di Simona Lorenzetti
Corriere di Torino, 16 dicembre 2024
“Non ha nascosto le violenze”. Mancano riscontri ai racconti delle vittime, ritenute poco credibili. “Le semplici voci di pestaggi o violenze nel Padiglione C, oppure la conoscenza di criticità - anche serie - in questo blocco, non costituivano notitiae criminis di cui informare la Procura”. Per questo motivo non si può rimproverare all’ex direttore del carcere Lorusso e Cutugno, Domenico Minervini, di non essersi rivolto alla magistratura quando gli giunsero le segnalazioni sugli “schiaffi allegri” che un gruppo di agenti riservava ai detenuti del blocco C, quello dedicato ai sex offender.
ansa.it, 16 dicembre 2024
Via libera della Giunta. M5S rivendica la sua istituzione richiesta nel 2023 con una Mozione da Lorella Schiavoni. La proposta di deliberazione consiliare per la sua istituzione presentata dall’assessore ai Servizi Sociali Manuela Caucci, è stata infatti approvata dalla giunta nella seduta del 12 dicembre. Un successo per chi, come il Movimento 5 stelle si è battuto perché la figura del Garante divenisse definitiva. Ne è testimonianza la mozione presentata da Lorella Schiavoni, prima firmataria, e approvata all’unanimità dal Consiglio comunale già il 24 gennaio 2023.
sardiniapost.it, 16 dicembre 2024
“Le gravi patologie psichiatriche del detenuto, (aggravate dai più recenti episodi), sono del tutto incompatibili con la permanenza all’interno di una struttura carceraria”. Lo sostiene Gianni Loy, Garante delle persone detenute della Città metropolitana di Cagliari in merito alla situazione di Alessandro Atzeni, attualmente detenuto nel carcere di Uta, nonostante i medici abbiano dichiarato che le sue condizioni sono incompatibili con la detenzione in carcere. La sorella Arianna nei giorni scorsi anche attraverso l’avvocata, Armida Decina che sta seguendo il caso, aveva lanciato l’appello affinché il fratello venisse trasferito.
di Giuseppe Crimaldi
Il Mattino, 16 dicembre 2024
Direttore del carcere per cinque anni: “Il mio lavoro per la dignità dei detenuti”. Lascia dopo cinque anni intensissimi la direzione di un carcere che in pochi avrebbero accettato di buon grado di dirigere, quello di Poggioreale. “Invece - spiega al “Mattino” Carlo Berdini - fui proprio io a propormi, a chiedere al Dipartimento di poter assumere quell’incarico, forse perché mi sono sempre piaciute le sfide, ma forse lo feci anche con una discreta dose d’incoscienza”. Nel suo futuro c’è un incarico prestigioso: assumerà a giorni la carica di direttore del Provveditorato di Puglia e Basilicata per l’amministrazione penitenziaria.
di Barbara Fenotti
Giornale di Brescia, 16 dicembre 2024
La donna, Premio Ordine degli Avvocati, guida l’associazione Vol.Ca. composta da 50 volontari attivi nei penitenziari. Il suo è un impegno costante fatto di comprensione, dialogo e profonda umanità, che non conosce sosta nemmeno nei fine settimana. Quando non è occupata con il suo lavoro di tutti i giorni al Centro Paolo VI di Concesio, Caterina Vianelli è a disposizione di chi sta scontando la pena in carcere o, avendo finito di scontarla, ha intrapreso il cammino verso una nuova vita.
ladiretta1993.com
È partito a settembre, finanziato coi fondi dell’8xmille della Chiesa cattolica, il “Progetto Aurora”, un impegnativo ed interessante percorso formativo che vede come capofila la Caritas diocesana e cittadina a favore di una parte della società fragile e spesso poco attenzionata: i detenuti e le loro famiglie. Dei detenuti si parla solo quando qualcuno decide di porre fine alla sua vita mentre è in stato di detenzione in carcere: solo allora viene evidenziata la situazione di sovraffollamento negli istituti di pena, di scarsa igiene, ma mai si parla della difficoltà dei detenuti ad avere accesso al lavoro, sia durante la detenzione ma soprattutto una volta scontata la giusta pena, dell’aiuto negato ad un reinserimento efficace nella società, delle difficoltà delle famiglie, (spesso mogli, madri e figli) durante e dopo il periodo di detenzione.
