di Diana Zogno
L’Unità, 30 novembre 2024
Nella vita a Rebibbia “vedi la tossicodipendenza, l’uso e abuso di psicofarmaci, donne che girano come zombie. Puoi assistere alla morte”. A testimoniarlo è Bruna Arcieri, detenuta, appartenente a quell’esiguo numero di reclusi che, in Italia, con l’applicazione dell’art. 21 della legge sull’ordinamento penitenziario, possono uscire dal carcere per essere assegnati a lavori esterni agli istituti penitenziari. L’occasione per parlare della sua e di altre storie che vivono e percorrono le carceri arriva con il seminario “Le attività d’inclusione durante e dopo la detenzione” organizzato da Unitelma Sapienza lo scorso 28 ottobre per raccontare il lavoro che l’Ateneo e il contact center in particolare, sta portando avanti a Roma in partnership con la cooperativa Etam, coordinata da Don Sandro Spriano.
di Adamo Chiesa
lapiazzaweb.it, 30 novembre 2024
Lunedì 2 dicembre, a Venezia, verrà presentata una pubblicazione che esplora il lavoro penitenziario nel Veneto. La Sala Polifunzionale del Palazzo Grandi Stazioni della Regione Veneto ospiterà, lunedì 2 dicembre alle ore 9.30, la presentazione di “Liberiamo le produzioni - Lavoro penitenziario nel Veneto - Opportunità per le imprese”. Questo evento rappresenta un punto di incontro tra mondo produttivo e istituti penitenziari, con l’obiettivo di creare una filiera produttiva che valorizzi il lavoro carcerario come strumento di inclusione sociale ed economica.
La Nazione, 30 novembre 2024
Nell’ex tribunale di Pontremoli l’iniziativa di Comunità educanti con i Carcerati. L’impegno dei volontari della ‘Papa Giovanni XXIII’ per il reinserimento. Una mostra e un convegno parlano dell’alternativa al carcere. La rassegna fotografica “Dall’amore nessuno fugge” sulla realtà delle Comunità Educanti con i Carcerati della ‘Papa Giovanni XXIII’ e sull’esperienza Apac (Associazione di protezione e assistenza condannati) che dal Brasile si è diffusa in diversi Stati, è stata inaugurata ieri nell’ex Tribunale. Presenti i sindaci di Pontremoli e Mulazzo Jacopo Ferri e Claudio Novoa, Giorgio Pieri, coordinatore del progetto Comunità Educanti con i Carcerati, che ha illustrato i pannelli della rassegna. Un racconto della vita di donne e uomini che si sono reinseriti nella società. “Le Comunità educanti con i carcerati- ha detto Pieri - sono luoghi di espiazione della pena alternativi al carcere che offrono percorsi educativi personalizzati da svolgere in un circuito comunitario protetto, garantendo sicurezza ai cittadini, rispetto alle vittime e riscatto al reo. L’auspicio è che, anche grazie a questa mostra, possano essere maggiormente conosciute e avere riconoscimento istituzionale e amministrativo, dato che oggi lo Stato non finanzia queste comunità”.
La Nazione, 30 novembre 2024
L’importante progetto di formazione realizzato nel carcere di San Gimignano incontra la città. Si legge “Maschere e ombre”. Si traduce in ventuno scatti della prima mostra di fotografi “professionali” dei detenuti di Ranza e Volterra esposti in sala di cultura fino a domani. Volti e maschere al maschile, usciti per la prima volta fuori dalle sale di posa del corso di fotografia dalla casa di reclusione a Ranza e dal ‘Maschio’ di Volterra. A illustrare questi volti in posa fra ombre e maschere un giovane custode-detenuto-semilibero Pietro (nome di fantasia) calabrese 25 anni, oramai agli sgoccioli della pena dopo 15 anni, già in cerca di lavoro da giardiniere, con l’assessora Daniela Morbis, con delega fra l’altro al sociale, famiglia, alle politiche giovanili per questo evento con il contributo del comune su progetto ‘LibeRanza’ dell’associazione ‘Spazio Libero’ di Ranza del corso di fotografia professionale del 2023.
ansa.it, 30 novembre 2024
È stato presentato oggi, nella Casa di reclusione di Sulmona, un libro-fumetto che rilegge la Divina Commedia attraverso il tema della violenza di genere. Un lavoro realizzato dai detenuti con il contributo e il monitoraggio di esperti che coinvolge detenuti e figure esperte per offrire una chiave moderna nell’interpretazione di personaggi come Francesca, Pia e Piccarda. Il progetto, dal titolo “E il modo ancor ci offende: da Dante ai giorni nostri” è stato avviato da tempo nell’ambito delle iniziative del 700esimo anniversario della morte di Dante, ha analizzato le figure femminili della Divina Commedia per esplorare le radici della cultura patriarcale e riflettere sul legame tra pubblico, privato e violenza.
