di Mario Di Vito
Il Manifesto, 14 febbraio 2025
Ci sarebbe una mozione di sfiducia delle opposizioni che si discuterà martedì 25 febbraio. Ci sarebbe la Corte penale internazionale che incombe con le sue richieste di spiegazioni. E ci sarebbero pure i magistrati che il giovedì 27 febbraio sciopereranno con la riforma che porta il suo nome. Ma Carlo Nordio non pare particolarmente impensierito da queste cose. È in Turchia il Guardasigilli, e parla di tutt’altro. Davanti alla comunità d’affari italo-turca, oltre alla solita difesa della separazione delle carriere che, a suo dire, completerebbe la riforma del codice di procedura penale del 1989, il ministro si è lasciato andare a qualche considerazione anche sul vero problema della giustizia, cioè il suo funzionamento. “Una giustizia al servizio delle imprese e dell’economia è quello che ha contraddistinto la mia azione sin dall’avvio del mio mandato nell’ottobre 2022”, ha detto Nordio, che poi si è vantato del calo dei tempi dei processi. Un merito che non è certamente suo, come spiegato all’apertura dell’anno giudiziario tre settimane fa da tutti i presidenti delle Corti d’appello. Che avrebbero pure espresso lamentele sulla cronica carenza di personale e sull’enorme mole di lavoro che ogni giorno transita per i tribunali.
di Irene Famà
La Stampa, 14 febbraio 2025
La Corte penale internazionale pubblica online le carte con le correzioni nel mandato d’arresto. Il ministro aveva parlato di “imprecisioni” e “discrepanze” a proposito dei reati commessi dal libico. Questioni grammaticali. Refusi. Secondo il ministro della Giustizia Carlo Nordio, hanno reso “nullo” il mandato d’arresto della Corte penale internazionale a carico del generale libico Almasri. “Sviste facili da correggere”, ribattono alcuni esperti del diritto. Gli errori, elencati in un documento della Corte dell’Aja, sono circa una ventina. L’avverbio “continuo” al posto del verbo “continuare”, il sostantivo “abusato” invece dell’infinito “abusare”, giusto per citarne alcuni. E poi quella data, 2011 invece di 2015 ripetuta tre volte.
di Anna Larussa
altalex.com, 14 febbraio 2025
Sono ammesse limitazioni alle modalità di esercizio dei diritti dei detenuti che non siano irragionevoli e non incidano direttamente su un determinato diritto soggettivo. L’Amministrazione penitenziaria può imporre limitazioni alle modalità di esercizio dei diritti dei detenuti che non siano irragionevoli e non incidano direttamente su un determinato diritto soggettivo. Un detenuto sottoposto al regime penitenziario differenziato ex art. 41-bis legge 26 luglio 1975, n. 354 vedeva riconosciuto dal Magistrato di Sorveglianza di Sassari il diritto di adoperare il lettore per ascoltare compact disk, all’interno della propria camera detentiva, senza limiti di orario.
di Claudio Bottan
vocididentro.it, 14 febbraio 2025
Sulla triste vicenda di Patricia Nike, la donna nigeriana deceduta al carcere Pagliarelli di Palermo di cui ci siamo occupati recentemente, sembrano esserci più ombre che luci. Un’unica certezza: la 54enne è morta in una cella del carcere palermitano il 12 gennaio, appena quattro giorni dopo avervi fatto ingresso trasferita dal femminile di Rebibbia. È arrivata in ambulanza ed è stata collocata in una cella con altre tre detenute, una delle quali le avrebbe dovuto fare da piantone per assisterla nei bisogni quotidiani. Non è stato necessario: il suo corpo malato ha ceduto presto.
di Vinicio Marchetti
avellinotoday.it, 14 febbraio 2025
La famiglia denuncia errore medico e condizioni critiche nelle carceri italiane. Indagini in corso per fare luce sulla sua tragica morte. Ieri, 13 febbraio 2025, Napoli ha salutato con grande dolore Ciro Pettirosso, noto come “Ciro Telaro” o “Ciro Petare”, che si è spento prematuramente all’età di 36 anni. Un tragico destino ha segnato la sua vita, con la sua morte avvenuta lo scorso 7 febbraio 2025, nella Casa Circondariale di Avellino. La sua scomparsa ha suscitato sconforto e indignazione tra amici e familiari, portando alla luce gravi interrogativi riguardo alla gestione sanitaria del carcere, dove Ciro viveva da detenuto.
