di Errico Novi
Il Dubbio, 20 gennaio 2025
L’Anm è nuda. Come un re. Come il re che ha governato, anzi sottomesso il sistema politico dal 1992 a oggi. Lo ha fatto per l’intero ventennio berlusconiano e poi nei lustri successivi. Con l’allure snobistica e sussiegosa dei custodi della morale. I pm cambiavano il destino di leader e governi, ma nel supremo distacco dei loro uffici giudiziari. Indicavano la retta via al popolo ma senza sporcarsi le mani. Ora no. Ora se le sporcano. Sono pronti a presidiare le cerimonie inaugurali dell’anno giudiziario, in programma venerdì e sabato prossimi, bardati di magliette anti-Nordio, come i militanti di un partito antagonista.
di Tiziana Maiolo
Il Dubbio, 20 gennaio 2025
Il corpo scelto dei Pubblici Ministeri ha sempre fatto il bello e il cattivo tempo nel processo. Questa è una verità inoppugnabile ed è anche il fondamento della lotta furibonda, condotta con le unghie e con i denti, che le toghe conducono da sempre nei confronti di qualunque riforma che liberi i giudici dal giogo del rappresentante dell’accusa. Sotto sotto c’è sempre la nostalgia per il sistema inquisitorio, quando tutto si faceva di nascosto e in gran segreto. Ma la riforma Vassalli del 1989 ha portato tutto nella luce appariscente dell’aula. È lì che si forma la prova, è lì che le due parti, accusa e difesa, dovrebbero lottare ad armi pari davanti a un giudice che, lo impone la Costituzione, deve essere terzo e imparziale.
Il Messaggero, 20 gennaio 2025
Il presidente dell’Anm Giuseppe Santalucia: “Delegittima le toghe stare in silenzio di fronte a una riforma che peggiorerà il servizio giustizia e indebolisce il quadro delle garanzie”. “Lanciamo un grido di allarme. Non c’è mai stata negli ultimi 50 anni, forse, una riforma che stravolge radicalmente la fisionomia della nostra Costituzione alterando quelli che sono i rapporti tra i poteri dello Stato e gettando le basi per un possibile condizionamento del potere giudiziario”. Lo ha detto Salvatore Casciaro, segretario generale dell’Anm, parlando ad Agorà in onda su Rai Tre, della separazione delle carriere. “Delegittima le toghe stare in silenzio di fronte a una riforma che peggiorerà il servizio giustizia e indebolisce il quadro delle garanzie”. Lo ha detto a Sky Tg24 il presidente dell’Anm Giuseppe Santalucia, ribattendo ai penalisti secondo cui lo sciopero contro la separazione delle carriere delegittima i magistrati. “Stiamo privando i magistrati del diritto di elettorato attivo e passivo. È come dire: non siete in grado di eleggere i vostri rappresentanti. Il sorteggio non è la panacea di tutti i mali e umilia la magistratura, unica tra le tante a vedersi privata di questo diritto”, ha aggiunto Santalucia.
Il Messaggero, 20 gennaio 2025
Il presidente dell’Anm Giuseppe Santalucia: “Delegittima le toghe stare in silenzio di fronte a una riforma che peggiorerà il servizio giustizia e indebolisce il quadro delle garanzie”. “Lanciamo un grido di allarme. Non c’è mai stata negli ultimi 50 anni, forse, una riforma che stravolge radicalmente la fisionomia della nostra Costituzione alterando quelli che sono i rapporti tra i poteri dello Stato e gettando le basi per un possibile condizionamento del potere giudiziario”. Lo ha detto Salvatore Casciaro, segretario generale dell’Anm, parlando ad Agorà in onda su Rai Tre, della separazione delle carriere. “Delegittima le toghe stare in silenzio di fronte a una riforma che peggiorerà il servizio giustizia e indebolisce il quadro delle garanzie”. Lo ha detto a Sky Tg24 il presidente dell’Anm Giuseppe Santalucia, ribattendo ai penalisti secondo cui lo sciopero contro la separazione delle carriere delegittima i magistrati. “Stiamo privando i magistrati del diritto di elettorato attivo e passivo. È come dire: non siete in grado di eleggere i vostri rappresentanti. Il sorteggio non è la panacea di tutti i mali e umilia la magistratura, unica tra le tante a vedersi privata di questo diritto”, ha aggiunto Santalucia.
di Pietro Grasso
La Stampa, 20 gennaio 2025
Dopo l’approvazione alla Camera del ddl costituzionale per la separazione delle carriere dei magistrati, il ministro Nordio ha dichiarato di avere realizzato un sogno che inseguiva da trent’anni: speriamo non si trasformi in un incubo di gelliana memoria. Le tanto auspicate riforme della giustizia dovrebbero tendere a garantire celerità, efficienza e qualità. Invece questo “epocale” cambiamento appare solo una vittoria simbolica in spregio alla magistratura, una bandiera piantata con toni trionfalistici nel territorio nemico che, dopo la riforma Cartabia, appare solo costosa, ipocrita, inutile e dannosa.
