di Maria Teresa Meli
Corriere della Sera, 11 luglio 2024
La senatrice e vicesegretaria di Azione: la stretta sulle intercettazioni? Nessuno vuole togliere uno strumento importante ma evitare che le conversazioni di chi non c’entra siano pubbliche.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 11 luglio 2024
Se la pena inflitta rientra nei limiti previsti per l’affidamento in prova e il titolo di condanna non è per uno dei reati di prima fascia la semilibertà va concessa senza limiti rispetto al periodo di espiazione. La semilibertà cosiddetta surrogatoria dell’affidamento in prova non prevede quale presupposto di ammissione al beneficio penitenziario che via sia stata una quota di pena già espiata.
di Alessia Candito
La Repubblica, 11 luglio 2024
Fino a 18 persone in circa 30 metri quadrati, con un gabinetto alla turca, senz’acqua e circondati. Uno si è spento all’Ucciardone sabato pomeriggio dopo aver inutilmente chiesto per mesi di uscire per potersi curare. L’altro si è lasciato morire rinunciando ad acqua e cibo per protestare contro una condanna che credeva ingiusta. “Due morti annunciate nel giro di una settimana, è così che si vuole risolvere il sovraffollamento delle carceri in Sicilia?”, tuona il presidente regionale di Antigone, Giorgio Bisagna.
firenzetoday.it, 11 luglio 2024
Oltre al dramma dei suicidi aumentano gesti autolesivi e aggressioni. “Nelle carceri italiane c’è anche un’emergenza salute mentale. In Toscana i contesti più problematici sono le case circondariali di Sollicciano a Firenze e Le Sughere a Livorno. Oltre al dramma dei suicidi, registriamo purtroppo gesti autolesivi o eterolesivi di cui è difficile avere un numero certo”. A dirlo è la dottoressa Ilaria Garosi, membro del gruppo di lavoro sulla psicologia penitenziaria dell’Ordine toscano, facendo una fotografia dello stato di salute psicologica dei detenuti e degli agenti di polizia penitenziaria nelle carceri toscane. I dati diffusi dal provveditorato dell’amministrazione penitenziaria per la Regione Toscana aggiornati al giugno 2023 registrano quattro suicidi nel carcere fiorentino, 44 gesti di autolesionismo, 128 scioperi della fame e 50 aggressioni al personale di polizia. Lunedì scorso l’ultimo caso eclatante.
di Marianna Rizzini
Il Foglio, 11 luglio 2024
Situazione drammatica, in alcuni casi esplosiva: questo emerge dalla relazione annuale del Garante dei diritti delle persone private della libertà, con riferimento al 2023 e al territorio laziale, e questi dati verranno oggi illustrati al Consiglio regionale guidato da Francesco Rocca dal Garante dei detenuti per il Lazio Stefano Anastasia, con particolare riferimento alla popolazione ristretta nell’istituto penale minorile di Casal del Marmo, nelle Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza (Rems) e nel Centro di permanenza per il rimpatrio di Ponte Galeria.
Augusta (Sr). Storia di Giulio, che ha scelto di morire piuttosto di vivere nell’inferno del carcere
di Irene Carmina
La Repubblica, 11 luglio 2024
Giulio Arena, 67 anni, aveva avviato la protesta nel dicembre scorso. Sottoposto al trattamento sanitario obbligatorio, è spirato in ospedale. Lo sapevano tutti che era solo una questione di giorni. Giulio Arena, ergastolano palermitano di 67 anni, è morto lo scorso 28 giugno all’ospedale di Catania dove era tenuto in vita da una soluzione fisiologica salina, che gli veniva somministrata via flebo giorno e notte. Da dicembre dello scorso anno, mentre scontava la pena nel carcere di Augusta, aveva smesso di bere e di mangiare per protestare contro una condanna che riteneva ingiusta. Arena aveva deciso di lasciarsi morire. “Se va avanti in questo modo non vivrà a lungo”, era stato il grido di allarme lanciato dal garante dei detenuti di Siracusa, Giovanni Villari, sulle pagine di Repubblica a febbraio. È andata esattamente così. “Una morte annunciata, l’ennesima in questo inferno silenzioso che è il carcere”, accusa Pino Apprendi, garante dei detenuti di Palermo.
