di Alessio Di Francesco
agenparl.eu, 10 maggio 2025
“Preoccupa esternalizzazione esecuzione pena. Riforma penitenziaria promessa e poi tradita. I detenuti non hanno nemmeno le docce. Basta presa in giro delle caserme dismesse”. Il presidente emerito della Corte costituzionale, Giovanni Maria Flick, è intervenuto questa mattina al convegno “Analisi e prospettive di riforma del sistema penitenziario italiano” organizzato dal Centro di ricerca interdipartimentale di ricerca sui sistemi sociali e penali (Das) dell’Università Lumsa, un evento di riflessione per la comunità universitaria sul carcere in occasione del cinquantesimo anniversario dell’entrata in vigore della Legge 354 del 1975 i, che ha riformato in Italia l’ordinamento penitenziario e l’esecuzione delle misure privative e limitative della libertà.
di Alessio Di Francesco
agenparl.eu, 10 maggio 2025
“Il sovraffollamento genera un alto tasso di conflittualità e violenza, con ulteriori problemi all’amministrazione penitenziaria. La situazione delle Rems è intollerabile, vulnus ai principi costituzionali. Il diritto affettività non è solo sesso, ma percorso di reinserimento nella società”. Il vicepresidente della Corte costituzionale, prof. Francesco Viganò , è intervenuto questa mattina al convegno “Analisi e prospettive di riforma del sistema penitenziario italiano” organizzato dal Centro di ricerca interdipartimentale di ricerca sui sistemi sociali e penali (Das) dell’Università Lumsa, un evento di riflessione per la comunità universitaria sul carcere in occasione del cinquantesimo anniversario dell’entrata in vigore della Legge 354 del 1975 i, che ha riformato in Italia l’ordinamento penitenziario e l’esecuzione delle misure privative e limitative della libertà.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 10 maggio 2025
Annullata con rinvio la decisione del Tribunale di sorveglianza di Roma, impugnata dalla difesa, che aveva confermato la proroga del 41 bis all’ultranovantenne Giuseppe Morabito, nonostante la diagnosi di deterioramento cognitivo e la condanna del 10 aprile scorso da parte della Corte Europea. L’avvocata Giovanna Beatrice Araniti, difensore dell’ex capo storico della ‘ ndrangheta - attualmente al 41 bis nel carcere di Opera - l’8 marzo ha presentato ricorso per Cassazione contro l’ordinanza che respingeva il reclamo al decreto del ministero della Giustizia, con cui era stato ripristinato il regime duro per altri due anni. La sentenza della Cedu riguarda il periodo fino al 24 maggio 2023, quando Morabito fu ricoverato d’urgenza per un’ernia, con conseguente sospensione del 41 bis.
di Errico Novi
Il Dubbio, 10 maggio 2025
Il vice ministro della Giustizia commenta anche la recente sentenza della Consulta sull’abrogazione del reato di abuso d’ufficio: “Sapevamo di esserci mossi nel pieno rispetto delle Convenzioni internazionali”. “Fermarci? Nemmeno per idea. Si va avanti. È innaturale che la volontà, di pochi, di ostacolare una riforma come la separazione delle carriere prevalga sull’altrettanto legittima determinazione di altri, cioè noi, i molti, che invece vogliono realizzare quel progetto, in coerenza con il programma sulla giustizia”. Francesco Paolo Sisto non ha l’aria di chi si sente in un vicolo cieco.
di Giulia Merlo
Il Domani, 10 maggio 2025
Tensioni sulla circolare sul funzionamento degli uffici. I procuratori la smontano. Il sospetto al Consiglio: “Qualcuno vuole provocare, non capisce che così ci condanna tutti”. Tira aria pesante in Antimafia, che vive forse il suo periodo più difficile della storia recente, con procure una contro l’altra in delicate inchieste sui mandanti delle stragi - da quelle nel continente a via D’Amelio - e le dimissioni improvvise del procuratore aggiunto Michele Prestipino, dopo (ma non a causa, scrive lui) una indagine a suo carico aperta a Caltanissetta. In questo clima di veleni, la super procura guidata da Gianni Melillo ha reagito attaccando. Un colpo di coda inconsulto, di cui ha fatto le spese il Csm, che per una volta si presenta compatto nel lasciar trapelare profondo fastidio nei confronti dei pm antimafia. Se loro hanno i loro problemi, è il ragionamento, non provino ad allontanarli facendo gli elefanti nella cristalleria della politica giudiziaria. Che, del resto, naviga già in acque agitate senza bisogno di quello che è ormai un nuovo scontro tra toghe.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 10 maggio 2025
La Cassazione, sentenza n. 17523 depositata oggi, chiarisce che spetta all’imputato attivarsi per chiedere al giudice di riqualificare il reato in uno diverso che permette l’oblazione, oblazione che ha l’onere di richiedere esplicitamente. Se non lo fa, e il giudice, di sua iniziativa, riqualifica il fatto, l’imputato perde tale diritto. La Terza sezione penale, chiamata a giudicare il ricorso di tre persone condannate per sversamento colposo di nafta in mare, nel dichiarare inammissibile il ricorso, ha sottolineato che gli imputati, in sede di discussione non avevano neppure chiesto la riqualificazione del fatto, così esponendo la propria doglianza a una valutazione di genericità e, quindi, di inammissibilità.
