di Paolo Ferrua*
Il Dubbio, 12 dicembre 2024
La magistratura si è sempre mostrata contraria alla separazione delle carriere. Scelta pienamente legittima, sia perché i magistrati hanno diritto, come tutti i cittadini, alla libera manifestazione del loro pensiero, sia perché si tratta di una riforma che coinvolge direttamente l’esercizio delle loro funzioni. Nel rifiuto di questa riforma vanno, tuttavia, distinte due componenti. La prima sta nel timore di una perdita di indipendenza del pubblico ministero che, in regime di separazione delle carriere, potrebbe trovarsi assoggettato a vincoli più o meno intensi con il potere esecutivo. Timore più che comprensibile per diverse ragioni. Anzitutto perché in molti paesi dove le carriere sono separate l’accusatore è elettivo o soggiace in varie forme a collegamenti con il potere politico. In secondo luogo, perché la semplice separazione delle carriere, se non accompagnata da meccanismi di responsabilizzazione e controlli del pubblico ministero, lungi dal modificare gli attuali equilibri tra giudice e parti, paradossalmente porterebbe ad accentuare i poteri dell’accusa.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 12 dicembre 2024
I giornali della gogna protestano contro il “bavaglio” (inesistente). Ora torneranno a fare ciò che facevano prima del 2017, pubblicando parti delle misure cautelari che servono solo a sputtanare le persone coinvolte. Breve antologia, dal caso Guidi a Morisi. I quotidiani abituati da sempre a copiare e incollare sulle loro pagine parti di ordinanze di custodia cautelare (soprattutto le intercettazioni), senza mai considerare se si tratta di contenuto penalmente rilevante o soltanto sputtanante nei confronti delle persone coinvolte, sono in fibrillazione dopo l’approvazione definitiva del decreto legislativo che vieta la pubblicazione testuale delle ordinanze di arresto. I giornali della gogna protestano contro la “legge bavaglio”, che in realtà non fa che ripristinare le norme esistenti prima del 2017, quando non risulta che in Italia non ci fosse libertà di stampa. Anche prima del 2017, tra l’altro, la normativa prevedeva sanzioni meramente simboliche per chi non si attiene al divieto di non pubblicare i virgolettati dei provvedimenti che incidono sulla libertà personale. La verità, dunque, è che non esiste nessuna legge bavaglio contro cui fare “obiezione di coscienza”, come prospettato dal Fatto quotidiano (che peraltro dimostra anche di non sapere la differenza tra Corte di giustizia Ue e Corte europea dei diritti dell’uomo).
di Tiziana Maiolo
Il Riformista, 12 dicembre 2024
Mentre gli amici del giornalismo manettaro e del sindacato delle toghe strillano isterici contro il decreto Nordio, una rivoluzione investe il palazzo di giustizia di Milano: ora i redattori accreditati potranno avere direttamente dalle cancellerie le ordinanze di custodia cautelare e i decreti di sequestro preventivo senza omissis. Mentre a Roma strillano gli amici di Travaglio e del sindacato delle toghe contro il decreto Nordio che tutela la reputazione di ogni cittadino sottoposto a indagini, parte da Milano l’iniziativa più sensata e rivoluzionaria. Un protocollo firmato a palazzo di giustizia tra i vertici della magistratura e gli ordini di avvocati e giornalisti perché si ponga fine al commercio clandestino di atti giudiziari come quelli che transitavano dalla procura nazionale antimafia a certe redazioni.
