di Francesco Grignetti
La Stampa, 30 aprile 2024
L’ex capo del Dap Renoldi dopo la denuncia di Gratteri: “Più possibilità di comunicare per i meno pericolosi”. Bando agli slogan, dice Carlo Renoldi, che era stato scelto dalla ministra Marta Cartabia come capo del Dipartimento penitenziario. La sua avventura è durata 9 mesi, fino al gennaio 2023. Poi è arrivato il destra-centro e Renoldi è stato rimandato in Cassazione.
di Ilario Lombardo
La Stampa, 30 aprile 2024
Si accelera sulla riforma “bandiera”: l’ipotesi di portarla in Cdm. È l’ultimo tassello del patto elettorale a tre prima delle Europee. Restava da accontentare Forza Italia. Se non sarà oggi, come inizialmente era stato preannunciato ai leader dei partiti di maggioranza, sarà il prossimo Cdm a licenziare il disegno di legge costituzionale sulla separazione delle carriere. Uno dei grandi progetti di Silvio Berlusconi, una sfida del secolo per gli azzurri, presente nel programma anche di Giorgia Meloni. Era il tassello mancante di un accordo elettorale a tre, che prevede per ogni partito della coalizione una riforma di bandiera pronta da spendere prima del voto delle Europee, l’8 e il 9 giugno. Il premierato caro a Fratelli d’Italia è ben incardinato in Senato e dovrebbe ricevere l’approvazione in prima lettura entro un mese. Obiettivo già raggiunto per l’Autonomia, la legge madre per la Lega di Matteo Salvini, ora in discussione alla Camera, dopo l’ok di Palazzo Madama. Lo scambio doveva concludersi con il via libera del governo alla separazione tra magistratura inquirente e giudicante, cara a Forza Italia. Una riforma che accenderà un altro fronte con le toghe, e che proprio per questo motivo la premier avrebbe preferito frenare, rinviandone la discussione il più a lungo possibile. La scorsa estate parlò di obiettivo di legislatura. Poi, a metà marzo, dopo un lungo confronto con il ministro della Giustizia Carlo Nordio e con il leader di Forza Italia Antonio Tajani, Meloni ha ceduto alla richiesta di avviare la norma prima dell’avvio della campagna elettorale.
di Frank Cimini
L’Unità, 30 aprile 2024
Respingendo il ricorso dei difensori sul 41bis la Cassazione si appella alle parole della Procura nazionale antimafia ma poi boccia il parere della stessa Dna che riconosceva una ridotta pericolosità dell’anarchico. Sul 41bis di Alfredo Cospito confermato dalla Cassazione che ha respinto il ricorso del difensore la giustizia riesce ad andare in corto circuito con una motivazione che risulta il massimo della contraddittorietà. I supremi giudici da un lato citano le parole della procura nazionale antimafia e antiterrorismo secondo cui Cospito pur da detenuto “continuava a compiere condotte apologetiche della violenza anarchica”. Dall’altro lato viene letteralmente bocciato il parere della stessa Dna che dava atto di una ridotta pericolosità dell’anarchico e chiedeva di sostituire il regime del 41bis con quello dell’alta sorveglianza, un gradino appena più sotto, mantenendo la censura sulla corrispondenza.
di Giuseppe Guastella
Corriere della Sera, 30 aprile 2024
Nelle immagini il pestaggio di un detenuto di 15 anni. L’episodio è avvenuto l’8 marzo scorso. Il ragazzo si era procurato dei tagli. Viene trascinato per le scale, spinto contro il muro e colpito ripetutamente finché cade a terra, dove un agente lo prende a calci. La “scena cruenta” di un pestaggio ai danni di un detenuto di 15 anni, con tanto di fotogrammi delle violenze riprese dalle telecamere interne, è contenuta in un’annotazione del 15 marzo scorso, redatta dal Nucleo investigativo regionale della Polizia penitenziaria, agli atti dell’inchiesta della Procura di Milano su presunte torture e maltrattamenti nel carcere minorile Beccaria, che una settimana fa ha portato in carcere 13 agenti e alla sospensione di altri otto colleghi.
