di Valentina Stella
Il Dubbio, 3 giugno 2024
Ancora prima che terminasse la celebrazione dell’udienza preliminare, uno dei protagonisti del “caso Bibbiano”, lo psicoterapeuta Claudio Foti, assolto in via definitiva, fu cacciato da un ristorante emiliano in quanto disse il ristoratore - “non do da mangiare a un lupo che rapisce i bambini”. I giornali lo avevano dipinto in questo modo, così come la psicoterapeuta Nadia Bolognini, di cui erano circolate immagini ritoccate, insieme alle intercettazioni dei carabinieri. I mostri erano stati serviti al pubblico e la loro reputazione rovinata. Poi si è scoperto che questa era una delle tante fake news dell’inchiesta e che nessuno tra gli imputati si era travestito da animale per spaventare i bambini. Ma oggi cosa rimane di quella narrazione?
di Simona Musco
Il Dubbio, 3 giugno 2024
Non c’è stato, negli ultimi anni, uomo tanto deturpato da giornali e social quanto lo psicoterapeuta, simbolo di una inchiesta dalla quale alla fine è uscito da innocente. Claudio Foti il ladro di bambini. Claudio Foti l’abusologo. Claudio Foti il lupo. Non c’è stato, negli ultimi anni, un uomo tanto deturpato dai giornali, dalla selva dei social e dall’opinione pubblica quanto Claudio Foti, lo psicoterapeuta simbolo di un’inchiesta della quale non fa più parte, “Angeli e Demoni”. Condannato in primo grado a 4 anni per lesioni gravi e concorso in abuso d’ufficio, Foti è stato assolto in appello nel 2023, assoluzione confermata ad aprile dalla Cassazione.
di Matteo Vercelli
L’Unione Sarda, 3 giugno 2024
I sindacati di polizia penitenziaria lanciano l’ennesimo appello: “Interventi urgenti, la situazione è drammatica”. Aggressioni, tentativi di suicidio (purtroppo in alcuni casi riusciti), poco personale, accompagnamento di detenuti in Tribunale e negli ospedali con momenti di tensione e violenze: la situazione nei penitenziari sardi non migliora, anzi per i sindacati della Polizia Penitenziaria si tratta di un’emergenza senza fine. Le denunce, le richieste di interventi urgenti, gli appelli all’amministrazione e alla politica non si contano più. E non sembra davvero cambiare niente.
di Francesco Furlan
La Nuova Venezia, 3 giugno 2024
Il 31enne era rinchiuso a Venezia per tentato omicidio: lascia la compagna e tre figli. Un detenuto rinchiuso nel carcere di Santa Maria Maggiore a Venezia si è suicidato, la mattina del 2 giugno, impiccandosi in cella quando gli altri detenuti che condividevano con lui la stanza erano fuori. La vittima è un cittadino rumeno di 31 anni che era in carcere da due mesi per tentato omicidio. L’uomo era stato arrestato a inizio aprile per l’accoltellamento, avvenuto il 26 febbraio in Corso del Popolo, del titolare del bar Skb, al civico 90. Ubriaco, al rifiuto del barista di pagare il conto il giorno successivo, aveva accoltellato il titolare bengalese del locale.
di Jacopo Norfo
castedduonline.it, 3 giugno 2024
“Un tentativo di suicidio, per impiccagione, verificatosi venerdì nella Casa Circondariale di Cagliari-Uta, si è trasformato in una tragedia in Ospedale. Dopo due giorni di agonia in rianimazione, un ragazzo di 23 anni, extracomunitario, si è spento stamattina”. Un tentativo di suicidio, per impiccagione, verificatosi venerdì nella Casa Circondariale di Cagliari-Uta, si è trasformato in una tragedia in Ospedale. Dopo due giorni di agonia in Rianimazione, un ragazzo di 23 anni, extracomunitario, si è spento stamattina. Una notizia ancora più sconfortante in una giornata in cui l’Italia festeggia il 78/esimo anniversario della Repubblica e la Costituzione”. Lo afferma Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme ODV” sottolineando che “ogni suicidio in carcere è una tragedia che addolora e la cui responsabilità ricade sullo Stato incapace di garantire la sicurezza a ciascuna persona detenuta. Questo di Cagliari-Uta è il secondo suicidio, in due mesi, dall’inizio dell’anno”.
