di Giulia Merlo
Il Dubbio, 12 luglio 2024
Il professore spiega la toppa del nuovo reato di peculato per distrazione. “L’ipotesi di incostituzionalità dell’abrogazione non è ancora esclusa”. In un trucco da illusionista, il guardasigilli Carlo Nordio ha da un lato abrogato l’abuso d’ufficio, dall’altro lo ha parzialmente reintrodotto con il peculato per distrazione. Con un obiettivo: evitare la procedura di infrazione Ue. Segno che anche il governo ha ben chiari i rischi di incostituzionalità. “L’abuso d’ufficio è reato in tutti i paesi europei tranne da noi, ora”, e “il vuoto di tutela per i cittadini nei confronti dei pubblici funzionari infedeli è evidente”, spiega Gian Luigi Gatta, ordinario di diritto penale presso l’università di Milano e già consigliere giuridico della ministra della Giustizia, Marta Cartabia.
di Grazia Longo
La Stampa, 12 luglio 2024
Il presidente dell’Anticorruzione: “Così si creano vuoti normativi Rischiamo di ritrovarci davanti a casi di incomprensibili impunità”. Sono molti i dubbi e le perplessità di Giuseppe Busia, presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac in sigla). Sull’abolizione dell’abuso d’ufficio “non voglio entrare nel dibattito politico. Ricordo solo che in generale dai presidi anticorruzione dipende anche la crescita economica e lo stesso conseguimento degli obiettivi Pnrr: occorre garantire trasparenza e imparzialità dell’amministrazione per evitare che venga meno la fiducia dei cittadini nelle istituzioni”.
di Mauro Bazzucchi
Il Dubbio, 12 luglio 2024
La commissione Affari costituzionali della Camera scalda i motori sulla “madre” di tutte le riforme. Audizioni dalla prossima settimana. La macchina della separazione delle carriere si è messa in moto, ma per aver un buon abbrivio dovrà ancora attendere un po’. Quello che è certo, è che l’approvazione del ddl Nordio sull’abuso d’ufficio e sulle intercettazioni, col voto favorevole dei centristi dell’opposizione, ha dato al percorso della “madre” di tutte le riforme della giustizia nuova linfa.
di Antonio Alizzi
Il Dubbio, 12 luglio 2024
L’avvocato Ugo Ledonne, del foro di Cosenza, si era opposto alle domande che il giudice aveva rivolto al testimone già sentito ad indagini difensive. La controversia è nata quando il penalista Ledonne ha ritenuto che tali domande potessero compromettere la genuinità delle risposte, inducendo il teste a fare confusione sugli eventi. Ricordiamo che il diritto di opporsi a domande suggestive o nocive è un pilastro fondamentale del contraddittorio. Tale diritto trova fondamento nel comma 6 dell’articolo 499 del codice di procedura penale e nella giurisprudenza della Corte di Cassazione (Cass. Sez. IV, 6.2.2020 n° 15331, n. sez. 251/ 2020).
di Marina Castellaneta
Il Sole 24 Ore, 12 luglio 2024
Tutela rafforzata per gli avvocati, essenziali per amministrare la giustizia. Interpretato l’articolo 8 della Cedu sul diritto al rispetto della vita privata. La Corte europea dei diritti dell’uomo rafforza il diritto alla difesa anche attraverso la protezione degli avvocati che, in base alla Convenzione europea, devono beneficiare di una tutela rafforzata in quanto essenziali nell’amministrazione della giustizia. Pertanto, per Strasburgo, le autorità nazionali non possono controllare i documenti di un avvocato che va in carcere per conferire con il proprio cliente.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 12 luglio 2024
Lo hanno chiarito le Sezioni unite penali, sentenza n. 27727 depositata oggi, affermando un principio di diritto, al termine di una dissertazione di 50 pagine. Sì alla differenziazione delle posizioni tra i concorrenti nel reato di cessione di sostanza stupefacenti. È possibile, infatti, attribuire soltanto ad alcuni la “lieve entità” sulla base dei “mezzi”, delle “modalità o delle circostanze” dell’azione. Lo hanno chiarito le Sezioni unite penali, sentenza n. 27727 depositata oggi, affermando, al termine di una dissertazione di 50 pagine, che: “il medesimo fatto storico può configurare, in presenza dei diversi presupposti, nei confronti di un concorrente, il reato di cui all’art. 73, co. 1 ovvero co. 4, del Dpr 9 ottobre 1990 n. 309 e nei confronti di altro concorrente il reato di cui all’art. 73, comma 5, del medesimo Dpr”.
