di Paolo Maddalena*
Il Fatto Quotidiano, 11 giugno 2026
L’accennata proposta legislativa contrasta palesemente con la deliberazione popolare contraria al nucleare, espressa con i due referendum del 1987 e del 2011. La Camera dei Deputati, in data 4 giugno 2026, ha approvato la proposta di legge delega n. 2669, che dispone in materia di energia nucleare, invero con indubbia ampiezza di vedute, ma senza escludere, e quindi ammettendo, la reintroduzione in Italia anche del nucleare ottenuto con il metodo, rischioso e dannoso, della “fissione”. Si tratta in effetti di una ammissione che non può assolutamente essere condivisa per motivi logici e giuridici. Dal punto di vista logico, appare evidente che detta reintroduzione non è realizzabile per varie ragioni.
di Barham Salih
Avvenire, 11 giugno 2026
Meno rifugiati rispetto a un anno fa, ma le crisi restano acute: nel 2025 quasi 5,4 milioni di persone sono state costrette a fuggire. La sfida è ridurre le situazioni di esilio prolungato che coinvolgono milioni di persone. Ogni anno il rapporto dell’Unhcr sulle migrazioni forzate ci consegna una mappa del dolore del mondo (la presentazione a pagina 6 dell’edizione odierna, ndr). Non solo numeri, dunque, ma vite sradicate, famiglie divise, comunità sospese, Paesi che non riescono a ritrovare pace e altri che faticano a farsi carico dell’accoglienza. L’ultimo rapporto contiene anche un segnale di lieve miglioramento: il numero complessivo dei rifugiati diminuisce rispetto all’anno precedente.
di Giacomo Galeazzi
La Stampa, 11 giugno 2026
Leone XIV visita il Centro Penitenziario Brians 1: “Essere cristiani non consiste nel non sbagliare ma nel riconciliarsi”. Quando entrava in un carcere il suo predecessore Francesco diceva: “Ogni volta mi chiedo perché loro e non io”. Sulle orme di Jorge Mario Bergoglio Leone XIV visita il Centro Penitenziario “Brians 1” e ai detenuti assicura: “Anche se l’oppressione e la tristezza segnano alcuni momenti del vostro cammino, ricordate che gli errori della vita non determinano l’identità di una persona”. Il carcere della Generalitat de Catalonia, situato nel comune di Sant’Esteva Sesrovires, è stato inaugurato nel 1991 con una superficie di 61mila metri quadrati. Inizialmente, la struttura era destinata esclusivamente ai detenuti di sesso maschile, ma nel 1993 è stato inaugurato un nuovo centro per detenute all’interno del medesimo complesso. Il Centro segue un modello modulare.
ilpost.it, 11 giugno 2026
Gli organizzatori della Global Sumud Flotilla, l’iniziativa civile che ha provato a rompere il blocco navale imposto da Israele sulla Striscia di Gaza per consegnare aiuti umanitari alla popolazione palestinese, hanno fatto sapere che è stata rimandata a data da destinarsi l’udienza prevista per martedì dei loro dieci attivisti detenuti in Libia da 17 giorni. Hanno aggiunto che non c’è stato preavviso, né è stato reso noto il motivo per cui l’udienza è stata annullata. Nel gruppo ci sono anche due italiani, Leonarda Alberizia e Domenico Centrone.
di Leonardo Fiorentini
fuoriluogo.it, 10 giugno 2026
Le carceri italiane raggiungono il record dell’ultimo decennio: quasi 65 mila detenuti, affollamento al 139% e 30 bambini reclusi con le madri. Le carceri italiane continuano a riempirsi. I dati aggiornati al 31 maggio 2026 diffusi dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e rilanciati dal Garante delle persone private della libertà della Regione Lazio, Stefano Anastasia, fotografano una situazione sempre più vicina al collasso: le persone detenute sono ormai 64.741, il numero più alto registrato nell’ultimo decennio.