di Simona Musco
Il Dubbio, 12 dicembre 2024
Rimandata la scelta dei nuovi sostituti della Direzione nazionale antimafia a causa di divergenze sulle candidature e delle critiche sugli esclusi. Due proposte contrapposte e possibili ricorsi al Tar complicano il processo decisionale. Si preannuncia una strada in salita quella per la nomina dei sette nuovi sostituti in Dna. La scelta sarebbe dovuto arrivare nel plenum di oggi, dove all’attenzione dei consiglieri ci sono due proposte contrapposte. Ma ad anticipare la decisione sono state le prime lamentele degli esclusi, che hanno depositato delle osservazioni che hanno richiesto un surplus di approfondimento e, dunque, il rinvio alla seduta del 18 dicembre. Inizialmente la togata di Md Domenica Miele aveva chiesto un ritorno in Commissione, opzione appoggiata anche dall’indipendente Andrea Mirenda e dal togato di Unicost Marco Bisogni. Mirenda aveva anche suggerito la possibilità di un rinvio, proposta colta al balzo dal togato di Area Marcello Basilico e che, alla fine, è stata accolta dalla maggioranza dell’assemblea. Le proposte in campo sono due, con cinque nomi votati all’unanimità da tutti i membri della Terza Commissione - e pertanto presenti in entrambi i pareri - e due ulteriori nomi messi sul piatto da ogni gruppo di lavoro per coprire i posti aggiuntivi. A comparire in entrambi le proposte sono Ida Teresi, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, Paolo Sirleo, sostituto procuratore della Repubblica a Catanzaro, Antonio De Bernardo, anche lui pm a Catanzaro, Federico Perrone Capano, sostituto a Bari e Stefano Luciani, in forza alla procura di Roma. Per la proposta A, i due nomi “extra” sono quelli di Eugenio Albamonte, sostituto procuratore a Roma, e Antonella Fratello, in forza alla procura di Napoli. Una proposta supportata dal nuovo asse Area-Magistratura indipendente, che teoricamente ha la maggioranza dei voti in plenum, come emerso dal voto per il nuovo Testo unico. La proposta B, invece, è quella a sostegno di Maurizio Giordano, anche lui pm a Napoli, e Giovanni Musarò, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma, nomi proposti dal togato di Unicost Antonino Laganà.
di Miriam Giangiacomo
Il Messaggero, 12 dicembre 2024
Ieri mattina, presso il tribunale di Vasto, si è svolta un’udienza relativa al suicidio in carcere di Sabatino Trotta, psichiatra e dirigente Asl di Pescara, avvenuto il 7 aprile 2021, a poche ore dal suo arresto nell’ambito di un’inchiesta su una gara da più di 11 milioni di euro indetta dalla Asl pescarese per l’affidamento della gestione di residenze psichiatriche extra-ospedaliere. L’udienza ha riguardato A.C., agente di Polizia penitenziaria, accusato di omicidio colposo, violazione dell’articolo 40 del codice penale, e negligenza nella sorveglianza e prevenzione dei suicidi nella sezione detentiva di Trotta. Davanti al giudice monocratico Stefania Izzi, i consulenti delle parti civili, Adriano Tagliabracci e Vittorio Fineschi, hanno evidenziato gravi carenze nel monitoraggio del detenuto.
Corriere di Viterbo, 12 dicembre 2024
Sarà processato con rito abbreviato condizionato a una perizia psichiatrica, il detenuto 23enne Iliyanov Krasimir Tsvetkov, che il 19 dicembre 2023 assassinò il compagno di cella, il 49enne Alessandro Salvaggio, nel penitenziario di Mammagialla. Erano circa le 22 quando al culmine di una lite per futili motivi, il 23enne bulgaro strangolò a mani nude il 49enne siciliano, residente a Barrafranca, in provincia di Enna. Al momento della morte, il detenuto, con precedenti per spaccio, stava scontando una condanna a poco più di due anni per evasione. Il movente del delitto sarebbe da ricondurre a un presunto debito di denaro. Sulla salma del 49enne fu eseguito l’esame autoptico all’ospedale Belcolle, e i familiari, rappresentati dall’avvocato Giacomo Pillitteri, del foro di Enna, nominarono come consulente medico legale Cataldo Raffino per poi denunciare i vertici del carcere.
