di Nathalie Tocci
La Stampa, 28 maggio 2024
C’è una chiara escalation militare, politica e giuridica in Medio Oriente, ma diverse e contrastanti sono le letture che possiamo darne. L’invasione israeliana di Rafah va avanti. È iniziata gradualmente, quasi furtivamente, sullo sfondo degli appelli internazionali a non procedere. Dopo un attacco di Hamas, intercettato da Israele (evidenziando che dopo otto mesi l’organizzazione è ancora in piedi), l’esercito israeliano ha colpito la tendopoli di Tal as-Sultan a Rafah, che Israele stessa aveva designato come “zona sicura”. Decine le vittime civili palestinesi bruciate nelle loro tende, e centinaia i feriti.
di Sebastiano Canetta
Il Manifesto, 28 maggio 2024
La denuncia. Human Rights Watch incalza il colosso automobilistico tedesco per la joint venture con Pechino. “Non può lavarsi le mani dalle sue responsabilità”. Quarantotto ore prima dell’assemblea annuale del gruppo Volkswagen Human Rights Watch e il Centro europeo per i diritti umani (Ecchr) si appellano direttamente agli azionisti. “Fatevi dire dai dirigenti come intendono eliminare il lavoro forzato degli operai uiguri nella fabbrica co-gestita con il costruttore automobilistico Siac controllato dallo Stato cinese. Vw non può semplicemente lavarsi le mani dalle sue responsabilità nelle joint venture con Pechino” è l’istanza più che imbarazzante per i vertici del marchio simbolo del made in Germany.
di Federica Pennelli*
Il Domani, 27 maggio 2024
Gli ambienti degli istituti penitenziari spesso sono insalubri e non è semplice accedervi in caso di emergenze. Ma il caso Cucchi e la pandemia hanno reso più urgente la discussione sul diritto alla salute per i detenuti. Parlare con un sanitario (che preferisce rimanere anonimo) di salute in carcere, significa affrontare un tema che di solito emerge solo per cronaca e mai per urgenza di dibattito politico pubblico, che sconta troppo spesso un imbarbarimento etico e morale sui temi sociali.
di Piero Tony
Il Foglio, 27 maggio 2024
Fino a quando non si separeranno le carriere, il giudice non sarà mai terzo, imparziale ed equidistante. Errori e orrori dal tempo del caso Tortora non sono serviti. L’inspiegabile contrarietà dell’Anm alla riforma Nordio. La versione di un ex magistrato. Dovremmo chiederci, cari colleghi, perché oggi ormai quasi tutti concordano, a parte l’associazione nazionale magistrati, sul fatto che il pessimo stato della nostra malata bradigiustizia - quel pessimo stato che fa paura a tutti, ossia agli investimenti stranieri oltre che ai medici che curano o ai sindaci che firmano o ai giardinieri che potano e così via - non dipende da una punizione divina, ehi, che ci dobbiamo fare, è andata così. Ma dipenda da altro: da pura ignoranza generale della magistratura (memorabile sul punto il coming out espresso a Siena tanti anni fa, forse era il 2017, dall’associazione nazionale magistrati nella relazione di sintesi del loro congresso nazionale, ciliegina sulla torta l’enunciata speranza nella scuola superiore della magistratura) e soprattutto da una mancanza di specializzazione professionale, di quella specializzazione che invece connota sempre più qualsiasi professione.
di Liana Milella
La Repubblica, 27 maggio 2024
La magistratura sarebbe l’unica categoria professionale deprivata del diritto di voto e di scelta della propria rappresentanza. Contro una riforma costituzionale inutile e inaccettabile si lotta. Ma contro uno schiaffo che lede l’onore che si fa? Si ricorre ai duelli di ottocentesca memoria? Si lancia una sfida in campo aperto? Si corre al Colle da Sergio Mattarella? Perché è proprio un ceffone gratuito e irriverente quel sorteggio “secco” delle toghe che poi dovrebbero entrare a far parte del futuro Csm. Arriverà il 3 giugno con la riforma costituzionale della giustizia. Mossa preelettorale che Forza Italia ha imposto a Meloni. Della serie, “il premierato a te, l’autonomia a Salvini, e le carriere divise a noi”.
