di Paolo Frosina
Il Fatto Quotidiano, 20 novembre 2024
Ma al plenum le correnti si sono spaccate. Meglio un sistema più rigido, con un’inedita griglia di punteggi per ridurre al minimo il potere delle correnti, o uno più “largo”, che lascia maggiore discrezionalità limitandosi a mettere ordine nella giungla dei criteri di valutazione? Il dibattito riempie da settimane le chat e le mailing list di giudici e pm in vista di un voto decisivo a cui mercoledì sarà chiamato il Consiglio superiore della magistratura: l’approvazione del nuovo Testo unico sulla dirigenza giudiziaria, la circolare interna che fa da vademecum per le scelte dei capi di Procure, Tribunali e Corti di tutta Italia.
Il Fatto Quotidiano, 20 novembre 2024
La Consulta: “Violato il diritto delle donne”. Non è un lavoro per soli uomini. La Corte costituzionale, con la sentenza n. 181, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale il decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 95, nella parte in cui distinguono secondo il genere, in dotazione organica, i posti da mettere a concorso nella qualifica di ispettore del Corpo di Polizia penitenziaria. Le disposizioni in esame erano state censurate dal Consiglio di Stato per la violazione dei principi di eguaglianza e ragionevolezza (art. 3 Cost.) e, in riferimento all’art. 117, primo comma, per il contrasto con il principio di parità di trattamento fra uomo e donna, sancito dal diritto dell’Unione europea.
di Fulvio Fulvi
Avvenire, 20 novembre 2024
L’ultima vita perduta è quella di un tunisino di 28 anni che si è impiccato a Genova Marassi. Aumentano le aggressioni. A Milano San Vittore sovraffollamento record. Dietro le sbarre si muore ancora. Sono 81 i suicidi di persone detenute dall’inizio dell’anno nelle carceri italiane. E 131 sono quelle decedute per altre cause: 212 vittime in tutto, un numero mai così alto dal 1992, e l’anno deve ancora finire. Nel tragico conto vanno aggiunti, inoltre, i 7 agenti di polizia penitenziaria che si sono tolti la vita negli ultimi dieci mesi. Un altro segno che al disagio e alla disperazione di chi vive “dentro” non è stata ancora data una risposta concreta.
rainews.it, 20 novembre 2024
Da chiarire le circostanze del decesso. Giuseppe Caforio lancia l’ennesimo allarme sulla condizione degli istituti penitenziari. Ancora tensioni nelle carceri umbre, ancora proteste dei detenuti contenute a fatica dal personale della polizia penitenziaria. Succede a Capanne questa volta, dove a scatenare la sommossa è la morte, per cause naturali, di un detenuto nigeriano di 37 anni in attesa di giudizio. Minuti concitati durante i quali, mentre gli agenti prestavano i primi soccorsi dopo la scoperta dell’uomo agonizzante in cella e in attesa dell’arrivo del personale del 118, i detenuti hanno iniziato a protestare cercando di uscire in corridoio lamentando ritardi nell’intervento e scarsa informazione.
di Mackda Ghebremariam Tesfaù
Il Domani, 20 novembre 2024
Un mese dopo la tragica morte di Moussa Diarra, colpito da un colpo di arma da fuoco sparato da un agente della Polizia nella stazione di Verona Porta Nuova, su quanto accaduto ci sono sempre meno luci e più ombre. Il 31 ottobre, infatti, una rete locale, velocemente ripresa da altri media e testate nazionali, ha diffuso la notizia che i video delle telecamere di sorveglianza - inaccessibili perché sotto segreto istruttorio - avrebbero ritratto Moussa Diarra intento ad aggredire i poliziotti a distanza ravvicinata. Per questa ragione, il 12 novembre Paola Malavolta e Francesca Campostrini, avvocate di Djemagan Diarra, fratello di Moussa, hanno chiesto di poter visionare i contenuti delle telecamere, dato che da giorni la stampa dava per assodata questa ricostruzione dei fatti. Il giorno successivo, il procuratore di Verona Raffaele Tito, dichiara che la telecamera centrale è stata oggetto di un malfunzionamento.
