di Valentina Stella
Il Dubbio, 12 maggio 2024
Il leader di Italia Viva alle toghe: “Su Davigo neanche una parola”. Schlein: “Sulle carriere separate ferma contrarietà”. Diversi sono stati gli interventi dei politici al Congresso dell’Anm in corso a Palermo. La prima ad intervenire è stata la Segretaria del Pd Elly Schlein: “Quanto annunciato sulla separazione delle carriere vede la nostra ferma contrarietà. Noi riteniamo che la separazione delle carriere, oltre a non risolvere i problemi della giustizia, sia l’anticamera della sottomissione dei magistrati all’Esecutivo e comprometta il principio dell’obbligatorietà dell’azione penale”. Ha poi aggiunto la dem: “Guai al pericolo di trascinare la magistratura nel dibattito politico quotidiano. L’ascolto delle vostre voci è prezioso. Per questo è essenziale sentire la voce della vostra associazione nel dibattito sulle riforme invece che alimentare un pericoloso scontro istituzionale che non fa bene al Paese”.
di Francesco Malfetano
Il Messaggero, 12 maggio 2024
Onorevole Enrico Costa, responsabile Giustizia di Azione, qual è il bilancio di questa due giorni siciliana del congresso nazionale dell’Anm?
“Mi ha fatto piacere il rispetto reciproco manifestato, anche quando ho detto che i magistrati non pagano mai per gli errori. Ma ho anche evidenziato le responsabilità della politica sulla credibilità della giustizia”.
di Liana Milella
La Repubblica, 12 maggio 2024
Parla il procuratore di Perugia: “La separazione delle carriere è inopportuna. Colpire le indagini sulla collusione indebolisce anche la lotta alla mafia. È indispensabile una legge sul conflitto d’interessi”.
di Andrea Cittadini
Giornale di Brescia, 12 maggio 2024
L’appello al presidente Emerito della Corte Costituzionale Giuliano Amato, che ha visitato il penitenziario: “Giusto pagare le proprie colpe, ma nessuno ha il diritto di privarci dell’umanità e della speranza”. Una decina di pagine. Piene di domande, ma anche cariche di emozioni e riflessioni. “Perché, se la pena deve tendere alla rieducazione, l’Italia permette l’ergastolo ostativo in contrasto non solo con la Costituzione ma anche con le normative europee stesse? Come può essere la pena rieducativa in carceri sovraffollati, con carenza di personale e strutture vetuste?”. E ancora: “Come può il carcere essere riabilitativo se all’interno di strutture sovraffollate il 40% dei detenuti ha conclamati problemi psichiatrici ingestibili dagli istituti di pena?”.
di Rosario Di Raimondo
La Repubblica, 12 maggio 2024
Sono 13 i ragazzi - tutti ancora in cella all’Ipm - convocati dalle pm perché chiamati in causa da altre vittime o che hanno chiesto di essere ascoltati. In tre hanno già parlato davanti ai magistrati. Per ore, negli uffici della procura. Sono serviti due pomeriggi per ascoltarli. E non è stato facile, con alcuni detenuti, instaurare subito un dialogo. Convincerli ad aprirsi, raccontare. La prima sensazione che descrive chi li ha visti è quella della paura. Alcuni erano italiani, per altri è stato necessario l’aiuto di un interprete. Fiumi d’inchiostro sui verbali, resoconti di botte e pestaggi. Poi di nuovo dentro. Al Beccaria.
Il Resto del Carlino, 12 maggio 2024
Il video di violenza sui detenuti nel carcere di Reggio Emilia porta all’indagine di 10 poliziotti penitenziari per tortura e falso. Volt denuncia la mancanza di tutela dei diritti carcerari e critica l’assessore alla Legalità per difendere uno degli agenti imputati. Risalgono al 3 aprile 2023 e sono stati registrati dalle telecamere di sorveglianza del carcere di Reggio Emilia i video incriminati in cui si vedono esplicite immagini di violenza ai danni di un detenuto. “Le riprese mostrano un gruppo di agenti del carcere incappucciare, trascinare lungo il corridoio, picchiare e prendere a calci l’uomo - si legge in una nota di Volt, un movimento paneuropeo -.
di Antonella Mollica
Corriere Fiorentino, 12 maggio 2024
La vicenda di un cittadino pakistano: denunciato, arrestato e scagionato dopo aver passato in carcere più di 5 mesi. Adesso sarà risarcito con 80mila euro. Era finito in carcere con l’accusa di tentato omicidio per aver travolto con l’auto l’uomo che lo aveva denunciato nell’ambito di un’inchiesta sul caporalato. Ma quasi tre anni dopo il tribunale di Prato lo aveva assolto per non aver commesso il fatto. Adesso per quei 5 mesi in cella e 6 ai domiciliari la Corte d’Appello di Firenze ha riconosciuto a un pakistano di 61 anni, assistito dall’avvocato Stefano Belli, un risarcimento per ingiusta detenzione pari 80 mila euro.
di Marcello Tassi
Libertà, 12 maggio 2024
È senza dubbio l’orto più “segreto” di Piacenza, quello coltivato dai detenuti che abitano il carcere delle Novate e sabato 11 maggio ha aperto le sue porte al pubblico di Interno Verde. La seconda edizione del festival dedicato ai giardini più suggestivi e curiosi della città è stata inaugurata con un evento decisamente inusuale, organizzato grazie alla collaborazione della direzione della casa circondariale: una visita guidata - alla quale hanno preso parte una trentina di persone - che ha permesso loro di scoprire la natura che cresce all’interno del muro di cinta dell’istituto, curata e coltivata dai detenuti stessi grazie a un progetto di notevole impatto e significato.
esperienzeconilsud.it, 12 maggio 2024
“Quando si aprono le porte del carcere ti aspetti di percepire subito la sofferenza e la severità di una limitazione assoluta della libertà - racconta Elvira Tomarchio, coordinatrice del progetto La Comunità dei LibEri - in verità varcata la soglia del carcere di Piazza Lanza a Catania non abbiamo sentito paura, né disagio. Tutto appariva sereno: le detenute, le guardie. Si riusciva persino a scorgere attimi di libertà. Poi nella stanza sono arrivate le donne detenute e abbiamo iniziato a conoscerci. Abbiamo iniziato a leggere insieme”.
Il Centro, 12 maggio 2024
Un percorso formativo incentrato sui mestieri del teatro: è quello attivato nel carcere di Castrogno grazie a un progetto di Acs, Circuito Spettacolo Abruzzo Molise, in collaborazione con la casa circondariale di Teramo, la Fondazione Tercas e il Comune. A misurarsi col mondo dell’arte saranno venti detenuti che hanno aderito all’iniziativa, presentata ieri mattina all’Arca dai promotori. Il progetto si chiama “Giocare a calcio è semplice?” e si compone di corsi sui diversi mestieri presenti nel mondo del teatro (attori, drammaturghi, scenografi, costumisti e tecnici) erogati da professionisti competenti secondo un preciso calendario didattico che è appena partito e andrà avanti fino a fine anno.
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