di Eleonora Martini
Il Manifesto, 25 ottobre 2024
Procede veloce verso il via libera definitivo il pacchetto di norme penali malgrado il secondo no del Tar del Lazio al decreto Schillaci. Finite le audizioni, il 7 novembre è il limite per la presentazione degli emendamenti. Il tribunale amministrativo sospende il provvedimento ministeriale. Finito anche al Senato il breve (e, a quanto pare, assai poco considerato) ciclo di audizioni nelle commissioni riunite Affari costituzionali e Giustizia, il ddl Sicurezza viaggia dritto e veloce verso l’approvazione definitiva. Il 7 novembre è il giorno fissato per il termine di presentazione degli emendamenti, ma la maggioranza già fa i conti con i voti in bilico e i mugugni interni sempre più forti che riecheggiano i malumori delle imprese del nord, tanto che qualcuno minaccia un improbabile voto di fiducia (mai ben visto in materia penale).
di Gaetano Mineo
Il Tempo, 25 ottobre 2024
Anche l’Associazione europea dei giudici (Eaj) si è unita al coro italiano di critiche contro la riforma della separazione delle carriere in magistratura promossa dal governo. Con una lettera indirizzata alla premier Giorgia Meloni e al ministro della Giustizia Carlo Nordio, l’Eaj ha espresso preoccupazioni, affermando che la riforma potrebbe mettere a rischio l’indipendenza della magistratura. Ma quanto di queste preoccupazioni è reale e quanto invece è dettato da interessi di una parte della magistratura che non vuole perdere il proprio potere? Il dibattito è vecchio e complesso. Giovanni Donzelli, esponente di Fratelli d’Italia, ha dichiarato in un’intervista al Corriere che il vero problema non è la riforma, ma l’incapacità di accettare che il governo Meloni sia legittimo e deciso a intervenire. “Il clima agitato non è causato dalle nostre riforme” ha spiegato Donzelli, “ma da chi non si è rassegnato al fatto che Giorgia Meloni ha vinto le elezioni”. “Non c’è uno scontro con la magistratura - ha precisato - ci sono alcuni magistrati politicizzati che si oppongono alla nostra volontà di riformare la giustizia”.
Corriere della Sera, 25 ottobre 2024
L’associazione Carcere e territorio è stata ascoltata oggi in Regione. “A Bergamo, venerdì scorso, abbiamo avuto un ulteriore decesso in carcere, un giovane di 34 anni trovato morto in cella. È la punta di un iceberg di una situazione di difficile gestione”. Lo dice Luigi Gelmi, vicepresidente dell’Associazione Carcere Territorio Bergamo che, insieme al presidente Fausto Gritti, è stato ascoltato questo pomeriggio dalla commissione speciale del Consiglio regionale della Lombardia che si occupa degli istituti penitenziari. “La popolazione carceraria ha avuto nel tempo una certa evoluzione verso problemi che riportano spesso al disagio mentale e alla dipendenza - spiega Gelmi. Sul tema della psichiatria, che sappiamo essere uno dei nodi problematici anche sul territorio, l’obiettivo strategico è di creare un Cps (Centro che si occupa di salute mentale, ndr) che faccia da raccordo tra il carcere e i territori di provenienza di queste persone. In attesa di ciò, la soluzione intermedia potrebbe essere di prevedere che in ognuno dei tre distretti della provincia di Bergamo venga individuato un referente delle strutture che si occupano di psichiatria, così avremo un’interlocuzione per le segnalazioni e l’invio nelle comunità che accolgono persone con disagio psichico”.
di Luigi Mastrodonato
Il Domani, 25 ottobre 2024
Nelle note alla relazione di consulenza della procura, si legge che “l’assenza di lesioni traumatiche del distretto cranio-cervicale consente di escludere la morte asfittica, contrariamente a quanto formulato dal medico penitenziario”. Tuttavia non esclude “con ragionevole certezza lo strangolamento con successiva sospensione”. Per sette volte la procura di Oristano aveva respinto la richiesta di svolgere l’autopsia sul corpo di Stefano Dal Corso. La sua morte nel carcere sardo, avvenuta il 12 ottobre 2022, da subito era stata derubricata a suicidio per impiccamento, nonostante nel corso del tempo si fossero accumulati elementi che facevano vacillare quella versione.
di Anna Paola Merone
Corriere della Sera, 25 ottobre 2024
Progetto di “Isaia”. Le divise della Polizia penitenziaria italiana vengono realizzate nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. Ogni anno 33 mila camicie destinate alle guardie carcerarie sono tagliate e cucite nei laboratori della struttura che nel 2020 fu al centro di uno scandalo finito sulla stampa nazionale: i detenuti chiedevano test e mascherine dopo un caso di Covid e la loro protesta venne repressa con la violenza. Circa 100 gli agenti di polizia penitenziaria - oltre ai vertici del Dap e ad alcuni medici - finiti al centro di un feroce pestaggio ripreso con cruda evidenza dalle telecamere di videosorveglianza del carcere.
