di Manuela Perrone
Il Sole 24 Ore, 17 aprile 2024
Lavoro e formazione come ponti tra carcere e società. Per spezzare la “sordità” nei confronti del mondo penitenziario e mettere a sistema le buone pratiche. Muove da questo obiettivo il pacchetto di proposte normative avanzato ieri al termine della giornata “Recidiva zero. Studio, formazione e lavoro in carcere” promossa a Roma dal Cnel insieme al ministero della Giustizia, a coronamento del percorso avviato a giugno 2023 con il protocollo d’intesa siglato tra il presidente del Cnel, Renato Brunetta, e il Guardasigilli Carlo Nordio.
di Serena Uccello
Il Sole 24 Ore, 17 aprile 2024
Dai settori più tradizionali del manifatturiero, come la meccatronica, all’artigiano, come la sartoria, fino ad arrivare alla frontiera tecnologica, ovvero la creazione di reti informatiche. La mappa delle esperienze professionali che hanno visto il mondo dell’impresa varcare l’accesso degli istituti penitenziari ventiquattro anni dopo la Legge Smuraglia è ormai ampia. O meglio lo è per la varietà, ora bisogna renderla tale sul piano del numero di detenuti coinvolti e soprattutto dell’efficacia, ovvero il reinserimento effettivo e la deterrenza.
di Giorgio Pogliotti
Il Sole 24 Ore, 17 aprile 2024
Il trattamento economico e normativo del lavoro alle dipendenze dell’Amministrazione penitenziaria va equiparato agli standard ordinari dei contratti collettivi nazionali di riferimento. È una delle proposte della giornata di studio al Cnel, che ha visto tutti i partecipanti d’accordo su un principio confermato da tutte le statistiche: se un detenuto impara e trova un lavoro, la percentuale di recidiva tende ad annullarsi.
di Mario Ajello
Il Messaggero, 17 aprile 2024
Un discorso molto energico quello di Sergio Mattarella, ieri: “Il Csm è chiamato all’impegno di contribuire ad assicurare la massima credibilità alla magistratura, con decisioni sempre assunte con senso delle istituzioni. I nostri concittadini chiedono una giustizia trasparente ed efficiente”. Una strigliata, sempre in stile mattarelliano ovviamente. Che arriva durante la cerimonia di intitolazione della sede del Consiglio a Vittorio Bachelet. “I componenti del Csm si distinguono soltanto per la loro “provenienza” - ha aggiunto il Capo dello Stato - e sono chiamati a svolgere il loro mandato senza doversi preoccupare di ricercare consenso per sé o per altri soggetti”. Insomma, la politicizzazione dell’organo di autogoverno dei togati è per Mattarella un problema che va evidenziato e superato. Che viene da lontano, naturalmente, ma che tuttora riguarda l’istituzione di Piazza Indipendenza. Mattarella ricorda il giurista assassinato dalle Brigate Rosse in una mattinata tremenda sulle scale della facoltà di legge all’Università di Roma e parla di lui - ex presidente di Azione Cattolica che fu anche vicepresidente dell’organo di autogoverno dei magistrati - come di una figura che ha coniugato “fermezza di principi e disponibilità al dialogo nella ricerca di convergenza tra prospettive diverse”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 17 aprile 2024
I report del ministero smentiscono l’impennata di delitti: Italia tra i Paesi più sicuri. Ma tra percezione e realtà nascono le politiche securitarie. “Si dice: il sovraffollamento delle carceri è un problema. È uno dei temi che viene usato anche in politica da chi vuole criticare l’azione del governo. Certo, il sovraffollamento è un problema perché stai guardando quei numeri legati ai detenuti all’interno delle nostre carceri. Ma siamo sicuri che sia quello il problema? Non è per caso che ci sia, invece, un problema diverso, cioè di moltiplicazione dei crimini all’interno del nostro Paese? In realtà, il nostro sistema in generale sta funzionando. Il vero problema non è il sovraffollamento nelle nostre carceri, il vero problema è semmai una presenza straordinaria di soggetti che delinquono”: così il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Ostellari, intervenendo al convegno organizzato dal Cnel dal titolo “Recidiva zero”.
