di Ennio Amodio
huffingtonpost.it, 16 maggio 2024
Meloni, l’Anm, Schlein, Nordio: ognuno ha sostenuto la sua posizione con slogan a favore di bottega che nulla c’entrano con la realtà. E che impediscono una leale collaborazione fra politica e giustizia. Ma di cosa state parlando? Una persona di buon senso con in mano la nostra Costituzione avrebbe potuto rivolgere un po’ irritata questa domanda a politici, esponenti del governo e magistrati che in questi giorni ci hanno parlato della separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri. Una pluralità di voci in cui è prevalso l’opportunismo delle rispettive botteghe, politiche e corporative. Così da celare i reali propositi degli attori del palcoscenico riformista.
di Massimiliano Di Pace
Il Dubbio, 16 maggio 2024
Il ministero della Giustizia rende noti gli esiti del monitoraggio sugli uffici giudiziari relativo agli obiettivi del Pnrr: “Il trend resta positivo, riforme efficaci”. Con un comunicato del 15 maggio il ministero della Giustizia ha fatto sapere che continua il trend positivo della riduzione della durata dei processi, e dell’arretrato delle cause civili e penali da dirimere, circostanza che costituisce una delle condizioni per il godimento delle risorse europee del Pnrr, delle quali l’Italia ha già ricevuto, dal 2021 ad oggi, 101,9 miliardi di euro di fondi, di cui 24,9 miliardi di pre- finanziamento, e 77 miliardi delle prime quattro rate, come conferma una nota della Camera.
di Massimiliano Scagliarini
Gazzetta del Mezzogiorno, 16 maggio 2024
Misure alternative alla detenzione per i detenuti tossicodipendenti praticamente impossibili. Una storia drammatica e infinita quella del sovraffollamento che ha portato anche il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ospite del convegno curato da Radio Radicale “Senza dignità”, a formulare l’ipotesi di far scontare in alcune comunità la parte finale dell’esecuzione della pena ai detenuti condannati per reati minori e per i tossicodipendenti.
di Giorgia De Cupertinis
Il Resto del Carlino, 16 maggio 2024
I progetti alla Casa di Reclusione di Castelfranco. “Così i detenuti potranno sviluppare competenze professionali spendibili all’esterno”. Un modello di carcere “diverso”. Un modello che sappia aprire le porte all’esterno, per essere così sempre più integrato con la realtà territoriale, attraverso una forte sinergia. Su questa filosofia la Casa di Reclusione di Castelfranco disegna ora i suoi progetti, illustrando e anticipando le novità in arrivo. A partire dal ritorno della lavanderia industriale, riaperta dopo un periodo di chiusura per importanti lavori di ristrutturazione e di rifacimento degli impianti. “Dopo vari studi di fattibilità siamo giunti alla sua riattivazione - conferma il direttore della Casa di Reclusione, Maria Martone -. È un esempio concreto di come si possa realmente investire, anche da un punto di vista produttivo, all’interno dell’istituto penitenziario e sviluppare così nuove competenze”.
di Nicola Lavacca
Avvenire, 16 maggio 2024
Si rinnova il progetto “Senza sbarre” creato nel 2017 dall’associazione “Amici di San Vittore Onlus”. Supportato dalla diocesi locale, ma anche da Cei e Caritas, è rivolto a detenuti ed ex detenuti. Oltre il carcere c’è un cammino solidale per schiudere le porte al riscatto sociale, al reinserimento e alla riconciliazione. Un percorso alternativo per detenuti ed ex detenuti che vogliono mettersi alle spalle gli errori del passato. È nato su queste architravi il progetto “Senza sbarre”, creato ad Andria nel 2017 dall’associazione “Amici di San Vittore onlus”, con l’appoggio del vescovo Luigi Mansi, dopo che inizialmente due parroci di periferia, don Riccardo Agresti e don Vincenzo Giannelli, avevano cominciato a creare, nelle rispettive parrocchie, delle opportunità per queste persone.