di Giulia Merlo
Il Domani, 20 gennaio 2025
Parla Stefano Celli, la toga di Magistratura democratica che ha proposto l’emendamento dello sciopero, previsto per il 27 febbraio, contro la separazione delle carriere. Quella dell’Anm “è una risposta ferma, non cercata, ma quasi imposta dall’atteggiamento tenuto finora dall’esecutivo”, che ha presentato un testo blindato. In risposta al primo via libera per la riforma costituzionale della separazione delle carriere tra giudici e pm, l’Associazione nazionale magistrati ha proclamato uno sciopero per il 27 febbraio prossimo. La decisione è stata presa a maggioranza in una concitata assemblea durata quasi otto ore e la determinazione a incrociare le braccia è stata presa con la presentazione di un emendamento del magistrato di Magistratura democratica, Stefano Celli.
di Giulia Merlo
Il Domani, 20 gennaio 2025
Parla Stefano Celli, la toga di Magistratura democratica che ha proposto l’emendamento dello sciopero, previsto per il 27 febbraio, contro la separazione delle carriere. Quella dell’Anm “è una risposta ferma, non cercata, ma quasi imposta dall’atteggiamento tenuto finora dall’esecutivo”, che ha presentato un testo blindato. In risposta al primo via libera per la riforma costituzionale della separazione delle carriere tra giudici e pm, l’Associazione nazionale magistrati ha proclamato uno sciopero per il 27 febbraio prossimo. La decisione è stata presa a maggioranza in una concitata assemblea durata quasi otto ore e la determinazione a incrociare le braccia è stata presa con la presentazione di un emendamento del magistrato di Magistratura democratica, Stefano Celli.
di Fabio Fiorentin
Il Sole 24 Ore, 20 gennaio 2025
Cambio di orientamento: impugnazione anche per reati procedibili d’ufficio. L’ordinanza di diniego dell’invio delle parti a un centro per la giustizia riparativa pronunciata dal giudice in base all’articolo 129-bis del Codice di procedura penale è ricorribile in Cassazione insieme con la sentenza conclusiva del giudizio. Lo ha deciso la stessa Suprema corte con la sentenza 131/2025, che corregge la rotta rispetto alle precedenti pronunce. La Corte aveva già affrontato la questione con la sentenza 24343 del 20 giugno 2024, con la quale, confermando un indirizzo già avviato (si veda Cassazione 6595 del 14 febbraio 2024), aveva affermato il carattere discrezionale, non gravato da alcun onere motivazionale, della decisione dell’autorità giudiziaria sull’invio della parte a un centro di mediazione (si veda anche Cassazione 25367 del 9 maggio 2023).
di Massimo Clausi
lacnews24.it, 20 gennaio 2025
Rita Bernardini è figura storica del Partito Radicale di cui è stata segretaria e membro del consiglio generale. Più volte deputata ha incentrato la sua attività parlamentare sui temi della giustizia e Nel febbraio 2010 ha condotto uno sciopero della fame per l’ottenimento di 10 obiettivi politici che riguardano principalmente le carceri. Con lei abbiamo parlato della situazione delle carceri in Italia con particolare riferimento a quella calabrese.
Il Dubbio, 20 gennaio 2025
I soccorsi della Polizia penitenziaria e dei sanitari sono stati inutili. Un detenuto di origine straniera si è tolto la vita nelle prime ore di questa mattina, impiccandosi nella sua cella presso la casa circondariale di Cagliari. I soccorsi della polizia penitenziaria e dei sanitari sono stati inutili. Si tratta del secondo suicidio nel carcere del capoluogo sardo dall’inizio dell’anno. A livello nazionale, il bilancio sale a otto detenuti che si sono tolti la vita, a cui si aggiunge un operatore in servizio presso la casa circondariale di Paola, in Calabria. Nove morti in appena 20 giorni: un bilancio drammatico. Lo denuncia Gennarino De Fazio, segretario generale della Uil-Pa Polizia Penitenziaria.
- Modena. Andrea Paltrinieri suicida in carcere dopo il femminicidio: inchiesta per istigazione
- Milano. Ex detenuti e volontari in concerto per gli ospiti del Trivulzio
- Cremona. Gli studenti dell’Aselli e la vita in carcere: incontro formativo
- Lecce. Incontro sul progetto “IncludiAMOci. Giustizia con Misericordia”
- Raffaele Diomede: “I social alimentano la rivalità. Il carcere? Non è la soluzione”