di Antonio Esposito
internapoli.it, 12 dicembre 2024
È stato assolto per non aver commesso il fatto A.S., giovane di Giugliano, finito sotto processo con l’accusa di omicidio del detenuto Fabio De Luca. Il Gup di Isernia, Dott. Sicuranza, ha emanato poco fa la sentenza a carico di S. (difeso dall’avvocato Salvatore Cacciapuoti). Anche l’accusa, vista l’assenza degli elementi probatori a carico dell’imputato, aveva chiesto l’assoluzione. Ed in effetti all’esito del processo S. è stato assolto da ogni accusa riguardo l’omicidio avvenuto nel 2014. De Luca fu ritrovato gravemente ferito nelle celle del penitenziario, in circostanze poco chiare. Aveva 45 anni quando, nel novembre del 2015, fu portato d’urgenza in ospedale in gravi condizioni. Era recluso per rapina ai danni della madre residente. Il reato ipotizzato inizialmente era quello di morte o lesioni come conseguenza di altro delitto.
di Paola Bari
brindisireport.it, 12 dicembre 2024
Non solo un percorso formativo finalizzato all’acquisizione di competenze e attestati ma anche e soprattutto un percorso umano, di riflessione, di cambiamento e speranza. Nella mattinata di oggi, mercoledì 11 dicembre, presso la casa circondariale di Brindisi, si è svolta la conferenza stampa di chiusura del progetto “Dike, dentroltre le sbarre”, realizzato dalla Cooperativa Il Sogno con sede a San Pietro Vernotico nell’ambito dell’avviso pubblico promosso dal provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria della Puglia e Basilicata. Con il patrocinio gratuito del Garante dei Diritti delle Persone Private della Libertà Personale della provincia di Brindisi nella persona della dottoressa Valentina Farina, rappresenta una risposta concreta alle sfide della detenzione, il progetto ha avuto come obiettivo centrale il miglioramento del benessere dei detenuti attraverso percorsi formativi e iniziative innovative”. Si legge nella nota di presentazione.
Massa Carrara. La sfida dell’alternativa al carcere, gli operatori: “Poche risorse e poco personale”
La Nazione, 12 dicembre 2024
Il convegno delle Camere Penali di Massa e Spezia al Pungiglione ha aperto una riflessione sulla situazione. “Dall’esecuzione intramuraria alle misure alternative” è stato il tema del convegno organizzato dalle Camere Penali di Massa Carrara e della Spezia al Villaggio Il Pungiglione con il patrocinio dei Comuni di Pontremoli e Mulazzo, il sostegno della Diocesi e il contributo del Rotary Lunigiana. L’evento ha concluso la settimana che in Lunigiana ha visto esporre la mostra “Dall’Amore nessuno fugge” nel Tribunale di Pontremoli e poi trasferita a Mulazzo. Il convegno ha sottolineato l’importanza dell’attivazione di percorsi educativi individuali per l’esecuzione pena, portando come esempio l’esperienza concreta che la Comunità Papa Giovanni XXIII vive all’interno delle Comunità Educanti.
di Nicolò Delvecchio
Corriere del Mezzogiorno, 12 dicembre 2024
Da domani in onda sul Rai 2 “Oltre il cielo” girato al Fornelli. Saranno anche educatori, agenti e giovani detenuti dell’istituto penitenziario minorile “Fornelli” di Bari i protagonisti di “Oltre il cielo”, la docuserie Rai di otto puntate diretta da Alberto D’Onofrio in onda da domani su RaiPlay. La serie, che sarà poi trasmessa su Rai2, è infatti stata girata nel carcere barese e al “Beccaria” di Milano, e racconta la quotidianità sia di chi finisce dietro le sbarre da giovanissimo, sia di chi si occupa di rieducare i ragazzi. Con una doverosa premessa, come spiega il direttore del “Fornelli” Nicola Petruzzelli, in carica da 29 anni: “La realtà, qui dentro, non è per niente simile a quella di “Mare Fuori”.
- Roma. Oggi si tiene il seminario “Nuovi approcci per la complessità detentiva”
- Cagliari. Al carcere di Uta genitori detenuti e figli minori insieme per la festa di Natale
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- Riccardo Bonacina, un’eredità che supera i confini del non profit
- “Vita”, il giornale creato per “raccontare il mondo in modo non disperante, ma generativo”










