newitalianbooks.it, 8 giugno 2026
Quando si è ragazzi sbagliare è facile, soprattutto se la punizione arriva prima dell’opportunità e il proprio destino sembra già scritto, senza una seconda chance. In questa raccolta di storie vere, Maria Grazia Calandrone ci conduce in un viaggio attuale e struggente attraverso i confini della legalità. Incontriamo Vanila, rinchiusa a Roma dopo un furto in un appartamento dell’alta borghesia; Khaled, che ha cercato la libertà sfidando le mura del Beccaria; Carmine, che a Nisida deve fare i conti con un colpo di pistola sparato per dimostrare di non avere paura. E poi Luisa e Roberta, fermate in stazione con i sogni spezzati, e Matteo, che sconta la condanna silenziosa di un padre arrestato. Dalle celle dei grandi istituti penali fino ai tribunali di provincia, il carcere entra nelle loro vite come un luogo di attese infinite, ingiustizie e domande difficili.
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 8 giugno 2026
Intervista con il vicedirettore di Repubblica e autore del libro “Contro la paura”, insieme a Franco Gabrielli: “Il modello securitario targato Meloni non funziona, perché la sicurezza si costruisce. Servono prevenzione e partecipazione. Dalle piazze ai migranti, fino alle carceri, ecco un’alternativa possibile”. “Il diritto alla sicurezza non è prerogativa della destra securitaria, ma può, anzi deve essere, prerogativa di una cultura democratica”, Carlo Bonini, vicedirettore di Repubblica, da più di trent’anni giornalista investigativo, racchiude in questa frase il senso del libro Contro la paura - Manifesto per una sicurezza democratica (Feltrinelli editore) scritto con Franco Gabrielli. Con il prefetto ed ex capo della Polizia, Bonini analizza in tutti gli aspetti le politiche securitarie del governo Meloni.
di Giusi Fasano
Corriere della Sera, 8 giugno 2026
Aveva 49 anni e morì nei campi. Da allora si disse basta sfruttamento e caporalato. Ma la storia (purtroppo) si ripete. Paola Clemente aveva 49 anni. Il 13 luglio del 2015, mentre lavorava all’acinellatura dell’uva in un vigneto di Andria, nella sua Puglia, morì d’infarto. Il suo cuore non resse a un’altra giornata di troppa fatica nei campi. E la sua morte divenne un caso perché si scoprì che, alla fine, tutta quella fatica valeva 27 euro al giorno netti. Che diviso per 8-9 ore di lavoro più un paio del tragitto all’andata e altrettante al ritorno, facevano più o meno 2 euro l’ora. Scandalo. Indignazione. Promesse. Intervenne la magistratura; indagò la Commissione parlamentare d’inchiesta; alla fine del 2016 la sua storia ispirò l’approvazione della legge “per il contrasto al caporalato e al lavoro nero in agricoltura”; in sua memoria nacquero premi, canzoni, poesie, un cortometraggio. Intitolarono a lei la strada di Crispiano, il paesino in cui aveva abitato da ragazzina; si parò di lei a lungo nelle scuole, nei luoghi delle istituzioni e del lavoro.
di Luciana Cimino
Il Manifesto, 8 giugno 2026
Migliaia di persone rispondono all’orrore dei braccianti arsi vivi. Ci sono il sindacato e i leader del centrosinistra, assente la Regione. Il comizio davanti alla stazione di Amendolara è finito. Alla spicciolata i manifestanti tornano verso le macchine o i bus che li hanno portati in Calabria dal resto d’Italia. Le ferrovie alle spalle sono giusto un’intuizione, passano due treni al giorno. Il trasporto è affidato ai bus dei privati che percorrono i paesi calabresi per portare gli studenti nelle scuole delle città. Come Castrovillari o Sibari, a malapena collegate tra loro. Il capoluogo da qui dista solo 180 chilometri ma per arrivare da Catanzaro ad Amendolara con i mezzi servono 9 ore e tre cambi.
di Paolo Frosina
Il Fatto Quotidiano, 8 giugno 2026
la Procura di Torino chiede di portare alla Consulta il nuovo reato di blocco stradale. La pm Elisa Pazè ha chiesto al gip di sollevare questione di costituzionalità della norma, contenuta nel decreto Sicurezza del 2025: “Colpisce chi manifesta per pace e ambiente”. Il reato di blocco stradale voluto dal governo Meloni è contrario alla Costituzione perché ha “trasformato un diritto in delitto”. Lo sostiene il pubblico ministero di Torino Elisa Pazè, che ha chiesto al gip di sollevare la questione alla Corte costituzionale nell’ambito di un procedimento contro 18 indagati per aver bloccato la tangenziale della città - per un totale di una decina di minuti - durante una manifestazione pro-Gaza il 17 maggio 2025. La norma, introdotta col primo decreto Sicurezza per stroncare le proteste degli attivisti climatici, prevede il carcere da sei mesi a tre anni per chi “impedisce la libera circolazione su strada ostruendo la stessa con il proprio corpo, se il fatto è commesso da più persone riunite”: un comportamento che prima costituiva un semplice illecito amministrativo, punito con una multa da mille a quattromila euro.
di Giulia Ricci
La Stampa, 8 giugno 2026
Il caso di una donna con un figlio di 4 anni. “Ho una malattia genetica rara che mi fa sentire, ogni giorno, un dolore viscerale. Con la terapia a base di cannabinoidi ho ritrovato almeno un pezzo di me stessa: surreale dover spiegare una cura prescritta legalmente, mentre sono costretta a rivolgermi alla sanità privata”. Chiara (nome di fantasia, ndr) è appena uscita da una caserma nel Torinese, dove ha passato un pomeriggio di una domenica qualunque come “persona informata sui fatti”, chiamata ieri dai carabinieri “per una questione medica”. Soffre di una patologia molto rara che coinvolge diversi organi e che non risponde alle terapie tradizionali: “Oltre all’endometriosi e ad un cancro aggressivo, che mi lascia incerta sul futuro: avrei preferito passare questa giornata con mio figlio di 4 anni”.