di Alessandro Polet
Gente Veneta, 30 novembre 2024
Un desiderio e un proposito di bene, confidato ad una persona amica, da ideale o sogno quasi irrealizzabile diventa invece una splendida realtà, riuscendo a passare attraverso le molte sbarre e i vari passaggi blindati che scandiscono “naturalmente” ogni ingresso ed ogni uscita dal carcere. Succede infatti, qualche tempo, fa che suor Virginiana Dalla Palma, religiosa delle Figlie di S. Giuseppe del Caburlotto e stabilmente impegnata da anni come volontaria nel carcere maschile veneziano di S. Maria Maggiore, incontri in una calle Milena D’Agostino, dipendente del Patriarcato ed impegnata nella Pastorale del turismo con particolare attenzione al servizio volontario di guida e accompagnamento ai visitatori della basilica di S. Marco e dei suoi magnifici mosaici.
di Marina Piccone
L’Osservatore Romano, 30 novembre 2024
Il progetto del volume “I volti della povertà in carcere” nasce “plurimo”; è stato sostenuto, tra gli altri, da “L’Osservatore Romano”, “L’Osservatore di Strada”, la Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti, Giacinto Siciliano, provveditore della Regione Lazio, già direttore del carcere di San Vittore, Giuliano Crepaldi, della Società San Vincenzo de Paoli di Roma. L’incontro del 28 novembre scorso, arricchito da una mostra fotografica allestita nel Chiostro di Santa Maria sopra Minerva, a Roma, è stato aperto da un videomessaggio di saluto di Juan Manuel Buergo Gómez, presidente generale, e Antonio Gianfico, direttore generale internazionale della Società San Vincenzo dè Paoli, e da Giovanni Russo, a capo del Dap, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Sono intervenuti - oltre agli autori del libro, Rossana Ruggiero e Matteo Pernacelsi - tra gli altri, Roberto Turrini Vita, garante nazionale dei detenuti, Francesco Bonini, rettore dell’università Lumsa, don Dario Acquaroli, direttore della Comunità don Lorenzo Milani di Sorisole (Bergamo), Roberto Pagani (Forum Terzo Settore) e il provveditore Siciliano.
di Vitalba Azzollini*
Il Domani, 30 novembre 2024
La ministra Roccella, annunciando un testo unico che raccoglierà le disposizioni per contrastare la violenza di genere, ha affermato che “avrà un impatto anche sul fronte del cambiamento culturale”. Ma la cultura non si cambia per decreto: se mancano campagne di sensibilizzazione, programmi educativi o altre iniziative svolte in via continuativa, in grado di acuire la consapevolezza. Nella giornata contro la violenza sulle donne, il 25 novembre scorso, la ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità, Eugenia Roccella, ha annunciato l’inizio dei lavori per la redazione di un testo unico di raccolta delle disposizioni sul contrasto a tale tipo di violenza. La ministra ha sottolineato il fatto che il testo “avrà un impatto anche sul fronte del cambiamento culturale”.
di Simona Musco
Il Dubbio, 30 novembre 2024
Il dl Flussi avrà un impatto significativamente negativo sull’organizzazione e sul funzionamento dei tribunali italiani in materia di protezione internazionale, mettendo a rischio le risorse del Pnrr. A dirlo è la Sesta Commissione del Csm, in un parere che verrà votato il 4 dicembre e che verrà poi inviato al governo. A votare contro solo il laico di centrodestra Felice Giuffrè. La normativa introduce la composizione monocratica dei tribunali per le decisioni relative alla protezione internazionale, contrariamente alla precedente composizione collegiale. Un cambiamento che, combinato con l’introduzione della possibilità di presentare un reclamo in appello contro le decisioni monocratiche, mira a gestire meglio il flusso di casi, ma potrebbe anche portare a un aumento del numero di ricorsi e a rallentamenti nei tempi di risposta, dato che le Corti d’Appello dovranno occuparsi di nuove impugnazioni. I dati suggeriscono che il numero di ricorsi e la durata dei procedimenti continuano a crescere, con una durata media dei procedimenti in aumento (oltre 900 giorni per le impugnazioni nel periodo 2023- 2024), creando una situazione di “sofferenza” nei tribunali, che sono chiamati a smaltire una mole di lavoro sempre maggiore.
di Livio Pepino
volerelaluna.it, 29 novembre 2024
Il carcere scoppia: il 31 ottobre i detenuti hanno raggiunto il numero di 62.110 superando di nuovo, dopo 13 anni, la soglia, delle 62.000 presenze; i suicidi di persone detenute sfiorano le 80 unità; gli atti di autolesionismo non si contano; l’ordine nei luoghi di detenzione è assicurato solo da una violenza diffusa e dall’uso generalizzato di psicofarmaci.










