agenparl.eu, 9 aprile 2025
“Il sovraffollamento delle carceri alimenta il fenomeno dei suicidi. Accertare possibili responsabilità del Ministero della giustizia”. Sul fenomeno dei suicidi in carcere registrati in Italia il Codacons ha presentato un esposto a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia chiedendo di aprire indagini sul territorio di competenza, alla luce dei possibili reati di omissione di atti d’ufficio e aiuto al suicidio “Dal Report sui suicidi e decessi in carcere relativo all’anno 2024 del Garante Nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale è emerso un dato agghiacciante: il 2024 è stato l’anno record di eventi critici in carcere, con 83 suicidi (603 negli ultimi 10 anni), più 20 morti per cause da accertare - scrive il Codacons nell’esposto - Al 25 novembre 2024, secondo i dati pubblicati nel rapporto, il numero delle persone in carcere risulta di 62.410, su una capienza di 51.165, ma 46.771 posti effettivi. Cifre che portano l’indice nazionale di sovraffollamento al 133,44%”.
di Giulia Melani
Il Manifesto, 9 aprile 2025
“Una grande spregiudicatezza nell’inventare norme. Un’inventiva che sconfina direttamente nell’illegalità”. Questa è la cifra delle politiche penali della destra al Governo - tra norme sulle droghe, reato universale di maternità surrogata e disegno di legge sicurezza - che Grazia Zuffa individuava durante l’assemblea della Società della Ragione il 18 gennaio. Una spregiudicata inventiva che si estende oggi anche ai metodi, travolgendo i rapporti tra Governo e Parlamento in modo del tutto inedito. Non siamo più “soltanto” di fronte al ricorso alla decretazione d’urgenza come strumento ordinario di legiferazione in barba ai requisiti costituzionali di straordinaria necessità ed urgenza, ma assistiamo ad un’ulteriore torsione autoritaria: la sottrazione alla discussione parlamentare di un disegno incardinato in Parlamento da oltre un anno.
di Pino Corrias
Vanity Fair, 9 aprile 2025
A dispetto delle carceri strapiene, il Governo ha votato 34 articoli che mettono viti e bulloni al nuovo ordine sociale, dall’arresto per resistenza passiva ai detenuti che protestano pacificamente alla cannabis light. Introdotto il reato di “rivolta all’interno di un istituto penitenziario”, che comprende anche la resistenza passiva. Il governo a stelle e strisce gioca col mondo, moltiplicando i dazi. Noi giochiamo coi codici, moltiplicando i reati. Li distribuiamo a pioggia, corredati di nuove aggravanti. E pazienza per le carceri strapiene di detenuti, per i tribunali intasati di processi che non camminano, per i codici che invece di dimagrire diventano labirinti di nuove norme.
di Edmondo Bruti Liberati
La Stampa, 9 aprile 2025
Con poco rispetto per i drammi delle guerre il termine “blindatura” si è diffuso. Un Ddl che ha incontrato difficoltà nel dibattito parlamentare viene clonato nel Decreto Legge sicurezza e blindato. La “blindatura” attinge al livello di guardia rispetto alla correttezza istituzionale quando la si impone per una revisione costituzionale. Il saggio Costituente ha invitato a ben riflettere, a pensarci non due, ma quattro volte, con un ulteriore spazio temporale di riflessione. “Separazione delle carriere tra giudici e Pm”, si dice, ma è una frode di etichette. Di ben altro si tratta: titolo del Ddl governativo “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale…” e nella relazione si parla di “rivisitazione della forma di autogoverno”.
di Stefano Iannaccone
Il Domani, 9 aprile 2025
La metamorfosi del ddl Sicurezza in decreto è la nuova frontiera degli strappi istituzionali. Preoccupano il tentato blitz sui ballottaggi, l’attacco alla Corte dei Conti, il Def in versione ridotta. Un disegno di legge controverso, contestato con veemenza dalle opposizioni e dalla società civile, che si trasforma in un decreto mentre l’emergenza vera sarebbe l’introduzione dei dazi. Un blitz per provare a stravolgere la legge elettorale delle comunali, che è una delle poche ad aver resistito a decine di cambi di maggioranza. E ancora: una modalità anomala di portare avanti il nuovo Def, accorciando i tempi di previsioni diventati biennali e non più triennali.