di Nicola Maria Servillo
bolognatoday.it, 20 novembre 2024
Il racconto dell’ex sottosegretario alla Giustizia, Franco Corleone, che dopo la visita alla casa circondariale bolognese lancia l’allarme: “Sta diventando una discarica sociale”. Ha visitato il carcere della Dozza in questi giorni il politico e attivista Franco Corleone. Fondatore e presidente della Società della ragione onlus, ex sottosegretario alla Giustizia nei governi Prodi I, D’Alema I e II e Amato II, ha dedicato gran parte della sua carriera alla difesa dei diritti umani e alla promozione di politiche alternative alla detenzione. Dopo la visita alla casa circondariale bolognese, avvenuta lo scorso mercoledì, lo storico esponente radicale ha fatto il punto sulla crisi della struttura e formulato una serie di proposte per assecondare i bisogni dei detenuti e del personale carcerario.
di Simona Lorenzetti
Corriere di Torino, 20 novembre 2024
Violenze al Lorusso e Cutugno, in aula l’ex comandante del Nic. “Contro di me oltre 200 lettere anonime in cui venivo diffamato. Furono spedite a diverse persone che gravitavano nel mio ambiente lavorativo: al direttore del carcere di Torino Domenico Minervini e a molti colleghi”. Il retroscena racconta il clima che serpeggiava tra gli uomini della polizia penitenziaria torinese all’indomani delle misure cautelari emesse nell’autunno 2019 per le presunte violenze a cui venivano sottoposti alcuni detenuti del padiglione C del Lorusso e Cutugno, quelli rinchiusi per crimini sessuali. A svelare il contesto di rabbia e indignazione è stato l’ex comandante regionale del Nic (Nucleo investigativo centrale della polizia penitenziaria) Roberto Streva in occasione della sua audizione nel processo in cui sono imputati 22 agenti, la maggior parte per tortura.
di Francesco Patanè
La Repubblica, 20 novembre 2024
Altri 14 agenti sono stati sospesi. A incastrarli le telecamere installate dopo le denunce dei reclusi. Sono accusati di tortura e abuso d’autorità. Undici agenti penitenziari in servizio nel carcere “Pietro Cerulli” di Trapani sono stati arrestati e messi ai domiciliari. Altri 14 sono stati sospesi dal servizio in esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip di Trapani su richiesta del procuratore capo Gabriele Paci. Per i 25 indagati i reati contestati, a vario titolo e in concorso, sono nel dettaglio, tortura, abuso di autorità contro detenuti, falso ideologico, calunnia, nei confronti di persone detenute nella casa circondariale di Trapani. Complessivamente sono 46 gli indagati per cui è scattata la perquisizione domiciliare.
di Alfredo Marchetti
La Nazione, 20 novembre 2024
L’inclusione passa dal lavoro. Il progetto presentato ieri mattina offre un doppio vantaggio al recluso e alle imprese: sgravi fiscali per le aziende che partecipano e un nuovo inizio per chi ha commesso un errore. Un nuovo inizio è possibile per tutti. Commettere un errore ci fa scoprire chi siamo, ovvero esseri umani. E se c’è il pentimento e la voglia di riscatto, è doveroso dare una seconda chance. E proprio così si chiama l’associazione che fa da tramite tra aziende e casa di reclusione di Massa (già modello virtuoso), per il progetto che punta a far uscire i detenuti più meritevoli per entrare nel mondo del lavoro e, una volta scontata la pena, avere uno strumento in più per stare nella società legalmente.
cagliaripad.it, 20 novembre 2024
Per l’assessora al Lavoro, compito delle istituzioni è quello di consentire a chi sta scontando una pena di avere la possibilità di costruire il proprio percorso di rientro nella società. L’assessora del Lavoro Desirè Manca ha espresso la necessità di avviare maggiore formazione nelle carceri nel corso di un incontro con la Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Irene Testa, e i Garanti degli istituti penitenziari di tutti i territori della Sardegna. “Su una popolazione carceraria di centinaia di detenuti, nei casi più critici, soltanto poche decine di persone hanno la possibilità di accedere ad un corso di formazione, di essere impegnate durante la giornata, ma soprattutto di avere una nuova opportunità per riprendere in mano la propria vita e riabilitarsi, di reinserirsi nella società grazie a un impiego”.
- Volterra (Pi). Studio, teatro, cene galeotte: se il carcere “funziona” si abbassa il rischio recidiva
- Palermo. Laboratorio di lettura con detenuti e giovani adulti in misure alternative
- Per un carcere diverso, il teatro della Compagnia della Fortezza diventa un film
- Femminicidi: dati, numeri e parole
- Le parole della politica che ci riportano indietro










