rainews.it, 20 febbraio 2025
Aveva 52 anni, approfittando dell’assenza momentanea dei compagni di cella si è impiccato. Tra meno di un anno sarebbe uscito, ma non avrebbe trovato nessuno ad aspettarlo. Si è impiccato nella sua cella nel carcere di Frosinone. Un detenuto italiano di 52 anni si è suicidato a meno di un anno dal fine pena, ma quando sarebbe dovuto uscire dal penitenziario probabilmente non avrebbe trovato nessuno ad aspettarlo. Potrebbe essere questo il motivo del tragico gesto di cui ha dato notizia Massimo Costantino, segretario del sindacato Fns Cisl. Si tratta del secondo suicidio avvenuto in un penitenziario del Lazio dall’inizio dell’anno.
di Noemi di Leonardo
bolognatoday.it, 20 febbraio 2025
“Gravi disordini tra minori avvenuti nel pomeriggio di domenica 16 e nella giornata del 18 febbraio”. Lo rende noto Salvatore Bianco di Fp Cgil. Si sarebbero verificati tensioni e scontri tra i minori detenuti del 1° e del 2° piano. Per riportare la situazione alla calma, fa sapere il sindacato, oltre al personale in servizio, è intervenuto un ispettore rientrato in servizio da casa: “Attualmente la struttura sta accogliendo ben 52 detenuti, mentre altri 6 sono presenti presso il Centro di Prima Accoglienza in attesa di udienza di convalida - spiega Bianco per cui il sovraffollamento è destinato purtroppo ad aumentare e far aumentare il rischio di altre tensioni, da quanto appreso, la struttura ha già recentemente accolto ben 57 detenuti, alloggiati con brandine nelle rispettive camere”. Inoltre, oltre alle tensioni, sono preoccupanti “offese e minacce da parte dei ristretti” agli agenti di polizia penitenziaria.
di Erika Bertossi
bolognatoday.it, 20 febbraio 2025
La situazione delle carceri, anche a Bologna, è drammatica: crescono giorno per giorno i suicidi in cella (l’età media dei detenuti che si tolgono la vita è molto bassa) mentre il problema del sovraffollamento resta tutt’altro che sotto controllo. Ed è per questo che, da questa mattina e per due giorni, un gruppo sostenuto di avvocati penalisti si sta astenendo dalle udienze presidiando la sede del tribunale di via D’Azeglio per sensibilizzare chiunque passi, che si tratti di colleghi o cittadini. In prima linea Nicola Mazzacuva, presidente del Consiglio Camere Penali di Bologna: “Siamo qui perché la situazione carceraria è veramente tragica, soprattutto nel nostro distretto, come risulta anche dal numero dei suicidi che si sono verificati nella nostra realtà territoriale: già 13 nel 2025. Un numero così elevato che non si verifica neppure lontanamente nei Paesi europei.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 20 febbraio 2025
Reportage. Visita al “Beccaria”, l’Istituto penale per minorenni di Milano che fu l’orgoglio italiano. “Normalizzato” dopo la stagione di evasioni, proteste e bufere giudiziarie sugli agenti. Sono reclusi nella struttura sovraffollata 71 giovani, di cui 42 minori di 18 anni. Sono 50 gli extracomunitari, di cui 25 arrivati come minori non accompagnati. Hanno cementato i letti a terra, per evitare che venissero usati a mo’ di arieti per sfondare le sottili pareti e i portoni blindati (“infrastrutture non adatte a un penitenziario”, dicono adesso, come se non ci fosse più alcuna differenza). A decine li hanno trasferiti in altri istituti d’Italia, anche se lì a Milano avevano messo radici. E molti, superata la soglia della maggiore età, sono finiti addirittura nelle carceri per adulti.
di Maria Gloria Roselli
perunaltracitta.org, 20 febbraio 2025
Parliamo di carcere con Claudio Pedron, insegnante di Lingua Italiana, referente per il Cpia1 Firenze per il Ministero dell’Istruzione, all’interno del carcere di Sollicciano. In questo primo incontro Pedron parla della situazione della scuola in carcere, in una prossima intervista affronterà le tematiche relative alle possibili ricadute di un percorso culturale sulla condizione detentiva. Pedron insegna in carcere dal 1992, prima in quello di Volterra e dal 1999 a Sollicciano. Sono due mondi molto diversi, racconta: “il carcere di Volterra era con 100 persone quando sono arrivato io nel 92 e, anche se non era ancora il carcere che è adesso, c’era già la transizione da un carcere di massima sicurezza a uno che adesso è molto aperto alle attività”. Nel 1998 Pedron scelse di lavorare nel carcere fiorentino, una realtà che al tempo ospitava oltre 1000 persone e una forte presenza di migranti. Anche qui, per quanto riguarda la scuola, trovò una situazione di transizione, e c’è voluto un po’ di tempo per arrivare ad avere la completezza dell’orario scolastico, mattina e pomeriggio. Oltre ai corsi di alfabetizzazione, adsso c’è la scuola media con CPIA1, la scuola superiore con l’Istituto Russel Newton e l’alberghiero Aurelio Saffi. Qualche detenuto si è iscritto all’università con il Polo carcerario dell’ateneo di Firenze. Il CPIA1 Firenze è attivo anche al carcere Gozzini, che ospita un’ottantina di detenuti, con programmi di alfabetizzazione e di scuola media; l’istituto agrario assicura la scuola superiore. Al carcere minorile, che attualmente ospita una ventina di detenuti, dal momento che con le nuove leggi sono aumentati gli arresti fra i minori, il CPIA1 Firenze ha attivato un corso di alfabetizzazione, una sorta di biennio e alcuni corsi educativi, in quanto i numeri degli alunni sono troppo bassi per istituire la scuola.