di Valentina Reggiani
Il Resto del Carlino, 14 febbraio 2025
La vittima, Mohamed Doubali, 27 anni, è stato trovato senza vita nella sua cella. L’ipotesi di reato è omicidio colposo. Già eseguita l’autopsia disposta dai magistrati. La sua morte ha fatto calare un’ombra inquietante sul carcere di Modena: il quarto decesso di un detenuto in una manciata di giorni, in poco più di un mese. Aveva solo 27 anni Mohamed Doubali ed è stato trovato cadavere in cella lo scorso tre febbraio, pare a seguito di una assunzione smodata di farmaci. Per la sua morte la procura ora ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di reato di omicidio colposo, che vede l’iscrizione di tre sanitari del penitenziario, tra cui uno psicologo. A quanto pare, infatti, il ragazzo - detenuto per reati quali lesioni e rapina - aveva manifestato problemi psichiatrici ed era in cura. Lunedì scorso è stato conferito incarico ai periti per l’esame autoptico in contraddittorio e sono stati nominati anche i periti di parte. Ciò che dall’autopsia si vuole capire è cosa abbia assunto il ragazzo innanzitutto; stabilire le esatte cause del decesso ed eventualmente far emergere - seppur sia sicuramente difficile - se si sia trattato di un gesto volontario o se il 27enne abbia assunto inavvertitamente i farmaci.
di Nuccio Anselmo
Gazzetta del Sud, 14 febbraio 2025
Esposti anche a Roma e Palermo per la morte del detenuto messinese Ivan Lauria a Catanzaro. Ci sono due nuovi esposti che chiedono verità e giustizia. Li ha depositati alle procure di Roma e Palermo con una lunga serie di allegati l’avvocato Pietro Ruggeri, che assiste la madre di Ivan Lauria, il 28enne messinese che è morto il 15 novembre scorso mentre era detenuto in carcere a Catanzaro. Ivan, ha raccontato poi la madre in una lunga intervista, ha trascorso quasi metà della sua vita tra le comunità per minori e il carcere, e fin da quando aveva 13 anni è stato un entrare e uscire da una struttura detentiva all’altra, fino all’ultima dove ha trovato la morte.
di Raffaella Calandra
Il Sole 24 Ore, 14 febbraio 2025
Nella casa circondariale di Firenze. Un centinaio i reclami presentati dai detenuti al Tribunale di Sorveglianza per le criticità, disposti i primi otto trasferimenti. Il Dap: “Consapevoli della necessità d’intervenire in modo deciso”. Nella casa circondariale di Firenze. Un centinaio i reclami presentati dai detenuti al Tribunale di Sorveglianza per le criticità, disposti i primi otto trasferimenti. Il Dap: “Consapevoli della necessità d’intervenire in modo deciso” “Si sente la puzza di fumo”? Il comandante arriva negli uffici della direzione e allunga la manica della divisa. È appena stato nella cella dove un detenuto ha dato fuoco al materasso. Capita non di rado qui, a Sollicciano la casa circondariale di Firenze, come in altre carceri.
di Alessandra Codeluppi
Il Resto del Carlino, 14 febbraio 2025
I fatti del 3 aprile 2023, dieci agenti di polizia penitenziaria accusati anche di lesioni e falso. La cognata della vittima: “Era assicurato nelle mani dello Stato, tutto questo non è accettabile”. “Quello che è successo mentre era detenuto in una struttura penitenziaria italiana, e quindi assicurato nelle mani dello Stato, non è accettabile”. Sono le parole della cognata del giovane detenuto tunisino che il 3 aprile 2023 subì un pestaggio all’interno del carcere di Reggio Emilia: lunedì 17 febbraio davanti al giudice dell’udienza preliminare Silvia Guareschi è prevista la sentenza per dieci agenti della polizia penitenziaria accusati a vario titolo di tortura, lesioni e falso. La Procura, con il pubblico ministero Maria Rita Pantani, ha chiesto condanne fino a cinque anni e otto mesi per gli imputati. Il detenuto fu incappucciato con una federa stretta al collo, sgambettato, denudato e picchiato con calci e pugni, anche quando era in terra, e calpestato. Poi fu portato in cella, nuovamente picchiato e lasciato nudo dalla cintola in giù per più di un’ora. Tutto è stato documentato da un video delle telecamere interne al carcere.
Il Resto del Carlino, 14 febbraio 2025
L’interrogazione del senatore sull’istituto minorile. L’iter di approvazioni sarà completato per la prima metà di marzo e si prevede dunque che i lavori al carcere minorile del Pratello “possano essere avviati non più tardi di aprile 2025”. L’aggiornamento viene dal sottosegretario alla giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove, che ha risposto al Senato sulla situazione della struttura destinata ai minorenni. I lavori di ristrutturazione, collegati al Pnrr, riguardano per lo più l’efficientamento energetico e il miglioramento sismico del carcere, con una riorganizzazione degli spazi “finalizzata ad ampliare l’area destinata alla formazione dei ristretti - ricorda il sottosegretario - grazie ad aule e laboratori nei quali i giovani potranno svolgere le attività formative”.
- Sassari. Anna Cherchi è la nuova Garante comunale dei detenuti
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- Migranti. Piantedosi: “I Cpr funzionano”. Schlein: “Fallimento e spreco”










