di Alessandro Barbano
Quotidiano del Sud, 24 aprile 2025
Il decreto-sicurezza del Governo, entrato in vigore lo scorso aprile, finisce sotto la lente della magistratura. La Procura della Repubblica di Foggia ha sollevato davanti al Tribunale una questione di legittimità costituzionale riguardante due nuove aggravanti introdotte dal Decreto-Legge n. 48 del 2025, ritenute potenzialmente in contrasto con principi fondamentali della Costituzione italiana. È il primo intervento di questo tipo da parte di un pubblico ministero, che accende i riflettori sull’impianto normativo voluto dall’esecutivo. Il caso riguarda un procedimento penale a carico di alcuni imputati accusati di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali nei confronti di agenti della polizia ferroviaria in servizio presso la stazione di Foggia.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 24 aprile 2025
Durata fissata a 45 giorni. Fase transitoria da chiarire. Eccezioni per i più gravi reati. In vigore da oggi, giovedì 24 aprile, la nuova disciplina delle intercettazioni, che, per la prima volta, introduce un limite di durata, individuato in 45 giorni. La previsione fortemente contestata dalla magistratura, in particolare dai pubblici ministeri, debutta senza un’esplicita disciplina della fase transitoria, aprendo quindi la strada a possibili incertezze sull’applicazione della novità alle indagini in corso.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 24 aprile 2025
Il tribunale dei ministri verso la chiusura del fascicolo. Una decisione politica alla base del rilascio del boia. Anche la Cpi attende il governo. Il pomeriggio di martedì 21 gennaio era tutto pronto in via Arenula: il Dipartimento affari di giustizia aveva preparato le carte richieste dalla Corte d’appello di Roma per confermare l’arresto, avvenuto due giorni prima a Torino, del capo della polizia giudiziaria libica Osama Elmasry, ricercato dalla Corte penale internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità. Il ministro Carlo Nordio, però, ha deciso di non firmare e così, dando seguito al parere del procuratore generale, ai giudici non è rimasto che dichiarare il “non luogo a provvedere”, con conseguente scarcerazione dell’aguzzino e rapidissimo rimpatrio a Tripoli a bordo di un volo di Stato.
di Daniele Oppo
La Nuova Ferrara, 24 aprile 2025
Una recente sentenza della Corte Costituzionale “originata” all’Arginone. Una previsione dell’ordinamento penitenziario ledeva il diritto dei minori. Ha in parte a che vedere con Ferrara una delle ultime sentenze della Corte Costituzionale che riguarda i diritti dei genitori in stato di detenzione, in relazione alla possibilità di accudire i propri figli. La decisione, infatti, arriva dopo che il Tribunale di sorveglianza di Bologna aveva promosso un giudizio di legittimità costituzionale di una norma dell’ordinamento penitenziario dopo che un detenuto, noto per una lunga serie di truffe online con vittime anche ferraresi, ristretto al tempo nel carcere di Ferrara, aveva chiesto di essere ammesso al regime di detenzione domiciliare speciale per poter accudire i due figli minorenni. Lo stesso giudizio era stato promosso, su un diverso caso, anche dal Tribunale di Venezia. A trovare accoglimento è stata la richiesta - peraltro proposta solo in via subordinata - dal giudice felsineo.
di Giuseppe Molfese
njus.it, 24 aprile 2025
Con sentenza n. 15838 del 23 gennaio-23 aprile 2025, la prima sezione penale della Corte di Cassazione ha affermato che dalla condizione detentiva possono derivare limitazioni anche significative alla ordinaria sfera dei diritti della persona e ciò anche in conseguenza dell’adozione di misure organizzative dell’Amministrazione penitenziaria volte a garantire, all’interno degli istituti, l’ordine e la sicurezza interna e, con essi, il trattamento rieducativo, cui la pena deve essere necessariamente finalizzata secondo la previsione dell’art. 27, comma 3, Cost.
