di Giampaolo Cerri
vita.it, 12 marzo 2026
Una giornata della Direzione Impact di Intesa Sanpaolo sull’Economia circolare e sull’inclusione sociale nel settore moda. In mezzo a imprese sociali che riciclano tessuti ma rigenerano anche le persone. Un racconto e un podcast da ascoltare. Alla fine Luciana Delle Donne regalava i suoi braccialetti verdi, cuciti da chissà quale detenuta, alle persone in sala. Economia circolare, circolarissima quella che la sua Officina creativa costruisce da tempo in tante carceri italiane col marchio Made in Carcere. Stamane a Milano, la Direzione Impact di Intesa Sanpaolo ha proposto un focus su “Economia circolare e Sociale - Il valore nella filiera della moda. Un’opportunità di governance Esg”, che ha riunito a Palazzo Giureconsulti imprese e realtà del Terzo settore.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 12 marzo 2026
La Gip di Milano: Cappato non è punibile per due pazienti accompagnati in Svizzera. Elena e Romano rifiutarono l’”accanimento terapeutico” dei trattamenti clinici. Chissà se anche questa decisione presa dalla Gip di Milano verrà additata dall’attuale inquilina di Palazzo Chigi come uno di quei casi in cui “la magistratura ci impedisce di governare”. Perché è sicuro che, disponendo l’archiviazione delle inchieste aperte nei confronti di Marco Cappato per l’aiuto al suicidio fornito nel 2022 a Elena e Romano, due malati terminali che avevano ritenuto “accanimento terapeutico” i trattamenti medici a loro prospettati, la giudice milanese Sara Cipolla è andata ben oltre i limiti imposti dal testo base del ddl sul Fine vita depositato al Senato nel luglio scorso dal forzista Zanettin e dal meloniano Zullo.
di Rachele Scarpa*
L’Unità, 12 marzo 2026
A febbraio Meloni e soci hanno riempito il lager di Gjader con 75 persone, ben sapendo che portarli lì avrebbe impedito di deportarli nei Paesi d’origine. Pura campagna elettorale fatta sulla pelle dei migranti. Il centro di detenzione di Gjadër svuotato e poi riempito all’improvviso: un’operazione politica costruita per puntare il dito contro la magistratura a una settimana dal referendum sulla giustizia La strumentalizzazione della presidente del Consiglio di quanto sta accadendo nel Cpr in Albania è grave e merita chiarezza. Partiamo da un fatto elementare: nessun giudice “impedisce il rimpatrio” di alcun cittadino straniero. L’unico soggetto che li impedisce è il Ministero dell’Interno, che non riesce a effettuare i rimpatri né quando le persone si trovano in carcere, né quando si trovano nei Cpr italiani.
di Iacopo Luzi
La Stampa, 12 marzo 2026
In 6 mesi sono già decedute 23 persone arrestate e incarcerate dagli agenti federali. Un numero tre volte superiore a quello del 2024. Negli Stati Uniti è l’anno più mortale degli ultimi venti per le persone in stato di detenzione per ragioni d’immigrazione. Da ottobre 2025, sono morte più persone sotto custodia dell’Immigration and Customs Enforcement (Ice) - parliamo di 23 individui - che nell’intero anno fiscale precedente con 12 decessi. Il più recente, a marzo, è stato quello di un haitiano di 56 anni, detenuto in un centro di detenzione per immigrazione in Arizona. È morto in ospedale dopo essere entrato in choc settico. Nei due decenni precedenti al 2025, la media dei morti è stata di 13 individui ogni anno.
di Raffaella Chiodo Karpinsky
Avvenire, 12 marzo 2026
A colloquio con la giovane artista russa che ha scontato due anni di prigione per aver sostituito i cartellini del supermarket con messaggi sulla guerra. La giovane artista Alexandra Skochilenko “Sasha” per avere sostituito 5 cartellini dei prezzi in un supermercato di Pietroburgo con messaggi sulla guerra in Ucraina è stata condannata a 7 anni di reclusione. Ne ha scontati oltre due prima di essere rilasciata in occasione dello storico scambio di prigionieri tra Russia e alcuni Paesi occidentali nel 2024. Questo il nostro colloquio durante il nostro incontro a Roma.