di Rinaldo Frignani
Corriere della Sera, 12 luglio 2024
Stefano Anastasia ha tracciato il bilancio del 2023 in 14 istituti di pena nella regione. Problemi e gravi carenze a Regina Coeli e a Rebibbia. Detenuti in aumento a Casal del Marmo e anche al Cpr di Ponte Galeria. Sovraffollamento cronico, strutture che necessitano di interventi urgenti, suicidi dietro le sbarre (anche di personale della polizia penitenziaria, come accaduto lo scorso fine settimana), episodi di autolesionismo e dipendenze da farmaci e stupefacenti (il 50% del totale in regione rispetto al 25-29% nazionale). Un quadro inquietante quello descritto ieri dal Garante dei detenuti del Lazio Stefano Anastasia presentando in Consiglio regionale la Relazione 2023 sull’attività del suo ufficio.
di Marco Feliziani
Il Messaggero, 12 luglio 2024
Presentata una denuncia sulla morte del 30enne romeno, avvenuta mercoledì in carcere. Una morte, subito liquidata come naturale, che ha portato oltre 50 detenuti del penitenziario alla rivolta. L’altro ieri nel carcere Nicandro Nizzo la giornata è stata infernale, la miccia della protesta presto diventata rivolta sarebbe stata proprio la morte del detenuto 30enne. La vittima è Alexandru Bustei, romeno finito in cella per rapina impropria. A presentare la denuncia l’avvocato del foro di Frosinone Danilo Dipani.
di Gianpaolo Sarti
La Repubblica, 12 luglio 2024
Rivolta nel carcere di Trieste, con incendi e urla. Tutte le strade attorno alla casa circondariale, che si trova in centro, sono state chiuse per ragioni di sicurezza e polizia e carabinieri si sono schierati in tenuta antisommossa per un blitz nella struttura. Dopo un tentativo di mediazione tra agenti in strada e detenuti, anche il responsabile carcere della Camera penale Enrico Miscia e la Garante per i detenuti Elisabetta Burla hanno provato ad avviare un negoziato ma anche questo tentativo è fallito. Le forze dell’ordine, in tenuta anti-sommossa, hanno fatto irruzione nella struttura e sembra che ci siano stati scontri. Stando a quanto si apprende, ci sarebbero stati scontri tra le persone detenute e gli agenti. Dall’esterno si sono sentite urla, rumore di vetri rotti e si percepisce un forte odore di bruciato.
di Federica Nannetti
Corriere di Bologna, 12 luglio 2024
Una situazione “a dir poco allarmante”, anzi, “fuori controllo” per certi aspetti: incendi, ricoveri in ospedale per assunzione eccessiva di farmaci, opposizioni rispetto alla misura di isolamento disciplinare. A denunciare, ancora una volta, la grave condizione del carcere bolognese della Dozza, già provato dal sovraffollamento - al momento i detenuti sono 845, a fronte di circa 500 posti - e dalla carenza cronica di personale, è stata ieri, scrivendo direttamente al provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria, la Fp Cgil, che ha ribadito come “gli eventi critici” si stiano susseguendo a un “ritmo vertiginoso”. “Le pretese dei carcerati”, poi, risultano essere sempre “più pressanti”, ha aggiunto il sindacato, segnalando anche come ai nuovi arrivati vengano fornite lenzuola di carta, in mancanza di quelle regolamentari.
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