di Francesco Parrella
Corriere del Mezzogiorno, 24 aprile 2025
È allarme sul sovraffollamento delle carceri: “A dicembre nei 15 istituti penitenziari della regione si contavano 7.509 detenuti su 5.584 posti disponibili”. Poi l’appello: “Indulto per chi deve scontare meno di un anno”. “I reati commessi da minori stanno aumentando”. Samuele Ciambriello, Garante campano delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, e portavoce nazionale della conferenza dei garanti territoriali, alla presentazione del Rapporto annuale 2024 nell’aula Siani in Consiglio regionale, ha evidenziato che l’anno scorso in Campania 6.200 under 18 sono stati fermati, denunciati, affidati a servizi sociali, accompagnati dai genitori, messi alla prova, mandati nelle comunità e, per reati più gravi, nelle carceri.
di Simona Musco
Il Dubbio, 24 aprile 2025
Faccia a faccia coi reclusi di Rebibbia, che chiedono ai giornalisti di aprire uno squarcio sull’universo chiuso degli istituti penitenziari: “La parola può costruire ponti”. “Il carcere è un buco nero. Ci vogliono zitti e buoni”. Il microfono è in mano a un personaggio politico. Il palcoscenico, però, non è quello a cui per anni è stato abituato. Si tratta di Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma. La sua voce rimbomba nella sala “Meta” del carcere di Rebibbia Nuovo Complesso: uno stanzone semplice ma elegante, con pareti bianche a mattoncini e finestre alte, sbarrate, sul lato destro.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 24 aprile 2025
“Non è accettabile che i detenuti siano condannati al silenzio e che i giornalisti non possano mostrare le condizioni fatiscenti delle carceri”, dice l’ex sindaco di Roma, recluso a Rebibbia. Le critiche dei detenuti alla politica e alla magistratura di sorveglianza per l’emergenza sovraffollamento. “Entrare in carcere oggi significa entrare in un buco nero, isolato dal resto del mondo. È necessario quindi cercare di stabilire un contatto tra chi vive il carcere e l’esterno, ma è impossibile farlo se noi detenuti non abbiamo la possibilità di raccontare l’esperienza che viviamo, rilasciando un’intervista, o se i giornalisti non possono mostrare al pubblico l’ambiente, spesso fatiscente, in cui siamo costretti a vivere. Non è accettabile che il carcere sia un buco nero e i detenuti siano condannati al silenzio”.
Il Messaggero, 24 aprile 2025
Una donazione destinata al pastificio del carcere minorile di Casal del Marmo. È stato questo il gesto del Pontefice rivelato dal monsignor Benoni Ambarus, per tutti “Don Ben”, ausiliare di Roma che Bergoglio ha voluto accanto a sé per l’apertura della Porta Santa della chiesa del Padre Nostro nel penitenziario romano di Rebibbia. “Fino a pochi giorni fa il Santo Padre trascinava il suo corpo a Regina Coeli, per urlare al mondo, con tutta la sua forza, la necessità di prestare attenzione ai detenuti. Gli ultimi suoi averi li ha donati a loro, 200mila euro dal suo conto personale”, ha detto a Repubblica il Vescovo delegato alla carità e alle carceri. Poi una critica alle istituzioni: “Nonostante il suo enorme impegno, le istituzioni non hanno fatto nulla per dare anche solo un piccolo segnale. Il mio bilancio non è positivo”.
di Paolo Viarengo
La Stampa, 24 aprile 2025
“Una designazione che “lascia attoniti”. Anche la Camera penale di Asti prende posizione contro la Garante dei detenuti Stefania Sterpetti, finita nella bufera per una serie di post pubblicati sui social network negli anni passati in cui inneggiava al Duce e auspicava la morte dell’ex terrorista Cesare Battisti. La Camera penale parla di “commenti assolutamente incompatibili con il delicatissimo ruolo che andrà a ricoprire, ovvero di tutelare i diritti dei detenuti tramite un costante monitoraggio delle condizioni di vita inframurarie”.
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