iltrafiletto.it, 20 febbraio 2025
Un progetto formativo per riscoprire le competenze lavorative dei detenuti: quando il gusto è liberatorio. Lavoro, gusto, libertà. Riscoprire il lavoro per riscoprirsi cittadini. Riscoprire il gusto per riscoprire competenze. Riscoprire la formazione per riscoprire poi la libertà. La realtà del carcere di Castrogno racconta tanto, ogni giorno. Ma tra le pagine di cronaca, tra i gridi di allarme, sa raccontare anche di speranza. All’interno del carcere ci sono gli studenti della scuola carceraria alberghiera e agraria, che quella speranza non la vogliono abbandonare.
di Cristina Lorenzi
La Nazione, 20 febbraio 2025
Armando Punzo ha presentato al Garibaldi la Compagnia della Fortezza: un futuro per i detenuti del carcere di Volterra. Voleva disegnare il silenzio, si domandava come fosse stare seduti su un raggio di luce. Dalla volontà di superare il teatro tradizionale, di andare oltre la stagione fatta di cartelloni e rassegne, Armando Punzo, più di 30 anni fa portò il teatro dentro il carcere di Volterra. Nacque quella compagnia della Fortezza che non solo aggiunse un importante tassello alla drammaturgia contemporanea, ma cambiò anche la stessa casa di reclusione toscana. Forse Punzo non è riuscito a sedersi su un raggio di luce, ma è riuscito a dare una veste al futuro di chi senza il teatro avrebbe perso ogni speranza. A trasformare il luogo della sofferenza in una utopia.
varesenews.it, 20 febbraio 2025
L’Organizzazione Culturale La Scelta invita la cittadinanza all’incontro pubblico “Il Peso delle Sbarre”, una serata di riflessione dedicata alla lotta contro i pregiudizi e i giudizi nei confronti dei detenuti e delle loro famiglie. L’evento si terrà venerdì 21 febbraio 2025 ad Arcisate, presso la Sala Frontalieri, con inizio alle ore 20:30. L’incontro vedrà la partecipazione di figure di rilievo nel campo della giustizia e del reinserimento sociale. Alcuni detenuti del Carcere di Bollate condivideranno le loro esperienze personali, mentre Don Matteo Rivolta, cappellano del Carcere di Varese, offrirà una prospettiva spirituale sul tema. Cristina Centamore e Luisa Colombo, collaboratrici del Carcere di Bollate, racconteranno il loro lavoro a sostegno del reinserimento dei detenuti. Sul versante giuridico Annalisa Palomba, giudice della Corte Costituzionale di Torino, analizzerà le questioni normative legate alla detenzione.
di Vincenzo Esposito
Corriere del Mezzogiorno, 20 febbraio 2025
È la prima volta che accade. La curatrice Bifano: grande successo nel carcere di Secondigliano dei corsi di teatro. Per la prima volta una delegazione di trenta attori (tutti “regolarmente” detenuti) lascerà il carcere di Secondigliano per recitare sul palco di un vero teatro, davanti a un pubblico altrettanto vero. La Tempesta di William Shakespeare andrà in scena alle 18 del 20 febbraio nel teatro Trianon di Forcella. Una produzione curata e diretta da Marta Bifano in collaborazione con il ministero della Giustizia. Fino ad ora la “licenza recitativa” all’esterno di un penitenziario era stata concessa, e molto raramente, soltanto a un massimo di dodici detenuti.
di Nicoletta Cottone
Il Sole 24 Ore, 20 febbraio 2025
Il mondo visto da chi si trova all’interno di un carcere minorile. Lo racconta la mostra “Dalla mia prospettiva” in programma dal 20 febbraio al 22 marzo al Museo degli Innocenti di Firenze nella sala Agata Smeralda. In mostra 66 foto in bianco e nero frutto di laboratori promossi dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza in collaborazione con l’Istituto degli Innocenti negli istituti penali per minorenni di Catanzaro “Silvio Paternostro”, di Quartucciu (Cagliari), di Roma “Casal del Marmo” e di Torino “Ferrante Aporti” e del femminile di Pontremoli (Massa Carrara). Autori delle immagini sono 22 ragazzi e ragazze tra i 15 e i 17 anni che nel periodo agosto-dicembre 2024 nell’ambito di un progetto di ascolto dei minorenni detenuti. Tre i temi del percorso espositivo sui quali si sono svolte le attività: “come è cambiato il mio quotidiano”; “a chi o a cosa va il mio pensiero quando sono in istituto”; “quali sono i miei sogni”.
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