foggiatoday.it, 21 febbraio 2025
La richiesta è stata inoltrata alla sindaca di Foggia, Maria Aida Episcopo, e all’Assessore alla Legalità, Giulio De Santis: “Tale figura può fare la differenza per migliorare le condizioni di chi vive e lavora in carcere e quindi, di riflesso, per la sicurezza della cittadinanza”. “La città di Foggia, nonostante abbia uno degli istituti penitenziari più complessi d’Italia, non si è ancora dotata del Garante comunale dei detenuti. È una figura indispensabile, che deve lavorare raccordandosi con le istituzioni cittadine, con l’ufficio del Garante nazionale e la rete dei Garanti locali. Può fare la differenza per migliorare le condizioni di chi vive e lavora in carcere e quindi, di riflesso, per la sicurezza della cittadinanza”. Lo sostengono a gran voce i ‘Radicali’ Norberto Guerriero e Anna Rinaldi (Associazione Mariateresa Di Lascia) e Silvja Manzi (Europa radicale), che hanno inviato una lettera aperta alla sindaca di Foggia, Maria Aida Episcopo, per sollecitare l’istituzione del Garante comunale dei diritti delle persone private della libertà personale.
di Nicolò Vincenzi
L’Arena, 21 febbraio 2025
Il Garante dei detenuti, Don Carlo Vinco: “L’anno scorso 599 detenuti per 335 posti: in quattro si sono tolti la vita”. Suicidi, aumento della popolazione carceraria e la crescita “preoccupante” delle persone arrestate per reati di natura sessuale. La relazione annuale del garante dei detenuti di Montorio, don Carlo Vinco, tratteggia una situazione che - purtroppo - non è migliorata rispetto all’anno scorso. I detenuti nel 2024 erano 599 (630 quest’anno), nel 2023 invece 530 su 335 posti disponibili. Numeri che continuano a salire. L’andamento dell’anno, ha detto ieri pomeriggio (20 febbraio) don Vinco durante il consiglio comunale, “è stato purtroppo caratterizzato da fatti di gravi criticità che hanno portato il carcere di Montorio alla ribalta nazionale”. E cioè il numero di suicidi in cella: quattro in dodici mesi (sono stati 8 in tutto il Veneto). Tra cui un 25enne. Numero tristemente in linea con il 2023.
di Mauro Gentile
La Voce e il Tempo, 21 febbraio 2025
Può il sistema carcerario essere pensato come una famiglia in cui tutte le sue componenti - dagli agenti di custodia agli educatori, dal personale sanitario a quello amministrativo fino ai dirigenti - siano poste nelle condizioni di poter cooperare e, al meglio delle proprie capacità professionali, relazionali e in piena sicurezza, assolvere al compito assegnato loro dalla Carta costituzionale? E, nello specifico, da quell’articolo 27 con cui è disposto che (…) le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato? Un’utopia? Forse, ma certo una speranza, un’aspettativa nata con le riforme carcerarie degli anni Settanta, ma che nel tempo non ha trovato terreno fertile per concretizzarsi, anzi.
di Enzo Cheli
Corriere della Sera, 21 febbraio 2025
Sul premierato, regionalismo differenziato e sulla riforma della giustizia il quadro delle riforme costituzionali promosse dalla maggioranza sta cambiando contenuti e ritmi. Procedendo nel tempo il quadro delle riforme costituzionali o di rilievo costituzionale proposto con forza dalla maggioranza all’inizio di questa legislatura sta cambiando passo e fisionomia. Cerchiamo di rifare il punto della situazione ad oggi.
di Chiara Lalli
Il Dubbio, 21 febbraio 2025
La legge 40 sulle tecniche riproduttive ha ventuno anni. La legge si chiama “Norme in materia di procreazione medicalmente assistita”. È sbagliato e analfabeta pure il titolo. Ma del titolo potremmo disinteressarci se non fosse stata piena di divieti insensati, ingiusti, illegittimi. In questi anni molti di quei divieti sono stati eliminati ma il costo è stato altissimo. E il tempo perso è un tempo irrecuperabile. Nel 2005 ci sono stati quattro referendum di abrogazione parziale; il quesito di abrogazione totale non è stato ammesso dalla Corte costituzionale e il quorum non è stato raggiunto. La legge 40 è una legge perfetta per sapere come non si scrivono le leggi. Un manuale al contrario. Che significa procreazione medicalmente assistita? Che significa gamete? Surrogazione di maternità? Non ci sono le definizioni, forse era troppo faticoso. Come faccio a rispettare una legge o a eseguire un comando se non capisco bene quello che c’è scritto o quello che mi state dicendo?