di Luigi Labruna
La Repubblica, 27 maggio 2024
Non c’era nessuno a riceverlo a Napoli. Né un pomposo ministro, né un sottosegretario. E al suo domicilio non è andato nessun “democratico” addetto a parlare di diritti violati in tv. È mancato persino l’alto monito alla magistratura a “recuperare la fiducia dei cittadini”. Nessuno lo ha candidato. Vicende inquietanti come la sua in Italia sono talmente normali e frequenti da non interessare nessuno se non coinvolgono avversari o non sono scabrosi. Cose estranee al caso iniziato nel 1993 (31 anni fa) quando il professore Mario Como, di Ingegneria della Federico II, diede - con gli altri due membri della III commissione del Consiglio superiore dei lavori pubblici (Cslp) - parere favorevole al progetto di costruzione del “faro dei piloti” del porto di Genova, abbattuto nel 2013 dall’impatto col molo della Jolly Nero. Ci furono nove morti e, nel processo che seguì, pesanti condanne a staff della nave, armatore, ecc. Nel 2016 si aprì un processo bis con imputati, tra gli altri, per omicidio e crollo colposi, Como e i colleghi del Cslp, condannati nel 2020 a un anno e 6 mesi solo per il crollo.
di Daniele Zaccaria
Il Dubbio, 27 maggio 2024
Dopo mesi di violenze e attentati, i sindacati e tutti i partiti dell’arco costituzionale scendono in piazza contro il neofascismo nella città lombarda. Una bomba nascosta nel cestino dei rifiuti falcia la vita di otto persone, oltre cento i feriti. A Brescia la mattina del 28 maggio 1974 piove a dirotto, in città si sta svolgendo una manifestazione antifascista organizzata dalle principali organizzazioni sindacali, Cgil, Cisl e Uil, quattro cortei che confluiscono nella centrale Piazza della Loggia dove, alle 10 in punto, sono previsti gli interventi degli oratori dal palco, montato davanti al palazzo municipale.
di Rocco Vazzana
Il Dubbio, 27 maggio 2024
Cinquant’anni, una serie impressionante di istruttorie e processi e una verità ancora parziale. La storia giudiziaria della strage di Piazza della Loggia sembra non finire mai. Un cammino lungo e accidentato, caratterizzato da errori, depistaggi accertati e colpi di scena improvvisi. Due, ad oggi, i responsabili individuati e condannati all’ergastolo in via definitiva nel 2017: Carlo Maria Maggi, esponente di spicco dell’organizzazione neofascista Ordine Nuovo, deceduto nel 2018, considerato il mandante dell’attentato, e Maurizio Tramonte, militante ordinovista e già informatore del Sid (i servizi segreti per la Difesa) noto come “Fonte Tritone”, ritenuto uno degli esecutori materiali.
di Paolo Delgado
Il Dubbio, 27 maggio 2024
C’è una data precisa che per gli storici segna l’inizio della strategia della tensione in Italia: sono i giorni fra il 3 e il 5 maggio 1965, quando si svolse a Roma, all’Hotel Parco dei Principi, il convegno organizzato dall’Istituto di Studi Militari Alberto Pollio sulla “Guerra Rivoluzionaria”. Il convegno, più che della guerra non convenzionale, si concentrò sulle strategie, effettivamente tutt’altro che convenzionali, con le quali contrastare non solo l’eventuale guerriglia ma qualsiasi forma di avanzata del comunismo.
di Simona Musco
Il Dubbio, 27 maggio 2024
Il senatore dem Alfredo Bazoli aveva solo 4 anni quando l’ordigno si portò via sua madre, insegnante e sindacalista. Ventotto maggio 1974. Giulietta Banzi Bazoli, madre di Beatrice (9 anni), Guido (6 anni) e Alfredo (4 anni), si sveglia presto. Prepara la colazione ai bambini, poi li bacia e si infila in macchina, una Renault 5 che la porterà a piazza della Loggia. Deve - vuole - partecipare alla grande manifestazione contro le violenze che stanno insanguinando il Paese. Lei, insegnante di francese al liceo Arnaldo, sindacalista della Cgil scuola, amatissima dagli alunni, ha soli 35 anni quando entra, suo malgrado, nella storia di questo Paese.
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