di Giulia Merlo
Il Domani, 11 luglio 2024
Dopo che un detenuto è morto - sembra per cause naturali - sono scoppiati disordini nella sezione D1. I detenuti si sono barricati e hanno dato fuoco a suppellettili e materassi, nell’istituto si registra da tempo una carenza di personale penitenziario. È esplosa una rivolta nel carcere di Mammagialla, a Viterbo, dopo la morte di un detenuto. L’uomo, 32enne, sarebbe morto per cause naturali. I disordini sono scoppiati a partire dalle 15:45 di mercoledì. I detenuti si sono barricati nella sezione D1 dell’edificio del penitenziario, che ospita solitamente circa cinquanta persone. Sono stati incendiati suppellettili e materassi e sono state lanciate bombolette di gas incendiarie contro i poliziotti penitenziari. Fuori dall’istituto penitenziario si sono radunate le forze dell’ordine, i vigili del fuoco e un’ambulanza. La polizia penitenziaria sta cercando di circoscrivere la protesta e si è in attesa dell’arrivo del gruppo di intervento rapido della polizia penitenziaria da Roma.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 11 luglio 2024
Dopo gli appelli per la giovane tunisina che aveva perso il bambino a Sollicciano. Amira, la 27enne tunisina che aveva diritto ai domiciliari ma non poteva beneficiarne perché senza casa, potrà lasciare Sollicciano: la cooperativa Girasole è pronta ad accoglierla presso casa Luna, una struttura protetta per sole donne. La giovane pochi mesi fa aveva avuto un aborto. In suo favore c’era stato l’appello dell’arcivescovo di Firenze, Gherardo Gambelli. La cooperativa Girasole è pronta ad accogliere Amira presso casa Luna, struttura di accoglienza per sole donne. E così la 27enne tunisina che può beneficiare degli arresti domiciliari (ma che si trova ancora nella sua cella umida a Sollicciano) potrà uscire dal penitenziario fiorentino e scontare fuori la sua pena di quattro anni come previsto dal giudice otto mesi fa.
di Sandra La Fico
Corriere del Mezzogiorno, 11 luglio 2024
Poi la svolta: “Sono libero e ho un lavoro, faccio il cuoco”. Il giovane nigeriano, 26 anni, assolto dall’accusa che l’ha tenuto tre anni in cella, dove ha sviluppato un’infezione, mal curata, alla gamba, è stato assunto dalla cooperativa Etnos di Caltanissetta: “È il nostro orgoglio”. “Sono molto contento, non mi aspettavo tutto questo!”. Con queste parole Famous Williams commenta l’assunzione a tempo indeterminato per la Cooperativa Etnos di Caltanissetta, dopo aver scontato tre anni di carcere da innocente, durante i quali ha subito l’amputazione di una gamba per un’infezione malcurata.
di Gabriele Fusar Poli
Corriere del Veneto, 11 luglio 2024
Non c’è afa che tenga, davanti a temi così delicati e tragici: ha fatto tappa in Campo Santa Margherita a Venezia la maratona oratoria itinerante organizzata dall’Unione delle camere penali per arrestare la piaga dei suicidi in carcere. Il computo totale del 2024 ha raggiunto proprio ieri quota 54, un numero elevatissimo se si pensa che il record negativo - fatto segnare nel 2022 - ha visto 84 detenuti arrivare a togliersi la vita. “Una cifra agghiacciante afferma Renato Alberini, presidente della Camera penale veneziana - che non può e non deve più crescere: bisogna agire subito, perché non c’è più tempo da perdere”.
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