di Valeria Di Corrado
Il Messaggero, 13 maggio 2025
“Andrebbe rafforzato, prima di concedere misure alternative alla detenzione, il controllo psichiatrico con visite periodiche su chi è stato condannato per reati gravi ed efferati come il femminicidio. E poi servirebbe un percorso riabilitativo presso centri anti violenza, dove si verifichi la effettiva resipiscenza”. Ne è convinto l’avvocato penalista del Foro di Roma Francesco Caroleo Grimaldi, alla luce della scia di sangue innescata a Milano da Emanuele De Maria.
di Frank Cimini
L’Unità, 13 maggio 2025
“No alla libertà di movimento”, il Ministero bacchetta i direttori sulle celle aperte nel circuito alta sicurezza. Insomma, lo vogliono più simile al 41bis. Ci sono troppe celle aperte nel circuito di alta sicurezza e troppi detenuti che circolano liberamente nei corridoi. La necessità di mettere fine a tale situazione è il contenuto di una circolare del ministero della Giustizia firmata dal direttore generale Ernesto Napolillo che rimprovera e neanche bonariamente i direttori degli istituti di pena. Si tratta di un provvedimento che fa pendant con il decreto sicurezza. La logica è la stessa: quella di una ulteriore stretta repressiva dopo che il decreto si era già occupato di reprimere non solo le proteste in prigione ma anche la resistenza passiva.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 13 maggio 2025
Il ministro Carlo Nordio ha chiarito che non esiste alcun “decreto di chiusura o di diversa destinazione” per l’Istituto a custodia attenuata per detenute madri (Icam) di Lauro, dopo il recente trasferimento delle ultime ospiti. La precisazione arriva in risposta all’interrogazione della senatrice Cinque Stelle Ada Lopreiato, preoccupata per il futuro dell’unico Icam del Mezzogiorno.
di Angela Stella
L’Unità, 13 maggio 2025
“È il solo bambino presente nella struttura, la mattina va all’asilo ma poi torna in un posto che non dovrebbe appartenere a nessun fanciullo”. Domenica, in occasione della festa della mamma la vicepresidente del Senato in quota Partito democratico, Anna Rossomando, ha visitato sia la sezione femminile che l’Icam dell’istituto di pena Lorusso e Cutugno di Torino. L’iniziativa rientra nella campagna “Madri Fuori”, contro il decreto sicurezza del governo Meloni.
di Vincenzo Di Nanna
certastampa.it, 13 maggio 2025
Mentre il governo Meloni favoleggia la costruzione di nuovi istituti penitenziari, prosegue la strage infinita nelle nostre carceri dove, solo quest’anno, si sono verificati ben 30 suicidi e 71 morti per altre cause. Una strage che si consuma ormai da decenni, in piena violazione della legalità costituzionale, con la costante e reiterata violazione di diritti umani fondamentali. Per una rappresentazione qualificata del desolante quadro, ho intervistato Rita Bernardini, nota per l’instancabile e coerente impegno nel denunciare la situazione di conclamata illegalità in cui versa il sistema penitenziario italiano. L’On. Bernardini è giunta al diciannovesimo giorno di sciopero della fame, nel più assordante silenzio dell’informazione “mainstream”.
di Giuliano Foschini
La Repubblica, 13 maggio 2025
Il governo accelera sul dipartimento di amministrazione penitenziaria su cui dura da settimane il braccio di ferro col Colle. Non dovrebbe toccare all’attuale reggente Lina di Domenico ma al magistrato Stefano Carmine De Michele. La reggenza, durante il periodo di Andrea Orlando in via Arenula, era arrivata a durare fino a 8 mesi. Per non superare quel “record” ed evitare che l’imbarazzo istituzionale continui ancora a lungo con il Colle, il governo potrebbe ora sbloccare la situazione del Dap, il Dipartimento di amministrazione penitenziaria, nominando un nuovo capo al posto della reggente Lina di Domenico.
di Denise Amerini
sinistrasindacale.it, 13 maggio 2025
Digiuno a staffetta, campagna “Madri fuori”, manifestazione nazionale il 31 maggio. Il governo, con un atto assolutamente antidemocratico, ha sottratto alla discussione parlamentare il disegno di legge sicurezza, convertito in decreto legge, senza che ricorressero i presupposti di necessità e urgenza, indispensabili a motivare una tale decisione. Il decreto legge è entrato in vigore il 12 aprile scorso, e, nonostante quanto affermato dalla maggioranza di governo, non recepisce i rilievi che erano stati mossi da molti esponenti del mondo accademico, della magistratura, della società civile, anche dal Quirinale, né, ovviamente, nessuno dei numerosissimi emendamenti presentati in Parlamento.
di Paolo Frosina
Il Fatto Quotidiano, 13 maggio 2025
Il parere sul provvedimento licenziato dalla Sesta Commissione: “Si attribuisce rilevanza penale a condotte riconducibili all’attività di manifestazione del dissenso”. “L’impatto complessivo che le nuove disposizioni potranno avere sul carico di lavoro e sull’assetto organizzativo degli uffici non è del tutto prevedibile. È però evidente che il sistema giudiziario non potrà non risentirne”. Lo si legge nella proposta di parere approvata dalla Sesta Commissione del Consiglio superiore della magistratura - presieduta da Roberto D’Auria, togato del gruppo “moderato” di Unità per la Costituzione - sul decreto Sicurezza, varato a inizio aprile dal Consiglio dei ministri e ora in fase di conversione alla Camera.
Corriere della Sera, 13 maggio 2025
“Si apra un tavolo di confronto”. I penalisti intervengono sulla situazione della Casa circondariale: “Svilita la funzione costituzionale della pena. Condizioni drammatiche e carenza di personale”. Sulle tensioni in carcere, con episodi di aggressioni agli agenti e di autolesionismo dei detenuti, gli avvocati penalisti di Berg sono spesso intervenuti. Pubblichiamo integralmente un nuovo intervento, nel giorno in cui è diventata pubblica la notizia che un detenuto ha appiccato fuoco nella sua cella, con un comunicato che pubblichiamo integralmente.
di Fabio Albanese
La Stampa, 13 maggio 2025
L’esponente del governo ieri in vista alla struttura di via Sforzesca Nuovo direttore del carcere, nuovo comandante della polizia penitenziaria, lavori di ristrutturazione nella casa circondariale. La visita di ieri al carcere di via Sforzesca, per il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro con i maggiorenti locali del suo partito, FdI, dev’essere andata molto bene, a sentire l’applauso degli agenti penitenziari arrivare dalle stanze dove i giornalisti non possono entrare: “Capita spesso con gli uomini e le donne della polizia penitenziaria - sottolinea soddisfatto Delmastro.
- Torino. 850 scritti per il concorso letterario in memoria di don Domenico “Meco” Ricca
- Taranto. L’oasi culturale del “Libro sospeso”
- Firenze. “Madri fuori”. Campagna per la dignità e per i diritti delle donne condannate
- L’Aquila. Verso la riapertura del carcere minorile: formazione e diritti al centro di un convegno
- Udine. In preghiera per le persone detenute, le loro famiglie e per i morti in carcere










