di Giacomo Galeazzi
interris.it, 2 maggio 2025
In concorso gli scritti dei detenuti: l’iniziativa promossa a Torino per ricordare don Domenico Ricca, sacerdote salesiano e storico cappellano del carcere minorile Ferrante Aporti. Un concorso letterario per celebrare la memoria di don Domenico Ricca, noto come Meco, che ha dedicato la sua vita alla cura degli ultimi e alla promozione del terzo settore. Il Forum del Terzo Settore ha quale obiettivo principale “la valorizzazione delle attività e delle esperienze che le cittadine e i cittadini autonomamente organizzati attuano sul territorio”. Ciò per “migliorare la qualità della vita delle comunità, attraverso percorsi, anche innovativi, basati su equità, giustizia sociale, sussidiarietà e sviluppo sostenibile”.
di Eugenio Ferrarese
lapiazzaweb.it, 2 maggio 2025
Esplorare il futuro della rieducazione carceraria: successi, sfide e diritti umani nel contesto italiano. Il carcere, un pianeta da scoprire. Qualche settimana fa il teatro San Martino a Sottomarina ha ospitato il convegno “La rieducazione attraverso il carcere: un diritto umano per il detenuto”. I vari relatori intervenuti all’incontro - dott. Donata Favretto, professore associato di Medicina Legale e Tossicologia dell’Università di Padova; avv. Alice Ferrato, ricercatrice dell’Università di Padova; dott. Matteo Boscolo Anzoletti, assistente dell’Università di Padova; dott. Lorella Ciampalini, psicologa e psicoterapeuta; don Yacopo Tugnolo, direttore della Caritas diocesana di Chioggia; dott. Jacopo Buroni, vicepresidente della Cooperativa Sociale “Il cerchio” di Venezia - hanno sottolineato il successo dell’azione rieducativa e i numerosi effetti positivi sui singoli ospiti degli istituti di detenzione come di riflesso sulla collettività.
di Marco Marzano*
Il Domani, 2 maggio 2025
Gli orfani del Novecento hanno riscoperto con Bergoglio una nostalgia per il messaggio cristiano, non più vissuto in opposizione con il socialismo. L’incondizionata venerazione è stata poi favorita dal fascino per l’aspetto messianico e per l’eroismo individuale: una sorta di “culto del capo”. L’incondizionata venerazione che molta parte del popolo di sinistra in Italia ha nutrito nei confronti del papa appena scomparso è l’espressione di un sentimento profondo, segnala un cambiamento culturale importante e nient’affatto transitorio. A nutrirlo quel sentimento sono stati soprattutto gli orfani del Novecento, le generazioni più mature, le quali, nelle parole e nei gesti di Francesco, hanno visto materializzarsi buona parte dei loro ideali e delle loro speranze. Alla base della fascinazione ci sono, secondo me, due elementi sopra gli altri.
di Youssef Taby
Il Fatto Quotidiano, 2 maggio 2025
Gli esponenti dei Fridays for future e delle Acli Giovani lanciano un messaggio al prossimo pontefice. E chiedono che le conquiste di Bergoglio diventino strutturali. Con la fine del pontificato di Papa Francesco, si chiude una stagione che ha saputo ascoltare, almeno in parte, il grido di aiuto arrivato dai giovani: dall’emergenza climatica al lavoro, dalla richiesta di dignità a quella di comunità più aperte. Ma molte di quelle istanze sono rimaste sospese. Ora spetta al prossimo papato decidere se e come trasformarle in percorsi reali. “Il cambiamento climatico è già qui, e ogni ritardo si paga a caro prezzo”, dice Marzio Chirico, portavoce di Fridays for Future Italia. Per lui il prossimo pontificato dovrà essere ancora più coraggioso, perché “non possiamo più permetterci mezze misure”.
di Silvia Truzzi
Il Fatto Quotidiano, 2 maggio 2025
“Su Jobs Act, precariato e cittadinanza effetti immediati, ma conta pure il valore simbolico”. “Vivere da cittadini, lavorare con dignità” è il titolo di un appello che tenta di squarciare il silenzio sui referendum dell’8-9 giugno: lo hanno firmato intellettuali e accademici come il premio Nobel Giorgio Parisi, Nadia Urbinati, Silvio Garattini, Gaetano Azzariti, Salvatore Settis e Tomaso Montanari. Tra loro c’è anche Francesco Pallante, ordinario di Diritto costituzionale a Torino.