di Davide Mattiello*
Il Fatto Quotidiano, 9 aprile 2025
Caos, paura, terrore indotti ma controllati sono un ottimo viatico per la continuità dell’esercizio del potere e al contempo sono un potente fattore di distrazione. La repentina trasformazione del ddl “Sicurezza” in decreto legge non è stata soltanto un pegno d’amore offerto al tripudio di Salvini che andava a congresso con qualche fastidio; è anche un tassello decisivo all’interno di una strategia più ampia, spregiudicata e pericolosa, che ha come obiettivo, banale a dirsi, la conservazione dell’attuale assetto di potere ben oltre la fine “naturale” di questa Legislatura.
di Giovanni M. Jacobazzi
Il Dubbio, 9 aprile 2025
Una pratica per la definizione di “linee guida in ordine alla partecipazione dei magistrati ad eventi pubblici e per l’esercizio della libertà di manifestazione del pensiero, di riunione e di associazione nel rispetto dell’interesse costituzionale alla garanzia del prestigio, della credibilità, dell’indipendenza e dell’autonomia della magistratura”. A proporla al Csm è stato, due giorni fa, il professor Felice Giuffré, componente laico eletto a Palazzo Bachelet su indicazione Fratelli d’Italia: il consigliere ha inviato la richiesta al Comitato di presidenza dell’organo di autogoverno delle toghe dopo giorni di aspre polemiche fra politica e Anm.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 9 aprile 2025
Il Governo rinvia la discussione sul ddl, priorità alla separazione delle carriere e alla riforma della custodia cautelare. Tensioni in vista dell’incontro tra Nordio e l’Anm. Il calendario di ieri della commissione Giustizia di Montecitorio poteva trarre in inganno: c’era infatti scritto che ci sarebbero state delle votazioni in merito alla proposta di legge per l’istituzione di una giornata dedicata alle vittime di errori giudiziari. Tuttavia non si è riusciti né a dare il mandato ai relatori per riferire all’Aula né si sono votati gli emendamenti. Mancava il parere del governo. La norma dunque dovrebbe arrivare nell’emiciclo di Montecitorio il 15 aprile solo per consentire al presidente della stessa commissione, il deputato di FdI Ciro Maschio, di comunicare la situazione di stallo e formalizzare il ritorno della pratica nell’organismo da lui guidato.
Il Sole 24 Ore, 9 aprile 2025
Giustizia - Violazione art 3 CEDU - Letto a castello - Spazio disponibile - Movimento del detenuto in cella - Compromissione – Risarcimento. Dal punto di vista dell’accertamento della compromissione della possibilità di movimento del detenuto nella cella rileva allo stesso modo lo spazio occupato dal letto singolo, così come di quello occupato dal letto a castello. L’ingombro del letto singolo, pur se amovibile, deve essere scomputato dalla superficie della cella a disposizione del detenuto. Si tratta, infatti, di arredo, che, sebbene non fissato sul pavimento, non è suscettibile, per il suo ingombro o peso, di facile spostamento da un punto all’altro della cella e, pertanto, compromette il movimento del detenuto al suo interno. Corte di Cassazione, pen., sez. I, Sentenza del 03 aprile-2025, n. 12849
di Marina Crisafi
Il Sole 24 Ore, 9 aprile 2025
La Cassazione rammenta che la concessione della sospensione condizionale della pena è preclusa a chi abbia riportato due precedenti condanne. La sospensione condizionale è preclusa a chi abbia riportato due precedenti condanne per delitti. Lo ha rammentato la quinta sezione penale della Cassazione, nella sentenza n. 12361/2025 pronunciandosi sul ricorso di un imputato condannato (per i reati di cui agli articoli 497 bis, co. 1 e 2, e 495 c.p.) a un anno e quattro mesi di carcere, con esclusione del beneficio della sospensione condizionale della pena.
- La “non menzione” non può essere negata per “mera opportunità”
- Emilia Romagna. Sì unanime dell’Assemblea legislativa alle Comunità Educanti per Carcerati
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