camerepenali.it, 19 aprile 2024
Lenzuola e bombole di gas, strumenti che consentono solitamente ai detenuti di procurarsi il cibo e il sonno, quel poco che assicura il minimo della sopravvivenza, divengono gli strumenti atroci con cui ci si dà la morte. L’ultimo terribile suicidio nel carcere di Como prolunga quella interminabile lista che pesa oramai come un macigno sulla coscienza dell’intero Paese. Lenzuola e bombole di gas, strumenti che consentono solitamente ai detenuti di procurarsi il cibo e il sonno, quel poco che assicura il minimo della sopravvivenza, divengono gli strumenti atroci con cui ci si dà la morte.
di Annalisa Cangemi
fanpage.it, 19 aprile 2024
Il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, commenta gli ultimi allarmanti dati sui suicidi in carcere, dovuti soprattutto al sovraffollamento: “Dall’inizio del 2024 le morti per suicidio nelle carceri italiane sono arrivate già a 32. Un numero impressionante, se si considera che l’anno scorso, in tutto l’anno, ce ne furono 70. Se continuiamo con questo ritmo arriveremo al dato più alto di sempre”. Sono 32 i detenuti che da inizio 2024 si sono suicidati in carcere, oltre a 4 agenti di Polizia penitenziaria che si sono tolti la vita. I numeri sui suicidi in carcere sono in preoccupante aumento, crescono in modo esponenziale, come denuncia la Conferenza nazionale dei Garanti territoriali delle persone private della libertà, che oggi ha organizzato presidi in cinquanta città italiane, sedi di penitenziari, leggendo un appello alla politica e alla società civile sull’emergenza dei suicidi in carcere.
di Franco Corleone
L’Espresso, 19 aprile 2024
Una proposta di legge prevede tirocini formativi nei luoghi di pena per gli aspiranti magistrati. La riforma della giustizia è ridotta a un tema di polemica continua e inesauribile. Il conflitto tra politica e magistratura avrebbe richiesto una definizione di ambiti e di confini, purtroppo è mancata la riforma della politica. Siamo tra Scilla e Cariddi. Da una parte leggi elettorali incostituzionali che danno il potere assoluto ai segretari di partito e dall’altra elezioni con le preferenze che squadernano frotte di candidati assetati di piccolo potere. Giustizia penale e giustizia civile pongono questioni diverse ma con soluzioni praticabili, che non si adottano perché romperebbero abitudini consolidate e rendite di posizione.
di Tiziana Maiolo
Il Riformista, 19 aprile 2024
Oggi, il ritorno all’inquisizione più che un sogno è prassi quotidiana. E la separazione delle carriere è diventata più un feticcio che un serio programma riformatore, così calpestiamo la Costituzione. Il segnale di allarme si è manifestato a Milano lo scorso ottobre, quando il giudice delle indagini preliminari Tommaso Perna ha osato violare niente di meno che il sacrario dell’antimafia di Boccassini e Dolci, concedendo “solo” 11 misure cautelari in carcere su 153 richieste dalla procura. Parapiglia, sconcerto, indignazione. Ma come si permette un gip, di distanziarsi in modo così palese e significativo dall’ipotesi dell’accusa?
di Gian Domenico Caiazza
Il Foglio, 19 aprile 2024
“Delegittimazione”: è questa la parola magica che la Magistratura italiana (e il mondo mediatico e politico che la sostiene con passione) sfodera puntualmente non appena si materializzi anche la sola ipotesi di un giudizio, di una valutazione critica dell’operato professionale delle toghe. I test psico-attitudinali per aspiranti magistrati? Delegittimano la magistratura. L’introduzione del fascicolo delle performance di ogni singolo magistrato? Delegittima la magistratura. Il referendum sulla responsabilità civile? Delegittima la magistratura. L’articolo di Ermes Antonucci su alcuni magistrati della Procura di Firenze? Delegittima la Magistratura. E sì, perché una volta che ci hai preso la mano, non stai lì a distinguere tra il varo di una legge, la promozione di un referendum e la pubblicazione di un articolo su un quotidiano.
