di Elisa Calessi
Libero, 21 agosto 2024
Il segretario Magi: “Liberazione anticipata dei detenuti e capienza fissata per legge in ogni istituto penitenziario”. Il Verde Bonelli: “Bloccare subito il decreto Nordio”. Prevedere il “numero chiuso” per l’ingresso nelle carceri. Un po’ come si fa per alcune università. La proposta è di Riccardo Magi, segretario di +Europa, e si aggiunge à dibattito innescato, come ogni estate, ma forse quest’anno di più, dall’inaccettabile sovraffollamento delle carceri e dai troppi casi di suicidi. “Il governo”, ha spiegato il segretario di +Europa, “ha una responsabilità politica diretta della situazione drammatica delle carceri”.
di Andrea Delmastro*
Libero, 21 agosto 2024
C’è da chiedersi perché gli esecutivi precedenti non siano intervenuti: la sinistra si ricorda delle condizioni di vita dentro le celle solo quando è all’opposizione. I numeri dimostrano che le misure alternative funzionano. Caro direttore, ho letto la riflessione che lei ha aperto sul sovraffollamento e sulla necessità di un imponente piano di edilizia carceraria, Condivido integralmente il suo pensiero e il governo sta agendo coerentemente: da quando sono nato esiste il sovraffollamento, da quando sono nato ciclicamente arrivano svuota-carceri, variamente definiti, che altro non rappresentano che colpi di spugna che erodono la certezza della pena e aggravati dal fatto che non hanno funzionato se siamo in queste condizioni.
avellinotoday.it, 21 agosto 2024
Il sindacato vorrebbe che si istituisse tale giornata il 3 settembre, giorno dell’anniversario dell’assassinio del Generale Dalla Chiesa. “Lo Stato dev’essere presente e visibile.” Le parole di Carlo Alberto Dalla Chiesa riecheggiano come un’accusa in un sistema carcerario che di visibile ha solo le mura di cinta. L’Osapp (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) propone di istituire il prossimo 3 settembre, anniversario dell’assassinio del Generale Dalla Chiesa, una giornata di verità sulle nostre carceri.
di Liana Milella
La Repubblica, 21 agosto 2024
Dalla legge-bavaglio alla separazione delle carriere alle modifiche sulla Severino, il centrodestra accelera. Nel mirino di Nordio la custodia cautelare. Potrebbe passare alla storia come “l’autunno caldo” della giustizia. Per via della forza dei numeri di una maggioranza di governo che, proprio se si parla di arresti e inchieste, vede in piena sintonia le idee e soprattutto le proposte di Enrico Costa di Azione. Non fosse bastato il bavaglio ai giornalisti - segreta l’ordinanza di custodia cautelare, tranne il solo capo d’imputazione, cioè poche righe, “grazie” al sottosegretario Andrea Delmastro che sta per arrivare in consiglio dei ministri - ecco l’ultimissima idea di Costa, l’intervento del giudice disciplinare sui magistrati nei casi di un’accertata ingiusta detenzione.
di Mauro Bazzucchi
Il Dubbio, 21 agosto 2024
Nei giorni dello scontro più duro con la magistratura, la premier Meloni fa sapere che non ha alcuna intenzione di trattare sulle riforme in agenda. E così, nei giorni del presunto complotto contro la sorella, il governo tira dritto sulla separazione delle carriere. Per Santalucia le polemiche servono ad accelerare la riforma. Pagano (Fi): “Avanti come previsto”. “Vengono costruite ad arte insidie del tutto inconsistenti per poi poter dire che la magistratura va riformata e dare così sostegno a riforme improvvide come quelle in cantiere”. Il presidente dell’Anm, Giuseppe Santalucia, nell’intervista concessa ieri a Repubblica per rintuzzare la tesi della maggioranza secondo cui vi sia una trama occulta delle toghe per indagare la sorella maggiore della premier e azzoppare così il governo, con un volo semi- pindarico ha finito per svelare ancora una volta cosa preme maggiormente ai magistrati in questa fase. Rifiutando sdegnosamente la teoria del complotto delle toghe, infatti, Santalucia ha montato quella del complotto contro le toghe, il cui fine primario del governo e dei media fiancheggiatori sarebbe quello portare a casa la contestata riforma dell’ordinamento giudiziario, licenziata dal Consiglio dei ministri prima delle elezioni europee, contente la separazione delle carriere e attualmente in esame alla commissione Affari costituzionali di Montecitorio, dove prima di entrare nel merito del provvedimento dovrà essere svolto un ciclo di audizioni. Il polverone sollevato dalle presunte indiscrezioni circa l’inchiesta a carico di Arianna Meloni per traffico d’influenze, dunque, stando alle tesi del numero uno dell’Anm, servirebbe non tanto per stoppare eventuali azioni della magistratura politicizzata, quanto per facilitare il percorso del ddl Nordio. Nello scontro ormai trentennale tra poteri che accompagna vita politica italiana vi sono fasi acute come la presente, e Santalucia continua a lavorare per sbarrare il passo alla riforma più invisa. Tanto che, alla domanda se la polemica di questi giorni fosse il pretesto per fare la riforma più in fretta, ha risposto “è assolutamente probabile”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 21 agosto 2024
Il deputato di Azione annuncia un emendamento al ddl Sicurezza. Dal 2018 al 2023 abbiamo speso più di 190 milioni, sanzioni solo nello 0,2% degli errori. “A settembre presenterò un emendamento al ddl sicurezza per fare in modo che ogni fascicolo di ingiusta detenzione pagata dallo Stato venga automaticamente trasmesso al titolare dell’azione disciplinare nei confronti dei magistrati, e anche alla Corte dei Conti. Oggi a pagare è solo lo Stato, non chi sbaglia”. Questo l’annuncio lanciato dal deputato e responsabile Giustizia di Azione Enrico Costa dalla piattaforma X.
