di Vittorio Macioce
altropensiero.net, 9 marzo 2026
Il carcere adesso non è soltanto una prigione. È uno spazio in attesa di sepoltura, un luogo sospeso tra la guerra e una speranza di rivoluzione. Sotto queste bombe qualcuno verrà a prendere la Bastiglia? Ci pensano e aspettano. Il momento magari verrà. Evin è quel momento. Evin è sempre stato quel momento, in realtà, da quando nel 1972 lo Shah fece costruire quel complesso nel nord di Teheran, ai piedi dei monti Alborz, come una macchina per macinare dissidenti. Poi vennero gli ayatollah e la macchina cambiò padrone, ma non funzione. Adesso che i jet americani e israeliani riempiono il cielo sopra la capitale, Evin è diventato l’ultimo girone. Quello senza uscita.
di Riccardo Renzi
Il Riformista, 9 marzo 2026
L’operazione militare avviata da Damasco nel gennaio 2026 ha posto fine all’esperienza autonomistica nel Nord-Est siriano. Ma se sul piano territoriale la Siria ritrova una parvenza di unità, sul piano giuridico e politico si riapre una questione rimasta sospesa per anni: la gestione dei foreign fighters detenuti e delle loro famiglie. Le carceri e i campi amministrati dalle autorità curde erano già stati teatro di tensioni, come dimostrò nel 2022 l’assalto alla prigione di al-Sina’a da parte di miliziani dello Stato islamico. Ancora più delicato è stato il caso del campo di al-Hawl, arrivato a ospitare decine di migliaia di persone, molte delle quali donne e minori mai formalmente accusati di reati, ma trattenuti in una sorta di detenzione amministrativa di fatto.
di Riccardo Noury*
Il Fatto Quotidiano, 9 marzo 2026
Secondo Peace Now, quasi il 58 per cento delle terre dell’Area C della Cisgiordania occupata non è registrato. Lo Stato ebraico ne ha già confiscato oltre la metà. Dallo scorso dicembre le autorità israeliane hanno adottato una serie di misure illegali, deliberatamente concepite per espropriare la popolazione palestinese della Cisgiordania occupata, compresa Gerusalemme Est, e rendere irreversibile l’annessione del suo territorio. Queste decisioni rappresentano un’escalation senza precedenti, per portata e rapidità, nel progetto di espansione degli insediamenti illegali da parte di Israele.
di Errico Novi
Il Dubbio, 8 marzo 2026
L’appuntamento del 22 e 23 marzo non è solo per il referendum ma è anche un’occasione che, per la giustizia e per l’equilibrio fra i poteri, non tornerà più. Era la riforma di tutti. Almeno avrebbe dovuto esserlo. Di certo è diventata l’unica. Il premierato arrugginisce ormai su un binario morto. L’autonomia è stata menomata dalla Consulta. Nella bacheca del centrodestra, alla sezione riforme approvate nella legislatura, la separazione delle carriere sarebbe diventata l’unico trofeo. Un po’ per scelta, un po’ per caso. Ma alla fine gli attriti rischiano prevalere sulle buone intenzioni, e il posto riservato alla legge Nordio di restare vuoto.
di Marco Iasevoli e Angelo Picariello
Avvenire, 8 marzo 2026
Parlano i costituzionalisti Filippo Pizzolato (per il No), docente all’Università di Padova e alla Cattolica, e Marco Olivetti (per il Sì), professore alla Lumsa. A due settimane dal voto del 22 e 23 marzo per il referendum sulla riforma costituzionale della giustizia, sale ancora il livello dello scontro politico. Il ministro dell’Interno Piantedosi, che sabato ha partecipato a un incontro per il Sì organizzato a Bologna dalla Lega, ha accusato i magistrati che hanno emesso le sentenze sui Cpr in Albania di essere “ideologizzati” e di vanificare con le loro decisioni le politiche del Governo in materia di immigrazione.