di Barbara Apicella
monzatoday.it, 25 ottobre 2024
Votata all’unanimità la mozione presentata dal consigliere comunale Paolo Piffer (Civicamente). Diverse le soluzioni al vaglio per permettere ai lavoratori e ai familiari (ma non solo) di raggiungere il carcere coi mezzi pubblici. Quello che da alcuni politici è stato definito “l’undicesimo quartiere” di Monza non sarà più isolato. Adesso per raggiungere il carcere non sarà più indispensabile essere automuniti. Il Comune si attiverà con l’Agenzia di bacino e con il Trasporto pubblico locale per individuare una modalità (una nuova fermata, una navetta, un autobus a chiamata) per permettere di raggiungere Sanquirico coi mezzi pubblici.
di Francesca Morandi
laprovinciacr.it, 25 ottobre 2024
Dal 4 al 6 novembre: “Misure antidemocratiche, Stato onnivoro”. “Più galera, più controllo, più silenzio, più pene corporali: ecco a voi il Decreto sicurezza! Ecco il boccone amaro e indigesto che il legislatore riserva a questo Paese apparentemente muto e sbigottito”. È un ‘manifesto’ durissimo quello con cui la Camera penale della Lombardia orientale ‘Giuseppe Frigo’ (presidente Maria Luisa Crotti) annuncia l’adesione ai tre giorni di sciopero, dal 4 al 6 novembre, contro il ddl sicurezza all’esame del Parlamento. Incroceranno le braccia anche i penalisti della Camera penale di Cremona e Crema ‘Sandro Bocchi’, presieduta dall’avvocato Micol Parati.
sienanews.it, 25 ottobre 2024
Promuovere progetti di reinserimento sociale e lavorativo di persone detenute nel carcere di San Gimignano attraverso arte, cultura, percorsi di cittadinanza attiva e di educazione alla legalità. È questo l’obiettivo primario del protocollo d’intesa sottoscritto ieri, mercoledì 23 ottobre, da Arci Siena Aps, alla presenza della presidente del comitato provinciale, Serenella Pallecchi, con la casa di reclusione di San Gimignano, rappresentata dal direttore Maria Grazia Giampiccolo.
canosaweb.it, 25 ottobre 2024
Una visita attesa, accolta con piacere e senso di amicizia, quella compiuta dal Prefetto di Macerata, dottoressa Isabella Fusiello, nativa di Andria, che nei giorni scorsi è giunta accompagnata dal professor Giuseppe Losappio, docente ordinario di diritto penale all’ateneo barese, presso la Masseria San Vittore di Andria. Il progetto diocesano “Senza Sbarre” è ormai un rinomato ed apprezzato programma di reinserimento di detenuti ed ex detenuti delle carceri pugliesi ed italiane, ammessi a programmi alternativi alla detenzione e pertanto conoscerlo da vicino diventa una occasione di studio e di approfondimento. Propria la drammatica attualità dell’emergenza carceraria, delle condizioni di vita negli istituti di pena nazionali, del loro sovraffollamento e delle iniziative volte alla rieducazione dei detenuti sono stati al centro della visita del Prefetto Fusiello. Attraverso il lavoro e le attività agroalimentari connesse alla masseria San Vittore, estesa su una superficie di 10 ettari dell’altopiano murgiano, in cui è ospitato nel territorio di Andria questo innovativo progetto voluto fortemente dal Vescovo diocesano Mons. Luigi Mansi, diventato con gli anni un valido esempio di giustizia riparativa.
di Massimiliano Nerozzi
Corriere di Torino, 25 ottobre 2024
Oggi pomeriggio al palagiustizia un convegno (e un volume) della Camera penale Vittorio Chiusano. “Prevenire è punire”, ripetono alla Camera penale Vittorio Chiusano: è il titolo di un volume - sull’applicazione delle misure di prevenzione in Piemonte - e l’argomento, oggi (dalle 14 alle 19) nella maxi aula 4 del palagiustizia, di una tavola rotonda con avvocati, magistrati e docenti universitari su, appunto “Le misure di prevenzione tra Costituzione e diritto convenzionale europeo”. Ed è nel corso dell’incontro che verranno presentate statistiche, considerazioni e decisioni dei giudici raccolte nello studio curato dalla Commissione Misure di prevenzione della Camera penale.