di Sara Sonnessa
torinocronaca.it, 16 dicembre 2024
Il numero delle persone che si trovano recluse alle Vallette oscilla tra i 1380 e i 1480: i posti regolamentari sono 980. Il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ha riconosciuto la Casa Circondariale Lorusso e Cutugno come l’istituto più complesso d’Italia. Questa definizione deriva dal fatto che al suo interno coesistono tutti i circuiti penitenziari. “Una varietà che crea enormi difficoltà: un recluso in alta sicurezza necessita un percorso diverso da un collaboratore di giustizia, come un tossicodipendente da chi si è macchiato del reato di sex offender” spiegava la dottoressa Monica Gallo, garante dei diritti di delle persone private della libera personale per il Comune di Torino. Il numero delle persone che si trovano recluse alle Vallette oscilla tra i 1380 e i 1480: i posti regolamentari sono 980. Un sovraffollamento che supera il 120%. Nei mesi scorsi il nostro giornale ha scelto di seguire il carcere “da vicino”, entrando dentro a conoscere la realtà di chi tutti i giorni si trova in quel posto che appare così lontano dalla quotidianità: detenuti, agenti di polizia penitenziaria, persone al servizio del carcere.
Il Giorno, 16 dicembre 2024
Le parole della ragazzina inserite in una performance teatrale realizzata nel carcere per raccontare la dura vita dei reclusi. “Ciao papà, come stai? Che fai?”. Domande semplici, che non tutti possono rivolgere a un genitore, non quando a separare ci sono le sbarre di una prigione. Durante il Covid, con la sospensione delle visite, c’era la possibilità di una telefonata al giorno. Finita la pandemia è stato tagliato anche quel filo. Resta la chiamata quotidiana solo per minorenni. L’espiazione di una pena è sofferenza anche per chi aspetta fuori. Lo racconta bene la lettera di una figlia, minorenne, di un uomo in carcere al “Nerio Fischione” di Brescia, ai vertici per sovraffollamento.
quicosenza.it, 16 dicembre 2024
Nel corso della presentazione, verranno illustrate le condizioni delle carceri nel nostro Paese, le condizioni di vita dei detenuti ma anche di lavoro degli operatori penitenziari. Lunedì 16 dicembre, a partire dalle ore 17:00, presso la Fondazione Giacomo Mancini, in via Liceo 27, ci sarà la presentazione del libro di Nessuno tocchi Caino “La fine della pena”. Il libro del 2024, racconta storie di pena di morte, di morte per pena, di pena fino alla morte, successe in Italia e nel mondo nella seconda metà del 2023 e nei primi sette mesi del 2024. Oggi, lo sguardo di Nessuno tocchi Caino va oltre i sistemi capitali, si sofferma anche su regimi giudiziari, penali e penitenziari altrettanto mortiferi e anche sul regime italiano della prevenzione detta “antimafia” e i suoi usi e costumi che, talvolta, sono più distruttivi di quelli punitivi.
di Emanuele Gessi
estense.com, 16 dicembre 2024
“Strange fruit”, il brano di Billie Holiday, è una canzone simbolo delle battaglie per i diritti civili, in cui la realtà dei linciaggi dei neri nel sud degli Stati Uniti viene descritta in maniera brutale, spietata e onesta. Il suo impatto, quando venne incisa negli anni 30 del Novecento, fu innanzitutto di ordine politico: accese una luce, stimolò il dibattito, favorì un cambiamento. A Ferrara, “Strange fruits” (al plurale) è andato in scena alla Casa circondariale C. Satta il 5, 6, 7 e 12 dicembre. Non più una canzone ma uno spettacolo teatrale, che è stato sviluppato da una ventina di detenuti partecipanti del laboratorio che il Teatro Nucleo porta avanti nel carcere di via Arginone dal 2005.










