di Tommaso Sonno
L’Espresso, 27 aprile 2025
La scelta del nuovo Pontefice, oggi più che mai, assegna ai cardinali una responsabilità che va ben oltre la sfera spirituale: decidere chi guiderà una delle poche voci globali capaci di influenzare davvero la pace e gli equilibri geopolitici mondiali. Non ha un esercito, non firma trattati di pace, non dispone di sanzioni né droni. Eppure, quando il Papa parla, in certe parti del mondo si smette di sparare. È quanto emerge dallo studio “Dear Brothers and Sisters: Pope’s Speeches and the Dynamics of Conflict in Africa”, pubblicato come Centre for Economic Policy Research Discussion Paper da Mathieu Couttenier (ENS de Lyon), Sophie Hatte (ENS de Lyon), Lucile Laugerette (ENS de Lyon), e Tommaso Sonno (Università di Bologna): i discorsi pronunciati dai Papi dalla Basilica di San Pietro, quando menzionano esplicitamente un Paese africano in relazione alla pace, sono seguiti da una riduzione della probabilità di conflitti pari al 23% nelle settimane successive.
di Massimo Cacciari
La Stampa, 27 aprile 2025
Viene a mancare la sola voce che invitava a ragionare di politica. Il suo approccio puntava alla salvaguardia del destino della cristianità. Vi è una storia provvidenziale ed eterna che guida il corso delle nazioni? Chissà quante volte papa Bergoglio si sarà posto il problema. Per un uomo di fede impossibile non credere che essa si riveli nel nostro stesso agire, malgrado nel suo accadere storico rimanga inafferrabile. Anche il non credente, tuttavia, quando si sforza di interpretare tale accadere, è costretto a ricorrere non solo a nessi causali, ma anche a una qualche idea di finalità. Dobbiamo scientificamente ammettere che la Natura non abbia alcuno scopo, ma come “sopportare” che ciò valga anche per la nostra storia?
di Nadia Addezio
Il Manifesto, 27 aprile 2025
Non sussistono più le condizioni, stop ai Tps concessi dopo la disfatta Usa a Kabul. Status di protezione in scadenza per 11 mila rifugiati afghani. Rimpatri di massa anche da Pakistan e Iran. A partire dal 20 maggio, gli oltre 11mila afghani che hanno ricevuto lo status di protezione temporanea (Tps) rischiano di essere espulsi dagli Stati uniti. Lo ha stabilito il 21 marzo la segretaria alla Sicurezza interna Kristi Noem che considera l’Afghanistan un paese dove non sussistono più i requisiti per il riconoscimento del Tps.
di Emanuele Azzità
Corriere di Torino, 27 aprile 2025
Per il dottor Ahmadreza Djalali l’esecuzione potrebbe essere imminente. Era il 25 aprile 2016. Il ricercatore medico iraniano residente in Svezia, Ahmadreza Djalali, veniva arrestato senza un mandato al suo arrivo all’aeroporto di Teheran. Djalali è uno scienziato di medicina delle catastrofi, studia per migliorare la capacità operativa degli ospedali in paesi colpiti da disastri, terrorismo e conflitti armati. Dal 1997 al 2007 aveva lavorato nel suo Paese nella gestione delle catastrofi naturali, ma poi era venuto in Europa per perfezionarsi in Svezia, in Belgio e in Italia. Borsista al Centro di Ricerca in Medicina d’emergenza e dei Disastri (Crimedim) dell’università del Piemonte Orientale, dal 2012 al 2016 ha risieduto a Novara.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 26 aprile 2025
Il Comitato europeo per la prevenzione della tortura (Cpt) ha pubblicato il suo 34° rapporto annuale, dipingendo un quadro allarmante delle condizioni carcerarie in Europa nel 2024. Due i temi centrali: il sovraffollamento crescente, particolarmente critico in alcuni Paesi occidentali come il nostro Paese, e la persistenza di gerarchie informali tra detenuti in ex Stati sovietici. L’Italia, insieme a Bulgaria, Romania e Turchia, è tra i Paesi citati per criticità specifiche, dal sovraffollamento ai Centri di permanenza per il rimpatrio.