di Giovanni Turi
La Stampa, 8 marzo 2026
A quindici giorni dal voto referendario del 22 e 23 marzo, gli istituti rilevano un Paese diviso in due: Only Numbers e BiDiMedia danno il Sì avanti, YouTrend osserva il sorpasso del No. Referendum sulla giustizia, i giorni del voto si avvicinano. Le date di domenica 22 e lunedì 23 marzo distano poco più di due settimane. E gli ultimi sondaggi sono la bussola per capire gli scenari che avanzano. Come quello dell’istituto Only Numbers realizzato per il programma “Porta a Porta”, dove l’indecisione su come muoversi regna ancora sovrana. Alla domanda “Pensa di andare a votare il 22 e il 23 marzo per il referendum confermativo della legge sulla riforma della giustizia?”, il 41% segna questa opzione.
di Carlo Giorni
Il Fatto Quotidiano, 8 marzo 2026
Libera festeggia i 30 anni della legge 109/96 con eventi in 180 luoghi. “La prima grande scommessa vinta da Libera” dice don Ciotti. Libera, l’associazione contro le mafie - fondata nel 1995, tra gli altri, da don Luigi Ciotti - è ricca di storie, volti, lotte. Da dove partirebbe? È stato chiesto a don Ciotti nel libro Cento passi verso un’altra Italia, edito da Piemme. Risponde il sacerdote torinese che nel settembre scorso ha compiuto 80 anni: “Partirei dal 7 marzo del 1996, giorno dell’approvazione della legge sull’uso sociale dei beni confiscati alle mafie. La nostra prima grande scommessa vinta, grazie a una mobilitazione collettiva dei gruppi e delle associazioni che avevano fondato Libera.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 8 marzo 2026
Parla l’avvocata Carla Quinto, dell’associazione Be Free: “Il provvedimento riscritto da Bongiorno lascia troppi margini di dubbio. Mentre la Commissione libertà civili dell’Eurocamera ha appena chiesto all’Italia di allinearsi alla Convenzione di Istanbul”. L’ha letto e l’ha studiato, il testo del ddl Stupri voluto dalla Lega per capovolgere la prima versione, approvata all’unanimità dalla Camera a novembre. Carla Quinto, responsabile dell’ufficio legale di Be free, un’organizzazione antiviolenza che agisce nel centro Italia, non è quindi tra coloro che la senatrice leghista Giulia Bongiorno accusa di parlare “senza aver letto i documenti”.
ansa.it, 8 marzo 2026
L’articolo 2 del ddl introduce una nuova fattispecie di reato, cioè la costrizione all’occultamento del volto. “In questo modo, sarà sempre possibile identificare chi si muove in uno spazio pubblico, come piazze, uffici, ospedali e scuole - spiega il primo firmatario Gianmarco Centinaio - così da evitare scambi di persona e limitare situazioni che possano mettere in pericolo gli altri cittadini”. Un disegno di legge per vietare l’uso del velo nei luoghi pubblici, intervenendo più duramente su chi obbliga le proprie figlie a indossarlo. Per la giornata delle donne, la Lega annuncia una proposta di legge per combattere il velo in nome della dignità e libertà delle donne.
di Andrea Scutellà
La Sentinella del Canavese, 8 marzo 2026
Promuovere e tutelare i diritti delle persone private della libertà personale, con particolare attenzione alle pari opportunità e al contrasto di ogni forma di discriminazione all’interno degli istituti penitenziari. Promuovere e tutelare i diritti delle persone private della libertà personale, con particolare attenzione alle pari opportunità e al contrasto di ogni forma di discriminazione all’interno degli istituti penitenziari. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa siglato mercoledì 4 in Regione tra la Garante dei detenuti Monica Formaiano e la presidente della Commissione regionale per le pari opportunità Maria Rosa Porta. L’accordo, della durata di tre anni e rinnovabile, rappresenta una novità a livello nazionale e punta a rafforzare la collaborazione tra le due istituzioni per promuovere una cultura del rispetto dei diritti delle persone detenute, con particolare attenzione alle situazioni di maggiore fragilità.
- Bologna. Le ragioni del Sì e del No alla Dozza? “Negato il dibattito sul referendum”
- Saluzzo (Cn). “Niente studenti in carcere”. Il Dap vieta il laboratorio di letture e teatro
- Firenze. Sollicciano, l’appello di Palagi e Lensi: “La sindaca dichiari inagibili alcuni settori”
- Firenze. Sollicciano, il nodo dei lavori bloccati. “Per concluderli servirebbero 4 anni”
- Alessandria. Delmastro: “L’arrivo dei detenuti del 41bis a San Michele aumenterà la sicurezza”