di Andrea Siravo
La Stampa, 30 aprile 2024
Le botte a un quindicenne riprese dalle telecamere nell’indagine che ha portato all’arresto di 8 agenti. Circondato e spinto al muro, strattonato per un braccio e poi a terra viene scalciato almeno una volta. La sequenza è immortalata, fotogramma dopo fotogramma, da una telecamera di sorveglianza dell’Ipm Beccaria di Milano. Da un lato alcuni degli agenti della polizia penitenziaria, finiti in carcere il 22 aprile con le accuse di torture e minorenni, dall’altra un detenuto quindicenne.
garantedetenutilazio.it, 30 aprile 2024
“L’uso sistematico della violenza: questo è preoccupante, il fatto che fosse un regime”. Così il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive delle libertà personale della Regione del Lazio, Stefano Anastasìa, a proposito del caso Beccaria durante la trasmissione “Periferie-il sabato di RaiNews24” del 27 aprile. Un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 13 agenti della Polizia penitenziaria, 12 dei quali in servizio presso l’istituto penale minorile “Cesare Beccaria” di Milano, nonché la misura della sospensione dall’esercizio di pubblici uffici nei confronti di ulteriori otto, anch’essi tutti in servizio all’epoca dei fatti, sono state eseguite lo scorso 22 aprile. I reati a vario titolo contestati dalla Procura sono maltrattamenti, concorso in tortura, e una tentata violenza sessuale nei confronti di un detenuto.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 30 aprile 2024
Viaggio nel penitenziario toscano dove l’80 per cento dei detenuti è occupato e retribuito. “Abbiamo all’interno veri e propri stabilimenti industriali: così garantiamo dignità e armonia”. La possibilità di guadagnare denaro per le famiglie e cli imparare un mestiere per il futuro. Non succede praticamente da nessuna parte. Per questo fa notizia il carcere di Massa, dove sono circa 180 (su 220 presenti) i detenuti impegnati quotidianamente con un lavoro. La media dei reclusi che hanno una occupazione, in Italia, è di circa il 29 per cento.
di Stefano Anastasìa*
garantedetenutilazio.it, 30 aprile 2024
Qualche settimana fa, una civile protesta dei detenuti della Casa di reclusione di Rebibbia, una di quelle legittime proteste che incomprensibilmente un disegno di legge del Governo vorrebbe rendere sanzionabili penalmente, ha richiamato la nostra attenzione sulla morte di un loro compagno, avanti negli anni, diabetico e cardiopatico, che lamentava dolori e sofferenze, apparentemente di natura odontoiatriche.
di Gennaro Scala
Corriere della Sera, 30 aprile 2024
Al prete anticamorra hanno prima danneggiato e poi rubato l’auto. Rafforzata la vigilanza sia diurna che notturna. “Lo Stato non ci abbandoni”.
di Antonio Averaimo
La Repubblica, 30 aprile 2024
“Revocare l’ormeggio alla nostra barca a vela significa affondarla dopo 15 anni di vita. E questo, per noi, non è pensabile”. Silvia Ricciardi, responsabile dell’associazione “Jonathan”, che lavora a Napoli nel recupero di minori e giovani autori di reati, difende il progetto “Jonathan Vela” e ribadisce quanto già detto di persona al presidente dell’Autorità portuale Andrea Annunziata in un incontro chiesto in seguito alla revoca dell’ormeggio nella darsena Acton alla barca a vela Blue Marlin II appartenente all’associazione.
- Milano. “Bisogna aver visto”. Studenti universitari e detenuti alla scuola del carcere
- La Spezia. “Dirimpetto. La rete dell’abisso’”, studenti e detenuti insieme sul palco
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