Il Giornale di Trani, 3 giugno 2024
Una “Maratona oratoria a staffetta” per dire “basta” ai suicidi in carcere, e non solo. La promuove l’Unione delle camere penali italiane, è partita ieri mattina da Catanzaro, proseguirà in tutta Italia e, fra le numerose tappe previste oggi, lunedì 3 giugno, ci sarà anche Trani. In piazza Duomo dalle 10 alle 18, ai piedi del Palazzo di giustizia, avvocati, giuristi, addetti ai lavori, professionisti, autorità a vario titolo e cittadini potranno alternarsi davanti ad un microfono per sensibilizzare l’opinione pubblica sul gravoso tema dei gesti estremi dietro le sbarre.
bresciatoday.it, 3 giugno 2024
La Commissione speciale sul sistema carcerario in Lombardia si perpara a far visita al carcere cittadino - dove è in corso uno sciopero contro il sovraffollamento - e all’ospedale psichiatrico di Castiglione. Proseguono i lavori della commissione speciale sul sistema carcerario in Lombardia, riunita con l’obiettivo di raccogliere dati sulla condizione degli istituti di pena e “avanzare proposte per rendere più tollerabile la detenzione”. È in programma per venerdì un’audizione con l’assessore regionale all’Istruzione Valentina Aprea e con l’assessore all’Occupazione e alle politiche del lavoro Gianni Rossoni, anche in vista di un sopralluogo dei consiglieri nel carcere di Canton Mombello - dove i detenuti hanno portato avanti nei giorni scorsi uno sciopero della fame per protestare contro il sovraffollamento - e nell’ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere. Nella scorsa seduta il provveditore regionale del Dipartimento di amministrazione penitenziaria Aldo Fabozzi ha presentato davanti alla commissione presieduta da Stefano Carugo (Pdl) dati che dipingono una situazione di sovraffollamento, con il 53% dei detenuti in più rispetto ai posti a disposizione in Lombardia.
di Nicoletta Pisanu
Il Giorno, 3 giugno 2024
Il Gip di Pavia Pasquale Villani ha disposto l’archiviazione dell’indagine che vedeva coinvolti nove agenti della polizia penitenziaria che erano stati accusati di abuso di autorità da un ex detenuto del carcere di Torre del Gallo. La decisione è arrivata ieri, in seguito all’udienza disposta per discutere l’opposizione dell’ex detenuto alla richiesta di archiviazione che era stata avanzata dalla Procura di Pavia. In particolare, le accuse che l’ex detenuto muoveva agli agenti riguardavano presunte percosse che avrebbe subito all’indomani della rivolta scoppiata nel marzo 2020 (nella foto) nel carcere per protestare contro le restrizioni anti Covid, evento per cui sessantotto tra detenuti ed ex sono attualmente a processo con l’accusa di devastazione e saccheggio. L’opponente aveva denunciato di esser stato percosso. Non sarebbero stati trovati però riscontri e conferme dell’accaduto durante le indagini, per cui era stato richiesto dal PM di archiviare il caso. A questa decisione l’ex detenuto si era opposto, ora il Gip ha disposto per tutti i nove agenti l’archiviazione. L’opponente e il suo legale Pierluigi Vittadini vaglieranno l’eventuale ricorso in Cassazione contro la decisione.
latinatoday.it, 3 giugno 2024
I detenuti a lezione nell’ambito del progetto di riabilitazione di Caritas diocesana, ateneo La Sapienza e amministrazione penitenziaria della casa circondariale di Latina. Prosegue con successo “3CiLab - Costituzione, Carcere e Città di Latina”, il progetto per diffondere la conoscenza della Costituzione italiana nato dalla sinergia tra Caritas diocesana di Latina, università La Sapienza e amministrazione penitenziaria della casa circondariale di Latina. Nei giorni scorsi il carcere del capoluogo pontino ha ospitato un ciclo di seminari su “La Costituzione fuori e dentro le mura”, uno destinato ai detenuti uomini, l’altro alle donne, che hanno visto gli interventi dei professori Donatella Bocchese, Guido Colaiacovo, Marta Mengozzi e Marco Polese, coordinati dalla professoressa Fabrizia Covino, responsabile scientifica del progetto. Agli incontri hanno partecipato 40 uomini e altrettante donne, oltre ad alcuni insegnanti, educatori, dottorandi di ricerca, agenti penitenziari e volontari.
di Andrea Galli
Corriere della Sera, 3 giugno 2024
L’iniziativa nell’istituto minorile dopo l’arresto di alcuni agenti accusati di aver pestato i detenuti e le rivolte interne. Sarebbe stata troppa grazia incrociare domenica mattina, alla prima messa nel carcere minorile Beccaria aperta alla città, qualche politicante oppure un cosiddetto volto noto. Non c’erano, ma meglio così, in quanto si sono cristallizzati due elementi. Il primo: al netto del perdurante stato di crisi dell’istituto - gli agenti a processo per i pestaggi contro i detenuti, le proteste di questi ultimi compresa l’ultima giovedì, le sciagurate scelte negli anni del ministero che ha rinviato ogni decisione saggia per arginare il disastro degli ospiti e del personale tutto -, ecco, del Beccaria, a Milano, ad alti livelli, non frega nulla, figurarsi in queste ore di vigilia delle elezioni europee, e per appunto se n’è avuta plastica conferma.
- Milano. A messa con don Gino Rigoldi, per non abbandonare il Beccaria
- Padova. Podismo al carcere Due Palazzi
- Perugia. Donne e carcere, la genitorialità dietro le sbarre al centro delle riflessioni dell’avvocatura
- Brescia. Vivere dietro le sbarre, docu-web-serie dal carcere
- Il tramonto dei maestri capaci di costruire il futuro