di Antonella Mascali
Il Fatto Quotidiano, 19 aprile 2024
Via il cuore del decreto salva intercettazioni dell’ex ministro della Giustizia Alfonso Bonafede per decisione, ieri pomeriggio, delle Sezioni Unite della Cassazione. La questione è molto tecnica, ma le ricadute sono facili da comprendere: alcune decine di inchieste e processi in corso, anche per corruzione, rischiano seriamente di andare in fumo o essere compromessi perché non potranno essere utilizzate le intercettazioni, fino a ieri validi elementi di prova in mano ai pubblici ministeri. Alcune procure, da Genova a Napoli, sono in allerta.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 19 aprile 2024
Il Tar Piemonte, sentenza n. 353/2024, ha accolto il ricorso condannando il Ministero della Giustizia a pagare 10mila euro al dipendente dell’amministrazione penitenziaria. Risarcimento per l’agente penitenziario sottoposto a una visita psichiatrica per verificarne la presunta omosessualità che avrebbe potuto comprometterne l’idoneità al servizio venendo parificata ad un disturbo della personalità. Le visite, medica e psichiatrica, erano state ordinate dopo una segnalazione, risultata poi falsa, di due detenuti che avevano lamentato delle avances da parte dell’agente. Il Tar Piemonte, sentenza n. 353/2024, accogliendo il ricorso dell’agente ha condannato il Ministero della Giustizia a titolo di risarcimento del danno non patrimoniale.
di Massimo Massenzio
Corriere di Torino, 19 aprile 2024
Dall’inizio dell’anno le morti “di carcere” in Italia sono state 54 (30 per suicidio, 24 per cause naturali), tre delle quali a Ivrea, Cuneo e a Torino. Tante, troppe, un numero mai visto prima. L’ultima tragedia, in Piemonte, risale allo scorso 24 febbraio, quando Alvaro Fabrizio Nuñez Sanchez, 31 anni, affetto da gravi problemi psichiatrici, si è impiccato nella sua cella al Lorusso e Cutugno. “Una persona che non doveva stare in carcere, non per un premio, ma perché lo aveva stabilito il giudice - ha sottolineato il vicepresidente della Camera Penale Maurizio Basile -. Ma non è stato trovato posto in Rems e dopo mesi era ancora lì, in una struttura inadeguata alle sue condizioni”.
di Leandro Del Gaudio
Il Mattino, 19 aprile 2024
In Campania ci sono 7.400 detenuti, di cui: 94 hanno un fine pena dai 6 agli 8 mesi; 240 con fine pena da 1 a 2 anni; 464 con fine pena dai 2 ai 3 anni. E non è tutto. A voler essere ancora più analitici, si può dire che i circa 700 reclusi di cui si è fatto cenno fanno parte di un gruppo di 2500 detenuti che stanno scontando pena sotto i 4 anni. Sono alcuni numeri forniti dal garante regionale per i detenuti Samuele Ciambriello, nel corso di un convegno tenuto dalla Camera degli avvocati penalisti “Sebastiano Fusco”, in un confronto a più voci tra giuristi ed addetti ai lavori. Ad introdurre i lavori, il presidente dell’associazione Vincenzo Dostuni (che coordina l’associazione assieme ai colleghi presidenti Simona Lai e Gaetano Inserra), che ha esordito con un saluto commemorativo del penalista Riccardo Polidoro, avvocato di riconosciuta esperienza prematuramente scomparso alcune settimane fa.
di Roberta Rampini
Il Giorno, 19 aprile 2024
L’iniziativa sulla scalinata del Palazzo di giustizia: hanno scandito i nomi dei 31 detenuti che si sono tolti la vita dietro le sbarre. L’ultimo episodio risale a poche ore fa: Nazim Mordjane, 32 anni, in carcere a Como ieri sera ha inalato il gas di una bomboletta da campeggio. Sono già 31 dall’inizio dell’anno i detenuti che si sono tolti la vita dietro le sbarre in Italia. Il Garante comunale dei detenuti Francesco Maisto e gli avvocati della Camera penale di Milano si sono dati appuntamento, sulla scalinata del Palazzo di giustizia, per scandire i nomi di queste persone. Un’iniziativa per ricordare le “troppe vittime”, ma anche per ricordare gli agenti della polizia penitenziaria che si sono tolti la vita nell’ultimo anno.
- Milano. Don Rigoldi: “Chiusi in cella per oltre 20 ore? Una tortura, una cattiveria, un rischio”
- Firenze. Il giudice: “Le celle sono fatiscenti. Ormai è un’emergenza nazionale”
- Verona. Montorio, in cella sempre più detenuti con problemi psichiatrici
- Benevento. Affollamento e suicidi: “Il carcere è un inferno”
- Bolzano. Per il nuovo carcere già spesi 17 milioni, ma i lavori non sono ancora partiti