di Errico Novi
Il Dubbio, 21 agosto 2024
Nel 2023 solo 700 istanze, e il trend non sembra migliorare: si rischia la soppressione del fondo. Il dato non migliora. Non sembrerebbe, almeno. Non esiste ancora una statistica completa ma, dalle “proiezioni” che il ministero della Giustizia può fare al momento, le domande per ottenere il rimborso delle spese legali in seguito a un’assoluzione sono di gran lunga inferiori alle attese, anche per il 2024. Non si potrà che attendere la fine dell’anno, prima di tirare le somme e comunicare quanti cittadini risultati innocenti hanno chiesto, e ottenuto, il ristoro. Ma intanto a via Arenula sono preoccupati. Sanno che la persistente esiguità delle istanze (nel 2023 erano state appena 700, per un importo erogato di 2 milioni 800mila euro, a fronte dei quasi 14 milioni disponibili) è un segnale tanto incomprensibile quanto pericoloso, perché può portare al taglio dello stanziamento. E hanno deciso così di trasferire all’esterno un allarme il più possibile chiaro: da settembre, i dati sul rimborso introdotto nel 2021 saranno disponibili e accessibili a tutti sul sito del dicastero guidato da Carlo Nordio. Che intende far arrivare il il seguente messaggio: si tratta di un’opportunità preziosa, che anzi l’attuale guardasigilli, nei primi mesi del proprio mandato, aveva tenuto a rafforzare, con la richiesta, accolta, di un forte incremento del fondo (dagli 8 milioni previsti all’epoca di Alfonso Bonafede ai 15 milioni inseriti nella Manovra per l’anno 2023), ma attenzione, perché se per il terzo anno consecutivo, nel 2024, si confermasse lo scarso successo di questo istituto, il pericolo è che l’Esecutivo tagli, o addirittura sopprima, il relativo fondo. Già nella legge di Bilancio per il 2024 una pur piccola riduzione c’era stata: da 15 milioni, si era passati a 13 milioni e 740mila, per una “sforbiciata” di poco inferiore al 10%.
di Giulia Merlo
Il Domani, 21 agosto 2024
Per l’ex procuratore antimafia: “FdI vuole indebolire la magistratura”. Poi ricorda Falcone: “Voleva rispetto e collaborazione con la politica”. “La guerra tra poteri è la negazione dello stato di diritto” è la sintesi di Franco Roberti, ex procuratore nazionale antimafia ed ex europarlamentare del Pd, per commentare lo scontro tra magistratura e governo in merito alla presunta ma inesistente inchiesta su Arianna Meloni.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 21 agosto 2024
L’associazione Coscioni: non rispettano il diritto alla salute, le istituzioni facciano qualcosa. Una diffida alle Asl affinché facciamo rispettare quel che oggi non viene garantito, il diritto alla salute nelle carceri, toscane e non solo. L’iniziativa dell’associazione radicale Luca Coscioni chiama in causa le aziende sanitarie, ma punta anche il dito sul sovraffollamento (a Sollicciano 130%) e sulle istituzioni che “non prendono provvedimenti adeguati all’emergenza”. Nove giorni vissuti in carcere in condizioni “disumane e degradanti” ne valgono uno di libertà. O una contropartita di 8 euro al giorno. È l’effetto della sentenza Torrigiani, che in Toscana riguarda tutti gli istituti, dipende dal momento: è facile ottenere ragione se si è detenuti a Sollicciano; a seconda delle sezioni e del sovraffollamento è altrettanto semplice ottenere lo sconto a Massa e Pistoia, mentre legali stanno lavorando per dare la stessa possibilità ai detenuti della Dogaia di Prato.
di Nicoletta Gigli
Il Messaggero, 21 agosto 2024
Il Garante, Giuseppe Caforio: “A Terni i detenuti come gli animali in batteria”. “Violazione strutturale del diritto alla salute” dei detenuti delle quattro carceri umbre. Con questa motivazione l’associazione Luca Coscioni diffida ad adempiere anche le due Usl dell’Umbria, chiamate in causa con altre cento unità sanitarie locali per le condizioni che ci sono negli istituti di pena italiani. L’Umbria è al vertice della classifica del sovraffollamento, stimato al 119 per cento per la presenza di mille e 531 detenuti uomini e di 69 donne. È il carcere di Terni ad avere il primato delle celle che scoppiano, con 562 detenuti, 140 in più rispetto alla capienza regolamentare. Il sovraffollamento riguarda anche Perugia, Spoleto e in misura minore Orvieto.
- Piemonte. Carceri, la violenza tra le rovine
- Sicilia. Nelle prigioni siciliane l’estate si trasforma in una prova di resistenza
- Milano. “Nel carcere di San Vittore nessun trattamento inumano: solo disagio”
- Milano. Ilaria Salis: “San Vittore un inferno, anche l’Italia viola i diritti dei detenuti”
- Genova. In sedia a rotelle a Marassi, sollevato dagli altri detenuti per poter andare in bagno