di Liana Milella
La Repubblica, 17 aprile 2024
Entusiasta Forza Italia con Gasparri e Zanettin, in gramaglie l’ex pm Scarpinato di M5S che assiste allo “smantellamento del principale strumento investigativo”. E Costa alla Camera vuole cancellare il trojan per i reati di corruzione e farlo autorizzare solo da tre giudici. Il sogno di Berlusconi di limitare al massimo le intercettazioni si sta avverando davvero questa volta. Forza Italia mette a segno colpi che non erano riusciti neppure quando aveva in mano il ministero della Giustizia. E l’asse politico forte con la Lega - il duo degli avvocati entrambi senatori Bongiorno e Zanettin - funziona “alla grande”. Dal loro punto di vista. Mentre si strappa letteralmente le vesti l’ex pm di Palermo Scarpinato che grida contro “lo smantellamento del più importante strumento investigativo”. Il Guardasigilli Nordio ci ha già messo del suo, vietando ai giornalisti di pubblicare gli ascolti finché non sono a processo. E il suo ddl sull’abuso d’ufficio, già in fase di emendamenti alla Camera per l’ultimo passaggio parlamentare previsto prima delle europee, ratificherà la stretta. E non è detto che stavolta Enrico Costa di Azione, in combine con Forza Italia alla Camera - il duo Pietro Pittalis e Tommaso Calderone - non porti a casa anche il suo ultimo colpo contro il trojan. Costa lo tramortisce nel ddl sulla Cybersecurity e ne vieta l’uso per i reati di corruzione, nonché impone il via libera, considerata “la sua invasività”, solo da parte di un tribunale, quindi di tre giudici, visto che “il trojan è attivo in ogni frangente, anche quelli più intimi e privati”. Per questo ci va messo un freno. E la battaglia di Costa dura già da tempo.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 17 aprile 2024
Molte le questioni discusse al G7 delle Avvocature organizzato dal Consiglio nazionale forense: dai rischi per la professione, alle possibili ingerenze nelle fasi giurisdizionali. Un Ddl ne regolamenterà l’utilizzo stabilendo anche le sanzioni. Su una cosa sono tutti d’accordo: la rivoluzione dell’intelligenza artificiale inciderà pesantemente anche sulla professione di avvocato. E per non trovarsi spiazzati, la categoria e la politica dovranno giocare tempestivamente la partita della regolamentazione. Sono queste le premesse del “G7 delle Avvocature” in corso oggi a Roma presso l’Aula Magna della Pontificia Università della Santa Croce dal titolo: “Intelligenza artificiale e valori democratici: etica, innovazione tecnologica e tutela dei diritti della persona” organizzato dal Consiglio nazionale forense, con l’intervento tra gli altri del Presidente Francesco Greco, del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e del viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto.
di Errico Novi
Il Dubbio, 17 aprile 2024
L’impegno assunto al G7 delle avvocature riunitosi a Roma dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e dal viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto: “È in fase di elaborazione un ddl governativo che fisserà anche i limiti del ricorso all’intelligenza artificiale nella giustizia”. Ad Alfredo Mantovano, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio che, oltre a essere un magistrato, ha anche la delega ai Servizi, non sfugge un aspetto forse sottovalutato, sull’uso dell’intelligenza artificiale in ambito “pubblico”: “Dobbiamo guardarci innanzitutto dal rischio di torsioni orwelliane. Il ricorso alla tecnologia, nei regimi totalitari, arriva fino al controllo degli stati emotivi, ma purtroppo le stesse società occidentali non sono immuni da simili tentazioni”. E quindi: non ci si soffermi solo sull’effetto disumanizzante, bisogna stare attenti anche a come il robot può essere strumento di potere.
sistemapenale.it, 17 aprile 2024
Cass. Sez. VI, c.c. 11 aprile 2024, Pres. De Amici, est. Capozzi. Rilevante decisione della VI Sezione della Corte di cassazione, la quale è stata investita della questione “se sia consentita la estradizione passiva per fini processuali verso uno stato estero per un reato per il quale, secondo la legge di tale Stato, è prevista la pena di morte”. La vicenda aveva ad oggetto la domanda di estradizione processuale formulata dalla Repubblica islamica del Pakistan per il reato di omicidio volontario. Alla questione è stata data risposta negativa.
di Paolo Rapeanu
castedduonline.it, 17 aprile 2024
Il reportage choc nel più grande carcere sardo, tra malati psichiatrici e tossicodipendenti. “Sono troppi e non dovrebbero stare nelle celle”, attacca la garante Irene Testa, “ho parlato con 3 ragazzi salvati dal suicidio, non possono restare rinchiusi”. “I malati psichiatrici e i tossicodipendenti sono troppi e non dovrebbero stare in carcere ma in strutture alternative che in Sardegna non ci sono. Nella mia periodica visita nel carcere di Uta nei giorni scorsi ho trovato l’inferno: un detenuto urinava in cella e beveva la sua stessa urina, riempiva le pareti di escrementi, si affettava le braccia. Un altro ancora viene tenuto in isolamento da mesi, ma è stato sottoposto a Tso, vista la sua condizione di disagio psichiatrico. Addirittura in alcune sezioni si fa fatica ad entrare per via dello stato di agitazione di alcuni detenuti. Persone malate che come più volte ho denunciato non dovrebbero stare lì”. Queste le dichiarazioni di Irene Testa, garante regionale delle persone private della libertà della Sardegna.
- Bolzano. “In via Dante due docce per 50 reclusi, sottovalutata la scabbia”
- Porto Azzurro (Li). Diamo voce a chi non può farsi ascoltare
- Modena. Festival della giustizia penale: focus su fine vita e ingiusta detenzione
- Bologna. La Giustizia riparativa: una settimana di riflessioni alla Dozza
- Lecco. Sistema carcerario, per l’ex pm Colombo “serve un cambiamento”