di Sergio D’Elia*
L’Unità, 10 giugno 2026
Abbiamo smesso di praticare la tortura quando ci siamo resi conto che era insopportabile sia per i torturati che per i torturatori. Abbiamo abolito la schiavitù quando è diventata intollerabile per gli schiavi come per gli schiavisti. Abbiamo chiuso i manicomi quando sono stati riconosciuti umilianti tanto per i “pazzi” quanto per gli psichiatri. Lo stesso deve valere per il carcere: luogo strutturalmente contrario al senso di umanità per carcerati e carcerieri. Nella prima sezione di Fuorni non si rieduca nessuno; al contrario, le persone si abbrutiscono, da una parte e dall’altra delle sbarre. Dopo aver visitato istituti come questo, di fronte a casi davvero penosi, scrivo articoli per l’Unità. A volte si trasformano in interrogazioni parlamentari.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 10 giugno 2026
Quarantatré anni di carcere, un percorso rieducativo riconosciuto dai giudici, la semilibertà dal 2017, l’assistenza prestata a un ragazzo disabile. Poi, dal 6 novembre 2025, la retromarcia: Gilberto Cavallini, ex NAR ultrasettantenne condannato in via definitiva per la strage di Bologna, è rinchiuso a Rebibbia in isolamento diurno continuativo, senza contatti con la famiglia né con il mondo esterno. E senza che nessuno, fino a pochi mesi fa, avesse spiegato pubblicamente come si fosse arrivati a questo punto. Il Dubbio lo aveva raccontato per primo. Era stata Valentina Stella, prima ancora che arrivasse la decisione del giudice di sorveglianza, a portare la vicenda all’attenzione dei lettori. Ora sul caso interviene anche il Parlamento.
di Errico Novi
Il Dubbio, 10 giugno 2026
C’è uno scarto nelle dichiarazioni che dice tutto. E fa capire perché Forza Italia andrà alle prossime Politiche con un suo programma sulla giustizia. Un programma diverso se non agli antipodi rispetto a Fratelli d’Italia. Carlo Nordio, ministro guardasigilli, inevitabilmente vincolato da un dovere di lealtà alla presidente del Consiglio e quindi, seppur indirettamente, a Fratelli d’Italia, spiega in mattinata, dal Forum Pa, perché non c’è neppure bisogno di vedersi al vertice sulla giustizia, che lui stesso avrebbe ospitato a via Arenula alle 15 di ieri ma che nella serata di lunedì era stato annullato. Pure senza fare esplicito riferimento al messaggio di “revoca” della riunione che aveva indirizzato ai capigruppo di centrodestra, il ministro è chiarissimo.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 10 giugno 2026
Il Ministro esclude una riforma della responsabilità civile, giudicata priva di effetti deterrenti, e punta sulla tipizzazione degli illeciti disciplinari. Gip collegiale a regime da febbraio e organici completi entro fine anno. “Il magistrato inetto, il magistrato impreparato, il magistrato indegno, il magistrato inadeguato, non va colpito nel portafoglio ma va colpito nella carriera. Poiché le sanzioni disciplinari vengono irrogate dal Consiglio Superiore della Magistratura allora è bene avere un dialogo e noi lo abbiamo già iniziato con il Csm per rendere tipiche quelle che sono le ipotesi in cui il magistrato è bene che risponda con la carriera e al limite con la destituzione” lo ha detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio dal palco della Nuvola di Roma al Forum PA dopo aver segnalato la non utilità di una riforma della responsabilità civile dei magistrati giudicata “assolutamente inutile e priva di deterrenza perché ogni magistrato è ultra-assicurato”.
di Davide Varì
Il Dubbio, 10 giugno 2026
Al vertice romano sulla “Rule of Law”, il vicepresidente del Csm invoca un sistema più ordinato per uscire dal labirinto delle troppe fonti normative: “Il cittadino ha diritto di conoscere l’esito della sua controversia. È il momento di aggiornare i pesi e contrappesi del potere”. Si è aperto ieri a Roma il Seminario di studi “Rule of Law”, alla presenza del Presidente della Repubblica. Ad inaugurare il confronto è stato l’intervento del Vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, l’Avv. Fabio Pinelli, che ha tracciato un’analisi profonda e stringente sullo stato di salute della democrazia costituzionale, sollevando interrogativi cruciali sulle derive del potere contemporaneo, sull’avvento dell’intelligenza artificiale e sulla necessità di una maggiore certezza del diritto.
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