di Sara Busato
Corriere del Veneto, 10 maggio 2025
Inaugurazione dell’anno accademico al Due Palazzi. “Ero in prigione ancora prima di finirci. Ma dopo il mio primo esame, ho ritrovato fiducia in me stesso”. È la testimonianza toccante di uno dei 64 studenti detenuti iscritti al ventiduesimo anno accademico dell’università di Padova nell’ambito del progetto “Università in carcere”. Un’iniziativa che porta l’istruzione universitaria dentro le mura degli istituti penitenziari, trasformando il diritto allo studio in uno strumento concreto di riscatto e inclusione. In un contesto sociale che punta al reinserimento e al recupero, garantire l’accesso all’istruzione anche a chi vive una condizione di detenzione rappresenta un valore imprescindibile. L’università di Padova ha scelto di dare forma a questo principio, costruendo una comunità accademica che non lascia indietro nessuno.
irpinianews.it, 10 maggio 2025
“La situazione del carcere di Bellizzi è particolarmente problematica, ma non vedo soluzioni strutturali che rispondano al problema”. È quello che ha detto questa mattina, partecipando alla presentazione della Relazione del Garante regionale per le persone private della libertà al Circolo della Stampa il Procuratore Aggiunto della Repubblica di Avellino Francesco Raffaele, che coordina la Sezione Criminalità inframuraria. Una lunga analisi su quale sia la condizione delle carceri in Italia e in Campania. “Come situazione carceraria italiana siamo all’anno zero - ha spiegato il Procuratore Aggiunto Raffaele. È una situazione che viene da lontano, da un disinteresse totale e trasversale da parte delle Istituzioni che non hanno mai ritenuto di occuparsi del sistema carcerario italiano, d’altra parte degli ultimi c’è sempre poco interesse ad occuparsi.
di Matteo Bondi
Il Resto del Carlino, 10 maggio 2025
Sopralluogo ieri al Quattro del sottosegretario alle infrastrutture Ferrante. Novità: c’è il progetto per un’apposita bretella di collegamento alla tangenziale. Il sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e trasporti Tullio Ferrante ha visitato ieri il cantiere per la costruzione del nuovo carcere al Quattro, dopo che sono ripresi i lavori circa un mese fa. “Ho voluto visitare il nuovo carcere di Forlì perché si tratta di un’opera importante per l’intero sistema penitenziario nazionale, attesa da troppo tempo, che finalmente prende il via - ha affermato al termine del sopralluogo: lo scorso aprile, dopo anni di ritardi e promesse mancate, sono infatti stati riconsegnati i lavori del primo stralcio, che cubano 39 milioni di euro e che contiamo siano ultimati entro il 2028”.
agenziagiornalisticaopinione.it, 10 maggio 2025
Rigenerare il carcere attraverso cultura e bellezza. Il documentario che racconta l’esperienza di “Per Aspera ad Astra”. Venerdì 16 maggio alle 18 la proiezione alla sala Filarmonica di Trento. L’arte e la cultura come chiave per aiutare le persone in carcere ad esprimersi e rigenerarsi, a trovare spazi di libertà pur vivendo in uno stato di detenzione: il progetto “Per Aspera ad Astra” si basa su questo. “Come riconfigurare il carcere attraverso la cultura e la bellezza” è il sottotitolo dell’iniziativa nata nel 2018, e cresciuta attorno all’esperienza del regista Armando Punzo e della sua Compagnia della Fortezza. È un progetto promosso da Acri, l’associazione nazionale delle casse di risparmio e delle fondazioni di origine bancaria.
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