di Valentina Stella
Il Dubbio, 29 aprile 2025
Il presidente della commissione Giustizia del Senato: “Così sarà paralisi”. E il professor Guzzetta fa chiarezza sui tempi per il voto del ddl costituzionale. Si preannuncia battaglia nelle commissioni congiunte Affari costituzionali e Giustizia del Senato in merito alla riforma sulla separazione delle carriere. Dopo il via libera arrivato alla Camera dei deputati lo scorso 16 gennaio, la discussione nei due organismi di Palazzo Madama è iniziata nel giro di quindici giorni. Si sono poi tenuti sei cicli di audizioni, in totale venticinque sedute dei senatori- commissari. E oggi si iniziano a votare gli emendamenti.
di Valentina Bonini*
Il Dubbio, 29 aprile 2025
Una strada lastricata di paradossi è toccata in sorte alla giustizia riparativa in Italia: a fronte di un quadro giuridico completo e avanzato si riscontra una inapplicazione della disciplina del 2022 per il ritardo nella creazione dei servizi riparativi; su norme che, quindi, non potrebbero oggi essere applicate, si registra un fervore giurisprudenziale che ha già portato a interessare le sezioni unite (in tema di impugnabilità dell’ordinanza ex art. 129- bis c. p. p.); last but not least, su una materia che nasce con l’obiettivo di coltivare il dialogo in luogo del conflitto, il dibattito si è fatto estremamente polarizzato.
di Giorgio Curcio
Corriere della Calabria, 29 aprile 2025
Il presidente del Tribunale di Sorveglianza di Perugia in Commissione: “Per ottenere permessi non basta una buona condotta carceraria”. “Il tribunale di sorveglianza ha un’importanza notevole per l’efficacia che riesce a dare alla sua azione. Forse la società civile italiana non ha mai realmente metabolizzato l’ordinamento penitenziario e continua a ritenere che i benefici siano spesso dei regali immeritati per la maggior parte dei condannati, in realtà se si vanno a esaminare le statistiche si nota che addirittura l’80% di coloro che hanno avuto l’affidamento in prova al servizio sociale non tornano più a commettere reati”.
di Alessandro Parrotta*
Il Dubbio, 29 aprile 2025
La Corte di Cassazione ribadisce l’importanza del rigore logico nella valutazione delle prove. Nelle aule di giustizia, il “ragionevole dubbio” non è solo un’espressione suggestiva, ma una bussola imprescindibile che orienta il giudizio penale. La VI Sezione della Cassazione, con una recente pronuncia, torna ad approfondire e chiarire i confini di questa regola cardine, sottolineando come essa costituisca il vero discrimine tra condanna e assoluzione. La Suprema Corte, richiamando consolidati arresti giurisprudenziali, ha precisato che la regola dell’art. 533 c. p. p. consente la pronuncia di una sentenza di condanna solo quando la prova raccolta esclude tutte le ricostruzioni alternative, salvo quelle che, pur astrattamente prospettabili, si configurano come mere eventualità remote e prive di riscontri fattuali. Si tratta di quelle ipotesi che si collocano “al di fuori dell’ordine naturale delle cose e della normale razionalità umana” (Cass. pen., Sez. 3, n. 5602/ 2021; Sez. 5, n. 1282/2019; Sez. 1, n. 17921/2010).
di Giovanbattista Tona
Il Sole 24 Ore, 29 aprile 2025
Il decreto ora alle Camere permette al prefetto di alleviare il blocco dell’attività. La tutela scatta se è a rischio il sostentamento. Riguarda solo le imprese individuali. Prescrizioni “leggere” per l’impresa a rischio di infiltrazione mafiosa se per effetto dell’interdittiva il suo titolare rischia di perdere i mezzi per il sostentamento proprio e dei suoi familiari. L’articolo 3 del decreto sicurezza (decreto legge n. 48 dell’11 aprile 2025) introduce l’articolo 94.1 nel Codice antimafia (Dlgs 159 del 2011) con il quale si disciplina, nel procedimento che si svolge dinanzi al prefetto per il rilascio della documentazione antimafia, la possibilità di escludere uno o più divieti e decadenze derivanti dall’adozione dell’informazione interdittiva per un anno, prorogabile, se il destinatario è titolare di un’impresa individuale e se a costui e alla sua famiglia verrebbero a mancare i mezzi di sussistenza.