di Davide Ferrario
Corriere della Sera, 11 marzo 2026
Fanno discutere alcuni provvedimenti presi dal Dipartimento dell’amministrazione Penitenziaria, l’organo incaricato della gestione delle carceri italiane, riguardanti le attività culturali dietro le sbarre. A Rebibbia si è arrivati al paradosso di consentire ad alcuni detenuti che fanno teatro (un’attività che va avanti con successo da decenni) di poter salire in palcoscenico solo se non c’è il pubblico. Ma anche dalle nostre parti non si scherza. A Saluzzo è stata annullato lo storico programma di incontri tra detenuti e studenti delle superiori che si teneva nell’ambito delle attività del Salone del Libro, considerato “inopportuno”.
di Davide Varì
Il Dubbio, 11 marzo 2026
C’è una lettera che arriva dalla Casa circondariale di Bergamo. La firma Ivan Szydlik, che nel mondo reale si chiama Ivan Errichiello. Per anni uno dei reseller più seguiti d’Italia, capace di costruire un seguito di milioni di persone attraverso i social media, oggi detenuto che scrive alle redazioni per raccontare quello che vede ogni giorno dall’interno di una cella. La lettera non è uno sfogo. Non è nemmeno una richiesta di comprensione. È qualcosa di più preciso: una descrizione del sistema penitenziario italiano fatta da qualcuno che, fino a qualche mese fa, quel sistema non lo aveva mai nemmeno sfiorato nella propria esperienza di vita. “Prima di viverlo sulla mia pelle, non avrei mai immaginato quanto il tema carcerario fosse complesso, umano e urgente”, scrive Szydlik. Ed è proprio questa distanza di prima che rende il testo interessante: non parla un attivista, non parla un esperto di diritto penitenziario, parla qualcuno che è arrivato lì senza aspettarselo.
agensir.it, 11 marzo 2026
“La pena, come prevede la Costituzione, deve mantenere una finalità rieducativa e garantire condizioni di umanità. Chi vive il carisma vincenziano è facilitato nel servizio alla fragilità e quindi anche alla persona detenuta. Federico Ozanam ci richiama a lavorare sulla dignità, ridando speranza e prendendoci cura anche delle famiglie”. Lo dice la responsabile del Settore Carcere e Devianza della Federazione nazionale italiana Società di San Vincenzo De Paoli, Antonella Caldart, commentando le parole di Franco Prina all’Assemblea nazionale della Conferenza nazionale Volontariato Giustizia, per il quale il volontariato è un ponte tra carcere e comunità.
di Desi Bruno*
civicrazia.org, 11 marzo 2026
Decreto Sicurezza n. 23/2026. Cosa cambia per il carcere? È entrato in vigore da pochi giorni il cd. decreto sicurezza, un corposo provvedimento che dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni dal Parlamento. Molte gli interventi: dall’innalzamento delle pene per reati in materia di porto di armi quali coltelli e simili, una nuova figura di rapina aggravata, nuove ipotesi di divieto di accesso a luoghi pubblici e a manifestazioni, nuovi poteri del prefetto, individuazione di zone rosse, introduzione di un fermo di polizia preventivo per 12 ore ed altro. L’occasione è stata fornita da una serie di episodi che ha turbato l’opinione pubblica e ha incrementato la percezione di insicurezza soprattutto in aree urbane degradate. Solo nei primi giorni di marzo molteplici sono stati gli accoltellamenti tra minorenni.
di Marco Calvarese
romasette.it, 11 marzo 2026
L’ispettore generale dei cappellani don Grimaldi esorta tutti gli operatori pastorali del mondo del penale a partecipare alla Giornata promossa dalla presidenza Cei per il 13 marzo. “Il grido e la preghiera per la pace possano essere innalzati a Dio anche dalle nostre carceri italiane, dove ci sono tante sofferenze nascoste, dignità ferite, voci soppresse; possano anche i nostri fratelli e sorelle ristretti, unirsi alla supplica del mondo intero affinché tacciano le armi”. Sono le parole di don Raffaele Grimaldi, ispettore generale dei cappellani delle carceri italiani, in un messaggio rivolto a tutti i cappellani delle carceri, ai diaconi, alle consacrate e ai religiosi, agli operatori pastorali del mondo del penale, in occasione della Giornata di preghiera e digiuno, promossa dalla presidenza della Cei per venerdì 13 marzo, per invocare il dono della pace in Medio Oriente e in tutto il mondo.










