di Errico Novi
Il Dubbio, 23 aprile 2024
Quaranta parlamentari dem hanno condotto visite ispettive in 32 istituti di pena in tutta Italia. La responsabile Giustizia Serracchiani: “Tra sovraffollamento e vuoti d’organico è il collasso, addio al fine rieducativo”. Tutto in un giorno. Nelle ore in cui arrivano le notizie raccapriccianti da Milano, dall’ordinanza del gip sulle presunte violenze al minorile “Beccaria”, e proprio mentre Antigone sceglie un titolo Hitchcockiano, “Nodo alla gola”, per il rapporto sui 100 suicidi dietro le sbarre in 15 mesi, il Partito democratico compie un gesto di grande significato politico e visita 32 istituti di pena, con una serie di ispezioni tutte questa mattina in contemporanea (e l’anteprima di Lia Quartapelle, che ha verificato sabato scorso le condizioni di Bollate).
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 23 aprile 2024
Psicofarmaci, pene disciplinari e trasferimenti, così vengono trattati i reclusi negli Ipm. Ma quanto è cronicizzato - per non dire istituzionalizzato - il maltrattamento dei giovani detenuti all’interno delle carceri minorili? La domanda - che si ripropone ad ogni denuncia di violenza subita da coloro che si trovano nelle mani dello Stato - trova in questo caso risposte nel XX Rapporto annuale di Antigone dal titolo “Nodo alla gola” presentato ieri (dopo quello di febbraio specifico sui minorenni, “Prospettive minori”), che scatta una fotografia generale sulle condizioni di detenzione nei penitenziari italiani.
di Mauro Palma
La Stampa, 23 aprile 2024
Sta diventando un brutto film troppe volte visto: un’inchiesta di maltrattamenti gravi in un Istituto di detenzione da parte di chi ha in custodia le persone che vi sono ristrette. La custodia è però soltanto parte di un compito ben più complesso perché include la tutela dei loro diritti e il contributo al loro positivo reintegro nella società esterna. Proprio per questo, infatti, ormai trent’anni fa è cambiato anche il nome: non più “agenti di custodia” ma appartenenti al “Corpo di Polizia penitenziaria”.
di Eraldo Affinati
La Stampa, 23 aprile 2024
Chi sbaglia da giovane ha bisogno di adulti capaci di incarnare valori alternativi a quelli del successo. Ma se a bastonarli sono proprio coloro che dovrebbero ricondurli sulla retta via, allora non c’è speranza. Ciò che sta accadendo al carcere minorile “Cesare Beccaria” di Milano, qualche tempo fa la fuga di un gruppo di detenuti, presto riacciuffati, adesso l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di tredici agenti della Polizia penitenziaria per maltrattamenti, concorso in tortura e tentata violenza sessuale, ci riporta al tema cruciale del nostro tempo: la tutela dell’adolescenza, che non può certo ridursi alla sua mera dimensione giuridica. Se non ci prendiamo cura dei nostri ragazzi, specie i più fragili e inquieti, è come se avvelenassimo i pozzi della coscienza collettiva mettendo il piombo sulle ali del futuro.
di Angela Stella
L’Unità, 23 aprile 2024
Giorni fa, in una sala cinematografica di Roma - quella di Nanni Moretti - proiettavano un vecchio film di Francois Truffaut che finiva con delle scene terribili di ragazzi maltrattati in un riformatorio francese. È un film del 1959. Ne uscivi sconvolto ma pensavi: “Per fortuna che i tempi sono molto cambiati e la civiltà è avanzata”. Pensiero stolto. La civiltà non è avanzata. Ieri abbiamo saputo che al Beccaria di Milano i ragazzi, incarcerati da folli leggi, venivano sistematicamente torturati da alcuni agenti di custodia. Presunzione di innocenza per tutti, anche per gli agenti, ma le torture ci sono state. Li legavano con le mani dietro la schiena e poi li bastonavano. Uno di loro è stato torturato per 36 ore. Che lezione dobbiamo trarne?
di Linda Di Benedetto
Panorama, 23 aprile 2024
Cronaca di un sistema in crisi. L’inchiesta sui casi di violenza che sarebbero avvenuti al Beccaria di Milano è solo l’ultima macchia sulla divisa degli agenti che lavorano nelle carceri. Pestaggi e torture contro i detenuti. Il sistema carcerario italiano è stato scosso da una serie di indagini che hanno portato alla luce violenze e torture inflitte ai detenuti da parte degli agenti di Polizia penitenziaria. Fatti recenti come quelli che sarebbero avvenuti all’interno del carcere minorile Beccaria di Milano, dove 13 agenti di polizia penitenziaria (di cui 12 ancora in servizio presso la struttura) sono stati arrestati dalla polizia all’alba di ieri.
di Federico Capurso
La Stampa, 23 aprile 2024
Il sottosegretario alla Giustizia: “La Polizia penitenziaria ha aiutato le indagini”. Tredici agenti della Polizia penitenziaria arrestati, altri otto sospesi, l’accusa di violenza, tortura, tentata violenza sessuale su alcuni detenuti del carcere minorile Cesare Beccaria. Un inferno, quello tratteggiato dalla procura milanese. Ma di fronte all’interrogativo se questo sia lo specchio del sistema carcerario minorile in Italia, il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, di Fratelli d’Italia, scuote la testa: “Questi fatti non sono fisiologici. Qui si parla, eventualmente, della patologia di un singolo istituto”.
di Elena Dal Forno
Corriere del Veneto, 23 aprile 2024
E Ostellari: “Usiamo gli stipendi dei lavoratori carcerati per risarcire le vittime”. “Le baby gang sono un fenomeno diffuso che riguarda principalmente i ragazzini di seconda e terza generazione, a dimostrazione che l’integrazione non ha avuto successo. E che l’immigrazione illegale, deve essere contrastata”. Non usa giri di parole il sottosegretario all’Interno, Nicola Molteni, intervenuto ieri a Mogliano al convegno per i 25 anni di Fervicredo (Treviso), l’associazione di promozione sociale feriti e vittime della criminalità e del dovere.
di Davide Varì
Il Dubbio, 23 aprile 2024
Nel documento inviato a Palazzo Bachelet, si legge che “è necessario, innanzitutto, rafforzare il livello di leggibilità delle scelte”. “Incrementare le regole per la trasparenza e la leggibilità delle scelte sulle nomine dei dirigenti degli uffici giudiziari”. È quanto chiede Magistratura Democratica al Consiglio superiore della magistratura che “deve adottare entro il 20 luglio 2024 le delibere necessarie a dare attuazione alle disposizioni del decreto sulla riforma dell’ordinamento giudiziario. Valorizzando la scelta di criteri generali piuttosto che di criteri sulla singola nomina, si possono combattere il carrierismo e il clientelismo”, sottolinea Md, che interviene sul tema con un documento.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 23 aprile 2024
Quel termine adottato per il caso della Dna, dice il giornalista, “vuol dire agire a fini di ricatto: noi non lo abbiamo mai fatto”. Ieri, nell’ambito del filone di inchiesta sulle vicende relative al cosiddetto “dossieraggio” di esponenti politici e del mondo economico, su cui sta indagando la procura di Perugia, la commissione bicamerale Antimafia, in particolare su richiesta del vice presidente di FI d’Attis, ha richiesto l’audizione di Emiliano Fittipaldi, direttore del quotidiano Domani. Il giornalista non è indagato, ma lo sono tre colleghi del giornale da lui diretto insieme al finanziere Pasquale Striano e al magistrato della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo Antonio Laudati.
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