di Matteo Lignelli
La Repubblica, 29 aprile 2025
Visita al carcere del sottosegretario Delmastro: “A maggio il nuovo direttore”. Gianassi: “Promesse fatte un anno fa”. In estate Sollicciano sarà di nuovo un forno per via del caldo che dovranno sopportare i detenuti e delle diverse celle non ancora agibili che aumentano il sovraffollamento del carcere. Ma almeno entro maggio sarà nominato un nuovo direttore. Lo annuncia il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro in visita ieri insieme agli onorevoli Giovanni Donzelli e Francesco Michelotti: “A maggio termineranno gli interpelli e verrà assegnato il direttore titolare, insieme ad almeno tre ispettori e quattro sovrintendenti. Confermati i due vicedirettori. In più, al termine dei corsi arriveranno non meno di 20 nuovi agenti”. Una nomina non più rinviabile dopo la mancata riconferma da parte del Dap della direttrice Antonella Tuoni e la nomina della direttrice di San Gimignano Mariateresa Gianpiccolo come reggente per tre mesi. Sempre a maggio il consiglio comunale dovrebbe eleggere il nuovo garante cittadino dei detenuti.
novaradio.info, 29 aprile 2025
Nell’Istituto penale minorile “Meucci” di Firenze ci sono 26 reclusi a fronte di una capienza di 17 posti: un sovraffollamento di oltre il 150%, tanto che “diverse celle hanno i materassi a terra” con “spazi ristretti, problemi di igiene” e “maggior tensioni”. A denunciarlo è Sofia Antonelli, ricercatrice dell’Associazione Antigone e membro dell’Osservatorio giustizia minorile dell’associazione, parlando ai microfoni di Novaradio, evidenziando il peggioramento rispetto a che a fine 2023 i detenuti erano 19. Una situazione che non è unica in Italia: ben 10 IPM su 17 totali nel nostro paese sono sovraffollati. Il sovraffollamento, spiega ancora Antonelli, non comporta solo minori spazi e condizioni materiali più difficili di detenzione ma significa anche “minori opportunità” di studio e formazione, tra cui ad esempio la formazione professionale.
di Viviana De Vita
Il Mattino, 29 aprile 2025
Una condanna e tre assoluzioni per la morte di Aniello Bruno, il 50enne di Angri detenuto a Fuorni, spirato nell’aprile 2018 nel reparto di rianimazione del Ruggi dopo un disperato intervento eseguito in seguito ad una perforazione intestinale diagnosticata troppo tardi. Questa, almeno, la richiesta formulata ieri all’esito del processo di primo grado dal pubblico ministero che, al termine della sua requisitoria, ha concluso riconoscendo la chiara responsabilità solo per il medico del Pronto Soccorso che diagnosticò erroneamente una colica renale al 50enne e lo dimise senza prescrivere esami strumentali che avrebbero potuto accertare il reale quadro clinico del paziente.
confinelive.it, 29 aprile 2025
Ogi, martedì 29 aprile alle ore 16 nella Sala Figlia di Iorio della Provincia di Pescara, si svolgerà la cerimonia di consegna del I Premio “Oltre l’Ostacolo”, organizzato dalla Provincia di Pescara, in collaborazione con l’Associazione Voci di Dentro. Il Premio “Oltre l’Ostacolo” è rivolto a personalità che hanno lavorato per la rieducazione dei detenuti, secondo l’art. 27 comma 3 della Costituzione italiana, impegnando quotidianamente il loro tempo verso le persone emarginate e i più deboli. In questa prima edizione il presidente Ottavio De Martinis e la consigliera di Parità Paola Sardella consegneranno il riconoscimento a Suor Livia Ciaramella, che, prestando la sua missione nel carcere San Donato di Pescara dal 2006, è diventata un riferimento per coloro che vivono nella casa circondariale.
di Giuliana Ubbiali
Corriere della Sera, 29 aprile 2025
L’iniziativa promossa dall’Ordine degli avvocati: già donati 4 mila euro. Il cappellano, don Luciano: “Tanti sono stranieri, ma dalla strada arrivano anche italiani che non hanno niente e nessuno”. Sovraffollamento e suicidi in carcere. Più volte gli avvocati si sono mobilitati su questi temi, grandi. I bisogni spiccioli, invece, saranno anche piccole cose ma comunque impattanti sulla quotidianità dei detenuti. Lavarsi, farsi la barba, indossare una maglietta pulita. Molti di quelli che stanno dentro non hanno famiglie che arrivano con i ricambi. Tanti passano dalla strada alla cella con il poco che hanno.