di Nadia Ferrigo
La Stampa, 21 febbraio 2025
L’europarlamentare Flavio Tosi: “Abbiamo convinto il Ppe a mandare avanti la petizione presentata in Ue dai produttori e dalle loro associazioni di categoria”. “In tutta Europa la produzione e la commercializzazione della canapa industriale è consentita, vietarla in Italia credo sia sbagliato e illiberale. Sono a rischio 11 mila aziende agricole associate anche a Confagricoltura, Coldiretti, Cia e Copagri. Aziende spesso guidate da under 40 e under 30, che in questi anni hanno investito soldi e creato decine di migliaia di posti di lavoro, che pagano le tasse e contribuiscono al Pil. Non stiamo parlando di sostanze stupefacenti o di spacciatori, ma di una filiera seria che lavora una materia prima secondo rigorosi canoni scientifici e nel pieno rispetto della legislazione europea, e che crea indotto economico, finanziario e fiscale” denuncia Flavio Tosi, europarlamentare di Forza Italia, contrario a vietare la coltivazione e la vendita della canapa industriale come invece il governo Meloni ha proposto con un emendamento al Ddl sicurezza.
di Gabriele Segre
La Stampa, 21 febbraio 2025
Prima ancora di progettare il futuro, la politica ha il compito di comprendere a fondo il presente. Quando ciò non accade, essa perde la sua funzione e si condanna all’irrilevanza. L’affanno dell’Europa nel cercare un posto al tavolo del confronto tra Russia e Stati Uniti ne è l’esempio più emblematico: mentre Trump e Putin si preparano a decidere il destino dell’Ucraina e a disegnare le linee della nuova geopolitica, il vecchio continente appare ancorato a una visione del mondo ormai estinta. A questa appartiene la stessa idea di “pace giusta” a cui giustamente ancora aspiriamo: un obbiettivo nobile e legittimo, ma che si ridurrà a uno slogan vuoto se continueremo a ignorare che a prevalere, oggi come in passato, è la “pace dei forti”, a dispetto del diritto internazionale in cui avevamo creduto e che ora appare tragicamente impotente. Che piaccia o meno, multilateralismo e giustizia internazionale resteranno ai margini di negoziati dominati dalla più cinica concretezza: la conta dei chilometri di territorio conquistati da Mosca e delle tonnellate di terre rare garantite a Washington.
di Diego Battistessa*
Il Fatto Quotidiano, 21 febbraio 2025
Il Governo degli Stati Uniti ha recentemente ordinato la sospensione (congelamento) dei benefici per determinate categorie di richiedenti asilo, permessi di lavoro e beneficiari di TPS (Temporary Protected Status). Questo ordine federale ha sollevato preoccupazioni tra gli avvocati specializzati in immigrazione, i quali sottolineano che tale sospensione potrebbe avere un impatto significativo su migliaia di individui che attualmente dipendono da questi programmi per il loro sostentamento e la loro sicurezza legale.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 20 febbraio 2025
Lettera al guardasigilli per denunciare i ritardi e le promesse mancate dopo la sentenza della Consulta che riconosce il diritto all’affettività. Da oltre 365 giorni, nelle carceri italiane si respira un’amara contraddizione: la sentenza della Corte Costituzionale (n. 10/2024) che riconosce il diritto dei detenuti ai colloqui intimi con i propri cari rimane lettera morta. Una promessa di umanità tradita, un diritto costituzionale ridotto a “carta straccia”. Per questo arriva una lettera coraggiosa - curata da Ornella Favero, direttrice di Ristretti Orizzonti - che giunge come grido d’allarme dalle mura del carcere di Padova. È destinata al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e denuncia, con toni sentiti e inconfondibili, la persistente negazione del diritto ai colloqui intimi. La decisione storica della Consulta, che avrebbe dovuto restituire affetto e dignità alle persone detenute, appare oggi relegata a un mero strumento formale, trattata come “carta straccia” in un contesto dove il rispetto dei diritti fondamentali sembra sempre più lontano.
di Angela Stella
L’Unità, 20 febbraio 2025
Una resa totale sia sui suicidi in carcere sia sull’abuso della custodia cautelare. Questa la sintesi che possiamo desumere dalle risposte fornite dal Ministro Nordio ieri al question time carcere dall’inizio del 2025 - un uomo di 52 anni nel carcere Frosinone che sarebbe uscito tra poco più di un anno - il Ministro Nordio va alla Camera, sostenendo che a lui ne risultano solo 9. Da qui le proteste del deputato di Iv, Roberto Giachetti. Ieri a Frosinone si è ucciso un altro detenuto, dall’inizio dell’anno sono 13 ma al ministro ne risultano 9. “In pochi mesi non si possono produrre soluzioni rivoluzionarie” sulle carceri, ha detto alla Camera. Ma da 2 anni e mezzo a via Arenula c’è lui.
- Emergenza carceri e misure cautelari: il guardasigilli risponde in Aula e prende tempo
- Il Garante: “La sentenza di Reggio Emilia è coerente con un sistema penitenziario contradditorio”
- “Dialogo sì, ma niente ingerenze: le leggi le fa il Parlamento”
- Delmastro a processo, è il giorno dell’accusa: “Rivelò segreti sul caso Cospito”
- Processo Delmastro, è il giorno dell’accusa: il Governo lascia le carceri (e il Dap) nel caos