di Fabrizio Cerignale
La Repubblica, 16 maggio 2024
Secondo l’ultima relazione al Parlamento, del 31 dicembre del 2022, su una popolazione carceraria ligure di 1.347 unità più di uno su tre, il 39,2%, soffre di disturbi da uso di alcol e droghe, una media inferiore alle grandi regioni: Lombardia Lazio e ed Emilia Romagna, ma sopra al dato nazionale che si attesta al 30%. Si deve partire da questi numeri per capire l’urgenza di portare i corretti stili di vita anche nelle carceri allargando un modello educativo partito dagli incontri con gli studenti - negli anni sono stati coinvolti migliaia di giovani tra i 9 e i 17 anni - a tutte le categorie sociali: le persone anziane, i rifugiati, la popolazione carceraria, come nella “mission” del dipartimento Educazione a corretti stili di vita e programmi di comunità di Asl 3.
di Romano Francardelli
La Nazione, 16 maggio 2024
Dai numeri nelle carceri italiane alla situazione nella casa circondariale che offre corsi scolastici e universitari. Le misure alternative della rieducazione e i diritti dei detenuti nelle carceri italiane sono stati l’argomento del convegno con la presentazione nel salone parrocchiale del libro ‘Come è in cielo così sia in terra. Il carcere fra giustizia, perdono e misericordia’ di padre Vittorio Tani, cappellano di Regina Coeli. L’evento è stato organizzato dall’associazione ‘Don Grassini’, legata al nome dell’ex cappellano del carcere di San Gimignano ricordato dal presidente Gabriello Mancini e dal moderatore Fabrizio Chirici.
agensir.it, 16 maggio 2024
Sarà dedicata a “Cultura, studio e formazione professionale in carcere” la conferenza in programma venerdì 17 maggio, a Torino, per iniziativa dell’Opera Barolo in collaborazione con il settimanale diocesano “La Voce e Il Tempo”, nell’ambito degli appuntamenti per il 160° anniversario della morte della venerabile marchesa Giulia Falletti di Barolo. L’incontro, il terzo del ciclo, sarà ospitato dalle 17 presso Palazzo Barolo (via delle Orfane 7a).
di Lodovica Vendemiati
santodeimiracoli.org, 16 maggio 2024
Si dice che la parola dà vita e prende vita: in carcere questo è realtà. Le attività di Teatrocarcere coinvolgono quasi trenta detenuti, puntando al reinserimento. Due sono attualmente i rami di attività di Teatrocarcere, il progetto presente dal 2005 nel Carcere Due Palazzi di Padova e sostenuto anche dall’Associazione Universale di Sant’Antonio. Da un lato c’è il percorso delle persone detenute che hanno dato vita allo spettacolo “Da Babele alla Città Celeste”, portato anche in contesti esterni al carcere, dall’altro c’è un nuovo gruppo interno che sta lavorando al nuovo spettacolo incentrato sulla storia di Giona, che verrà presentato proprio a maggio (8 e 9, tra gli eventi del Festival biblico) nell’Auditorium del carcere di Padova.
di Giorgio Santelli
rainews.it, 16 maggio 2024
Due anni di psicoterapia tra congiunti e carcerati, perché la pena viene scontata anche da chi resta “fuori”. Di qui una sceneggiatura teatrale e un documentario. All’inizio è stato Teatro: la messa in scena del lavoro del laboratorio di teatroterapia che ha coinvolto detenuti comuni della sezione media sicurezza. L’attività è stata condotta dalla Dott.ssa Irene Cantarella, ideatrice del progetto insieme alla Dott.ssa Sandra Vitolo, entrambe psicologhe e psicoterapeute. L’uso del teatro come strumento terapeutico è una pratica sempre più diffusa per esplorare profonde sfere emotive e affrontare tematiche complesse. Poi è diventato un documentario che è stato presentato nella sala consiliare del Campidoglio, col patrocinio morale del Comune di Roma, del Ministero della Giustizia e del Giffoni Festival.
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