di Monica Serra
La Stampa, 26 gennaio 2025
Personale carente e processo telematico che non decolla. E le regioni del Nord Italia soffrono di più. Le carenze “strutturali” di personale, le pendenze e i tempi biblici - ma in via di riduzione - dei procedimenti, il processo penale telematico che non decolla. Sono tanti i problemi della giustizia che anche ieri, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario nei 26 distretti delle Corti d’Appello italiane, i magistrati hanno denunciato, snocciolando dati di un ingorgo che le ultime riforme - Cartabia e Nordio - non hanno risolto.
studiocataldi.it, 26 gennaio 2025
La mancanza di senso critico verso la condanna può costituire un ostacolo alla concessione della semilibertà. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2214 del 2025. Il ricorrente, detenuto per reati gravi, aveva richiesto la semilibertà, sostenendo di aver rispettato le regole carcerarie e partecipato a programmi di rieducazione. Tuttavia, durante l’iter processuale, è emerso che l’imputato non aveva sviluppato una riflessione critica sul reato commesso, mostrando una scarsa consapevolezza della gravità delle proprie azioni.
di Luana Costa
cosenzachannel.it, 26 gennaio 2025
La presidente della Corte d’appello Concettina Epifanio dedica un focus all’emergenza: “Vergogna nazionale, detenuti in situazioni inumane e degradanti”. I penitenziari di Castrovillari, Rossano, Paola e Crotone scoppiano. “Il sovraffollamento carcerario è una vera e propria vergogna nazionale. Il detenuto non è un numero, non è una matricola, non è il reato che ha commesso ma è una persona”. Così la presidente della Corte d’appello Concettina Epifanio affronta l’emergenza carceri citando la Costituzione, le parole del cardinale Matteo Maria Zuppi e Papa Francesco. “Auspico che in quest’anno giubilare il Governo prenda seriamente a cuore la questione del sovraffollamento e delle condizioni, spesso inumane e degradanti in cui sono costretti a vivere i detenuti” è l’appello di Epifanio. Secondo quanto si legge nella relazione dal 2022 al 2023 la situazione nei penitenziari calabresi è peggiorata.
di Stefano Brogioni
La Nazione, 26 gennaio 2025
Resta drammatica la situazione del carcere di Sollicciano. Non c’è niente di buono nella relazione del tribunale di Sorveglianza sulla situazione del penitenziario fiorentino. Afflitto, oltre che dal sovraffollamento, dagli ormai cronici problemi strutturali, che nell’ultimo anno si sono ulteriormente aggravati “a causa del peggioramento della situazione igienico-ambientale”, sottolinea il presidente della corte d’appello Alessandro Nencini. Caldo d’estate, gelo d’inverno, infiltrazioni, topi, cimici, umidità, sporcizia. Inoltre, ha denunciato ancora Nencini, “permane infine del tutto disattesa la volontà della legge laddove intende assicurare a tutti i detenuti bagni connessi alle camere detentive muniti di acqua calda corrente e doccia”. Condizioni che hanno indotto la magistratura di sorveglianza a prendere provvedimenti di accoglimento dei reclami dei detenuti, “finanche scarcerazioni anticipate”.
di Massimiliano Peggio
La Stampa, 26 gennaio 2025
La dignità in carcere tra i temi dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. Il procuratore generale di Torino cita la protesta approdata in Cassazione. La dignità in carcere e i progetti mai attuati. Il procuratore generale Lucia Musti, intervenendo all’inaugurazione dell’anno giudiziario, dopo le proteste dei magistrati contro la riforma che prevede la separazione delle carriere delle toghe, ha dedicato un passaggio alla battaglia ingaggiata da un detenuto del carcere di Quarto per ottenere la realizzazione di una “stanza dell’amore”. Un luogo riservato per i colloqui in intimità con moglie e compagne, senza la sorveglianza degli agenti.
di Andreina Baccaro
Corriere di Bologna, 26 gennaio 2025
Il Garante dei detenuti visita il carcere minorile: “Sempre più simile a quello degli adulti”. “Bisogna constatare con preoccupazione la presenza di 51 ragazzi, a fronte di una capienza regolamentare di 40 (21 i maggiorenni e 29 i ragazzi stranieri, di cui una parte assai rilevante sono minori non accompagnati), numeri che fanno sì che risultino deteriorate, in maniera evidente, tanto le condizioni detentive dei ragazzi, quanto le condizioni lavorative dello staff”.
veneziatoday.it, 26 gennaio 2025
La cerimonia si è svolta sabato mattina alla Corte d’Appello di Venezia. Protesta dei magistrati contro la riforma della giustizia: hanno lasciato l’aula quando ha parlato il sottosegretario Ostellari. Una cinquantina di magistrati, sabato mattina, hanno abbandonato la sala della Corte d’Appello di Venezia prima dell’inizio del discorso del sottosegretario alla giustizia Andrea Ostellari, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2025. Una protesta ampiamente annunciata, contro la riforma della giustizia varata dal ministro Carlo Nordio, che prevede la separazione delle carriere di giudici e pubblici ministeri. Al termine del discorso di Ostellari, i magistrati hanno fatto rientro in aula, per il discorso del procuratore generale, Federico Prato.
giustiziari.it, 26 gennaio 2025
La storia è quella di G., un giovane reatino che nel 2008 si tolse la vita annodando le lenzuola alle sbarre della finestra di una cella dell’ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere, dove era stato trasferito da Rieti in quanto la sua condizione appariva incompatibile con il regime carcerario. Un suicidio annunciato, i cui i segnali premonitori erano stati evidenziati dagli allarmi lanciati dai diversi consulenti chiamati a occuparsi del caso, ma senza che venisse adottata alcuna misura per cercare di prevenire il gesto che, poi, il giovane mise in atto.
di Francesco Oliva
La Repubblica, 26 gennaio 2025
Il 30enne, racconta la donna, è stato trasferito a Bari e dopo a Potenza. Sta scontando una pena di 2 anni e 2 mesi. In estate i primi sintomi, poi la diagnosi della malattia. “È giusto che sconti la pena, ma è disumano non aiutare chi ha un problema di salute”. “Mio figlio sta male. Ha contratto la scabbia in carcere ma non viene curato”. Il grido di aiuto è quello di Agnese, di Galatina (Lecce), madre di un detenuto 30enne, in carcere perché deve scontare una pena di due anni e due mesi per spaccio di droga. La donna non si dà pace da mesi. “È giusto che sconti la sua condanna”, precisa Agnese. Ma, aggiunge: “Mio figlio non dorme da mesi, soffre tanto. Non è giusto che una persona, anche se in carcere, debba stare così male. È disumano non aiutare chi ha un problema di salute”. Le condizioni di salute stanno peggiorando giorno dopo giorno.
di Marina Lomunno
La Voce e il Tempo, 26 gennaio 2025
“In ogni giovane, anche il più disgraziato, c’è un punto accessibile al bene e dovere primo dell’educatore è di cercare questo punto, questa corda sensibile del cuore e di trarne profitto”. Sono parole di san Giovanni Bosco che ancora oggi rivolge ai suoi figli, i salesiani e alla famiglia che si ispira al suo carisma, presenti in 133 nazioni dei 5 continenti. Parole che, per chi ha avuto la fortuna di incrociare le sue strade, sintetizzano la vita di don Domenico Ricca - per tutti don Meco - salesiano e cappellano per 40 anni dell’Istituto penitenziario minorile di Torino “Ferrante Aporti”, ai tempi di don Bosco “La Generala”, il riformatorio dove il santo trascorreva molti pomeriggi con i ragazzi “discoli e pericolanti del tempo”.
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