
Nella notte tra l’1 e il 2 maggio, un uomo è morto nel Cpr di Brindisi Restinco: Abel Okubor, 37 anni, nigeriano. Tre informazioni basilari - il nome, l’età, la provenienza - che hanno impiegato giorni per venire alla luce. Giornalisti, attivisti e parlamentari che si sono interessati alla sua morte hanno faticato a ottenerle. Sarebbero dettagli minimi, se non fosse che sulle persone trattenute nei Centri per il Rimpatrio cala un velo di insignificanza, che si traduce anche nella difficoltà, per il mondo libero - per noi - di sapere qualcosa di concreto su di loro.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 17 maggio 2025
Tutti l’attendevano per maggio, massimo giugno. Invece la sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea (Cgue) sulla designazione dei “paesi sicuri” slitterà di un bel po’. Per la verità è già stata deliberata, ma dovrebbe essere resa pubblica soltanto a ottobre. Così ha detto l’altro ieri il giudice ceco Jan Passer, membro del collegio che lo scorso 25 febbraio ha trattato il caso alla Grande chambre, durante un incontro alla Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu).
di Massimo Basile
La Repubblica, 17 maggio 2025
Per i giudici i detenuti non hanno avuto garanzie legali. La Corte Suprema ha inferto uno schiaffo all’amministrazione Trump nella lotta all’immigrazione clandestina. I giudici supremi hanno respinto il tentativo di inviare in una prigione lager in Salvador cittadini venezuelani che, secondo il governo, sarebbero membri di gang. La Corte ha stabilito che i detenuti devono avere un’opportunità adeguata per presentare obiezioni legali. La causa ruota attorno al tentativo dell’amministrazione di utilizzare l’Alien Enemies Act, una legge di guerra del diciottesimo secolo raramente applicata, per deportare cittadini venezuelani che, secondo le autorità, sarebbero membri della gang Tren de Aragua, considerata una delle più spietate.
di Valerio Fioravanti
L’Unità, 17 maggio 2025
Corinna Barrett Lain si è pagata gli studi servendo per alcuni anni come sottufficiale nelle file dell’esercito. Ora è professoressa di legge in alcune importanti università statunitensi, e molto attiva contro la pena di morte. Nelle settimane scorse ha pubblicato un articolo fenomenale in cui ricostruisce otto anni di fatiche per “decifrare” i segreti attorno alle esecuzioni. L’articolo andrebbe letto tutto (è sul sito di Nessuno tocchi Caino), e quella che segue è una versione ridotta.
L’Unità, 17 maggio 2025
Le prigioni irachene sono sovraffollate, ospitando più del doppio della loro capacità prevista, ha dichiarato il Ministro della Giustizia il 3 maggio 2025, mentre è da poco entrata in vigore nel Paese una legge di amnistia generale. Il Ministro della Giustizia Khaled Shwani ha dichiarato in un’intervista all’Associated Press che le 31 carceri irachene ospitano attualmente circa 65.000 detenuti, nonostante il sistema sia stato progettato per ospitarne la metà. Ha riconosciuto che il sovraffollamento ha messo a dura prova l’assistenza sanitaria e gli standard dei diritti umani nelle carceri. “Quando abbiamo assunto l’incarico, il sovraffollamento era al 300%”, ha dichiarato. “Dopo due anni di riforma, l’abbiamo ridotto al 200%. Il nostro obiettivo è di portarlo al 100% entro il prossimo anno, in linea con gli standard internazionali”.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 16 maggio 2025
“Moral suasion” per la pdl Giachetti. Convinto dall’esperienza di Gianni Alemanno. Di solito funziona proprio così: si può passare una vita propagandando modelli penali e punitivi come unica soluzione a tutti i mali e sciorinando ad ogni caso di cronaca slogan manettari da insufflare nella pancia elettorale, fino a che dietro quelle sbarre di cui si vorrebbe perdere le chiavi capita qualche fratello, di sangue o di bandiera. È ciò che deve essere successo a Ignazio La Russa - di cui, nel campo, si ricordano in particolare le battaglie contro la legge sulla tortura - che, colpito dalla diretta testimonianza del suo ex alleato Gianni Alemanno, visitato a Pasqua insieme agli altri detenuti di Rebibbia, ha mostrato un qualche segno di ravvedimento. Che sia anche operoso, però, è tutto da vedere.
Il Dubbio, 16 maggio 2025
Il vicepresidente del Csm propone di estendere il beneficio a 60 o 90 giorni, per ridurre il numero dei reclusi e per conciliare il principio di legalità con il rispetto della persona detenuta. Pubblichiamo l’intervento dell’avvocato Fabio Pinelli, vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, al convegno “Per un Gesto di Clemenza nelle Carceri”, che si è svolto ieri in Senato.
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