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 8 giugno 2026
L’appello dei genitori di Domenico Centrone, attivista della Flotilla fermato a Bengasi con Dina Alberizia e altri attivisti della Flotilla: “Ingiustamente rinchiuso”. Il pressing della diplomazia italiana per una nuova visita in carcere Le difficoltà nell’assistenza legale. Sono passate due settimane dall’inizio della loro detenzione in Libia e c’è ancora incertezza su quando potranno tornare a casa. È la storia di Domenico Centrone e Dina Alberizia, attivisti del convoglio della Flotilla che puntava a portare aiuti umanitari a Gaza via terra. Partendo dalla Libia e attraversando il valico di Rafah. In Libia però il gruppo è stato fermato e 10 persone, tra cui i due italiani, sono in stato di detenzione. L’accusa, per quanto è stato possibile ricostruire in un contesto complicato da un punto di vista diplomatico e geopolitico, è di essere entrati illegalmente nel Paese. I due italiani sono detenuti dal 24 maggio. Solo nelle scorse ore Alberizia è riuscita a sentire la famiglia, dopo svariati giorni di detenzione: Le hanno permesso di telefonare in cambio della sospensione dello sciopero della fame. Ha detto di stare relativamente bene”, ha raccontato il fratello.
di Vincenzo Giglio
terzultimafermata.blog, 7 giugno 2026
L’interrogazione del deputato Giachetti e la risposta del Sottosegretario alla Giustizia Balboni. Il 14 maggio 2026, in occasione della seduta n. 660 della Commissione Giustizia della Camera dei deputati, l’Onorevole Roberto Giachetti (Italia Viva, Centro-Renew Europe) ha depositato l’interrogazione a risposta in commissione n. 5/05393. L’atto di controllo è specificamente focalizzato sull’Applicativo spazi/detenuti (A.s.d.) introdotto il 23 marzo 2014 con nota del capo del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria (Dap) quale strumento informatico di monitoraggio in tempo reale del numero dei detenuti presenti in ciascun istituto, della loro specifica collocazione e dello spazio disponibile per ogni ristretto.
di Irene Famà
La Stampa, 7 giugno 2026
Martedì secondo vertice, ma la maggioranza è spaccata. Il Guardasigilli torna a ribadire: “Norma inutile”. Non si placa, all’interno della maggioranza, lo scontro sul tema giustizia. Forza Italia insiste sulla responsabilità civile dei magistrati e il Guardasigilli Carlo Nordio torna a ribadire un secco no. “Sosteniamo il sacrosanto diritto del cittadino colpito da malagiustizia a essere risarcito. Rendere effettiva la responsabilità civile del magistrato significa mettere al centro la persona, i suoi diritti e le sue libertà”, scrivono in una nota i capigruppo di Camera e Senato di Forza Italia, Enrico Costa e Stefania Craxi. E proseguono: “La responsabilità civile non è uno strumento per “colpire” nel portafoglio il magistrato che sbaglia, ma un istituto di tutela di fronte alle ingiustizie.
di Paolo Frosina
Il Fatto Quotidiano, 7 giugno 2026
Ma Nordio fa muro: “Inutile e insensata”. Dopo lo scontro al vertice di maggioranza, gli azzurri tornano a pungolare gli alleati. Il ministro chiude ancora e ammette: “Dopo il referendum il cammino delle riforme è molto più difficile”. “Sosteniamo il sacrosanto diritto del cittadino colpito da malagiustizia a essere risarcito”. Dopo lo scontro con Fratelli d’Italia al vertice di maggioranza di mercoledì, Forza Italia torna a sfidare gli alleati sul tema della responsabilità civile dei magistrati, la bandiera scelta dagli azzurri in tema giustizia per l’ultima parte di legislatura. Nelle scorse settimane, nell’ambito del nuovo corso chiesto da Marina Berlusconi, il capogruppo alla Camera Enrico Costa ha chiesto un provvedimento per ampliare i casi in cui giudici e pm possono essere chiamati a risarcire i danni causati dalle loro decisioni: l’idea è di intervenire sulla norma per cui “non può dar luogo a responsabilità l’attività di interpretazione di norme di diritto né quella di valutazione del fatto e delle prove”, nonché sulla definizione di “colpa grave” che fonda la responsabilità. Il ministro Carlo Nordio - ispirato da FdI - aveva alzato un muro da subito: “Non è nel programma, né all’ordine del giorno e, per quanto mi riguarda, non lo sarà”, ha tagliato corto. Costa, però, non si arrende e rilancia con una nota congiunta firmata insieme all’omologa al Senato, Stefania Craxi: “Rendere effettiva la responsabilità civile del magistrato significa mettere al centro la persona, i suoi diritti e le sue libertà”, si legge. “La centralità della persona è un principio che appartiene al dna di Forza Italia e della sua azione politica, ed è la chiave con cui va affrontato il tema”.
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