di Barbara Stefanelli
Corriere della Sera, 2 maggio 2025
Qual è la correlazione, se c’è, tra la presunta maturità personale di una popolazione sempre più attempata e le zuffe infantili tra radicalismi contrapposti? Nel 2010, mentre cominciavo a tormentarmi con il pensiero dell’inevitabile incombente “crisi di mezza età”, mi capitò tra le mani un articolo proposto dal settimanale The Economist nel paniere de “Gli speciali di Natale”. Il contenuto del pacco-dono si sarebbe rivelato perfetto per me e soprattutto avrebbe assunto il valore di uno spartiacque negli studi sulla longevità: veniva riportata un’indagine secondo la quale dopo i 45 anni l’indice della felicità riprende a salire dopo un paio di decenni in declino.
di Chiara Bidoli
Corriere della Sera, 2 maggio 2025
Giovanni Migliarese: “Gli adolescenti sono al picco massimo dell’energia e vivono di impulsi. Di fronte alla sofferenza, noi alimentiamo le loro insicurezze”. Siamo circondati da una narrazione, fittizia e autentica, che vede tra i principali protagonisti i giovani insieme alla violenza, subìta e praticata, espressa in tutte le sue terribili forme, come avviene in “Una figlia”, il film con Stefano Accorsi e Ginevra Francesconi. Sembra che il male sia più vicino, che possa riguardare chiunque, entrare con facilità nelle nostre vite sotto forma di rivoli silenziosi che si insinuano nel nostro quotidiano, portando con sé immagini e pensieri feroci carichi di sofferenza, paura e fragilità.
di Maurizio Montanari*
Il Fatto Quotidiano, 2 maggio 2025
Le parole di un bambino devono avere un valore primario rispetto alle teorie che cercano di interpretarle. Le parole fraintese o inascoltate dei bambini e gli inciampi di chi li deve valutare costituiscono a mio parere l’elemento portante della serie televisiva “Adolescence”, nella cui trama possiamo reperire spunti clinici utili a commentare fatti di cronaca, anche drammatici, che hanno come oggetto il vaglio della volontà del minore. L’intenso scambio tra la psicologa Ariston e Jamie nel terzo episodio mi dà il destro per ragionare sulla necessità di dare una rinnovata centralità alle parole dei bambini quando sono sottoposti ad analisi di tipo psicologico-valutativo, parole spesso messe in ombra da costrutti teorici che rischiano di lasciare in secondo piano volontà spesso espresse in maniera inequivocabile.
di Franz Baraggino
Il Fatto Quotidiano, 2 maggio 2025
Piantedosi il 10 aprile aveva parlato di un calo del 30% “per merito di una miriade di accordi internazionali”. Crollano gli sbarchi dei tunisini, dall’11,5% del 2024 all’1,5% di quest’anno. In testa le nazionalità più difficili da rimpatriare, anche dai Cpr. “Una diminuzione degli sbarchi del 30 per cento rispetto allo stesso periodo del 2024″, aveva detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi il 10 aprile parlando di una conferma del trend innescato già l’anno scorso, con il 60% di arrivi in meno rispetto al 2023 “per merito di una miriade di accordi internazionali”, aveva precisato. Parole che appena due settimane dopo non avrebbe più pronunciato, perché gli arrivi via mare sono aumentati, con più di 1800 sbarchi solo nell’ultima settimana di aprile, mese che si chiude con 6.400 arrivi, più 35% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso, quando erano stati 4.721. Per un totale di 15.543 sbarchi nel 2025, che quasi pareggiano i 16mila del primo quadrimestre dell’anno scorso.
di Eliana Riva
Il Manifesto, 2 maggio 2025
Terzo giorno di udienze alla Corte internazionale di giustizia sugli aiuti ai Territori palestinesi occupati. Intanto a Gaza 29 uccisi dai raid israeliani: “A Nuseirat sembrava un terremoto”. Sessanta giorni di assedio totale. Il blocco di cibo, medicine e merci ordinato da Israele dura da due mesi ormai e diffonde fame, sete, malattie, morte. I palestinesi di Gaza mangiano “qualsiasi cosa riescano a trovare” ha fatto sapere l’Unrwa, anche se si tratta di alimenti avariati, infestati da vermi e insetti, secchi e duri o marci e putrescenti. L’associazione Mercy Corps denuncia che le famiglie muoiono di fame mentre i prezzi di ciò che è rimasto sono aumentati del 500%: “Questa è la fase più dura della guerra”, ha dichiarato l’ong.
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