di Guido Vitiello
Il Foglio, 26 aprile 2025
Alcuni storici ritengono che quella degli internati militari italiani, deportati nei campi di concentramento dopo l’8 settembre, fu una forma di Resistenza passiva contro il nazifascismo. Maligna coincidenza: nelle carceri italiane la protesta pacifica dei detenuti sta per diventare reato. Non c’è miglior modo di celebrare la Liberazione che protestare contro quest’abominio. Ieri il Post ha dedicato un articolo (Ci fu anche una Resistenza “passiva”?) agli internati militari italiani, quei soldati arrestati dai tedeschi dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 - furono centinaia di migliaia, forse ottocentomila - che si rifiutarono di combattere contro gli Alleati al fianco dei nazisti e dei repubblichini e furono perciò deportati in appositi campi di concentramento.
di Sergio D’Elia
L’Unità, 26 aprile 2025
Almeno un anno di riduzione di pena ai carcerati: Papa Francesco lo ha chiesto fino all’ultimo respiro Papa Francesco è stato non solo un capo spirituale ma anche il Capo di Stato più attento allo Stato di diritto e al rispetto dei diritti umani, soprattutto nei confronti degli ultimi. I migranti che ha accolto e protetto nel loro viaggio della speranza. Come il viaggio approdato nell’isola di Lesbo, alle porte dell’Europa, sbarrate. “Ti stavo vicino a Lesbo quando abbracciavi la carne martoriata di quelle donne, di quei bambini, e di quegli uomini che nessuno vuole accogliere in Europa”, gli scrisse poco prima di andarsene Marco Pannella dalla sua stanza all’ultimo piano, “vicino al cielo”. “Questo è il Vangelo che io amo e che voglio continuare a vivere accanto agli ultimi, quelli che tutti scartano”.
di Luigi Debernardi*
L’Unità, 26 aprile 2025
La società ci presenta principalmente un solo luogo per scontare la pena: il carcere, e questo indirizza a costruire tutte le discussioni su questo unico tema, creando un circolo vizioso composto dagli stessi problemi e dalle stesse “soluzioni”. Per compiere un passo avanti in termini di civiltà, e non avere un futuro già scritto, dobbiamo avere il coraggio di accogliere una visione diversa, scindendo ciò che funziona da ciò che non funziona nell’attuale sistema penale. La galera, utilizzata in chiave punitiva e non cautelare, è un istituto relativamente giovane che ha origine agli inizi dell’800. La Costituzione italiana ha previsto espressamente che le pene debbano tendere alla rieducazione del condannato; non proponendo però un’alternativa all’istituzione totale preesistente si è generata una divisione nell’opinione pubblica sul carcere in chiave rieducativo-punitiva.
di Simona Musco
Il Dubbio, 26 aprile 2025
Sollevata un’altra questione di legittimità davanti alla Consulta: “Con queste norme la giustizia minorile diventa solo punitiva”. Il decreto Caivano compromette uno dei principi cardine del processo penale minorile: la valutazione individuale della personalità del minore. È questo, in sintesi, il cuore dell’ordinanza con cui il Tribunale per i minorenni di Roma ha sollevato una nuova questione di legittimità costituzionale dell’articolo 28, comma 5-bis, del Dpr 448/1988, introdotto proprio dal decreto. La norma contestata esclude automaticamente l’accesso alla sospensione del processo con messa alla prova per determinati reati considerati gravi - come la violenza sessuale, anche di gruppo, in presenza di specifiche aggravanti - impedendo al giudice qualsiasi valutazione caso per caso.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 26 aprile 2025
La battaglia per il referendum sulla separazione delle carriere si giocherà molto sulla comunicazione che verrà offerta ai cittadini dagli attori in gioco: da un lato governo, maggioranza di centrodestra e gran parte dell’avvocatura, dall’altra le opposizioni (tranne Azione e Italia viva) e la magistratura. Quasi sicuramente all’appuntamento plebiscitario non si arriverà dopo aver studiato gli aspetti tecnici della modifica normativa: si tratterà di un giudizio di gradimento del lavoro dei magistrati, e anche di quello di Giorgia Meloni e Carlo Nordio, che hanno investito moltissimo su questa riforma.
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