di Sabino Cassese
Corriere della Sera, 17 aprile 2024
Mondo virtuale e regole: si moltiplicano gli interventi legislativi sempre più difficili in un territorio senza confini. Il governo italiano si avvia a regolare l’intelligenza artificiale e a riconoscere due esistenti organismi come “autorità nazionali per l’intelligenza artificiale”. Il presidente Biden, nell’ottobre scorso, ha emanato un “Executive Order” allo stesso scopo. L’Unione europea ha già approvato regolamenti su un arco più ampio di temi, quali la gestione e l’organizzazione dei dati, i mercati digitali, i servizi digitali, la cybersicurezza, nonché l’intelligenza artificiale. Altri Paesi si stanno affrettando a stabilire regole nazionali.
di Marco Bascetta
Il Manifesto, 17 aprile 2024
Von der Leyen inaugura ad Atene la sua campagna elettorale preparando la Ue alla guerra e lodando la Grecia, dissanguata dalla Troika e in mano alle destre, per la sua spesa militare. Non fu certo l’unico fattore ad accelerare il tracollo del sistema sovietico affetto da innumerevoli storture e dalla sclerosi permanente della sua elefantiaca struttura burocratica, ma è cosa nota il ruolo della forsennata corsa al riarmo. Non fu certo l’unico fattore ad accelerare il tracollo del sistema sovietico affetto da innumerevoli storture e dalla sclerosi permanente della sua elefantiaca struttura burocratica, ma è cosa nota che la forsennata corsa al riarmo durante gli anni della guerra fredda diede un contributo decisivo a logorare lo sviluppo economico dell’Urss e a mantenere basso il tenore di vita dei cittadini sovietici alimentandone così l’indifferenza o la disaffezione. In ogni sistema autoritario, per non parlare di uno stato di polizia, si bada poco a ricercare un ragionevole equilibrio tra l’incremento della potenza militare e i bisogni e le aspirazioni dei cittadini che le vengono regolarmente sacrificati. Ne consegue, alla lunga, un inevitabile indebolimento.
di Alessandro Palumbo
linkiesta.it, 17 aprile 2024
La politica italiana si indigna e punta il dito contro l’Ungheria per le condizioni detentive della militante Antifa, dimenticandosi dell’indecente situazione carceraria che riguarda il nostro Paese e rimanendo inerme davanti alla totale frammentazione legislativa in Ue. Come spesso accade in Italia i casi si creano casi mediatici che poi si sgonfiano senza apparente motivo. Questo è il caso di Ilaria Salis, che dopo aver riempito pagine di giornali, dei talk show e essere diventato un caso politico, sino ad immaginare una candidatura, sta tornando nelle pagine interne dei giornali, eppure questo è un caso che si presta a molteplici riflessioni e meriterebbe maggior attenzione e più seria di quella usata sinora.
di Riccardo Noury*
Corriere della Sera, 17 aprile 2024
In Venezuela il 2024, anno elettorale, è iniziato con un allarmante inasprimento della repressione nei confronti degli spazi di libertà, delle voci critiche e dell’opposizione politica. Amnesty International segnala l’aumento degli arresti arbitrari di persone impegnate nella difesa dei diritti umani e l’adozione di leggi palesemente in contrasto con le norme internazionali sui diritti umani. Una delle vicende più gravi è costituita dalla detenzione di Rocío San Miguel, docente e difensora dei diritti umani, direttrice dell’Ong “Controllo cittadino”, con doppia cittadinanza venezuelana e spagnola. È stata arrestata il 9 febbraio insieme ad alcuni suoi familiari, poi scarcerati alcuni giorni dopo. È accusata di tradimento, cospirazione, terrorismo e vari reati associativi.
di Glauco Giostra
Il Dubbio, 16 aprile 2024
Bisogna rimuovere dal testo le criticità tecniche che rischiano di pregiudicarne l’efficacia. Che la situazione carceraria sia drammatica, non è più seriamente contestabile. Che sia responsabilità soltanto dell’attuale governo sarebbe affermazione ingenerosa. Che la recente produzione di reati à la carte sia riuscita, però, nel non facile risultato di peggiorare una situazione già al collasso, è evidente. Che servirebbe una profonda palingenesi della risposta penale al reato in grado di fare dell’esecuzione carceraria l’extrema ratio e l’occasione per offrire al condannato una vita intramuraria ritmata non già da una immota clessidra senza sabbia, ma da impegnativi percorsi di formazione e di prestazioni a favore della vittima e della società è tanto ovvio, quanto ignorato.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 16 aprile 2024
Quella scoppiata nella Casa circondariale di Bolzano è una vera e propria emergenza sanitaria. I recenti rapporti provenienti da fonti sindacali della polizia penitenziaria dipingono un quadro allarmante: una diffusione incontrollata di scabbia all’interno dell’istituto carcerario, mettendo a rischio non solo la salute dei detenuti, ma anche quella del personale operativo. Fortunato Angotti, segretario provinciale della Fsa (Federazione Sindacati Autonomi) - Cnpp (Coordinamento Nazionale Polizia Penitenziaria), ha sollevato la questione in una nota ufficiale. Secondo quanto riportato, già tra ottobre e novembre del 2023 si è verificata un’escalation preoccupante dei casi di scabbia all’interno della struttura penitenziaria.
di Giovanni M. Jacobazzi
Il Riformista, 16 aprile 2024
L’obiettivo principale è quello di valorizzare esperienze, competenze e modelli di intervento esistenti, inserendoli in un processo di governance multilivello. La sessione plenaria di questa mattina del Cnel dedicata ad un tema da sempre di grande interesse: il lavoro in carcere come deterrente ai casi di recidiva. È ormai ampiamente dimostrata la relazione tra lo status lavorativo di un individuo e le sue possibilità di commettere un crimine. In tale prospettiva è evidente l’importanza delle iniziative di formazione e di occupazione durante l’esecuzione della pena, proprio al fine di agevolare, nel rispetto del dettato costituzionale, il reinserimento dei detenuti nella società.
di Renato Brunetta*
Il Sole 24 Ore, 16 aprile 2024
“Il lavoro è valore sociale, fattore di emancipazione, giustizia e benessere per tutti”. È da questo principio che ha preso le mosse l’accordo del 13 giugno 2023 tra CNEL e Ministero della Giustizia per “gettare un ponte tra il carcere e la società, portando il lavoro e l’istruzione al centro di un grande progetto di inclusione sociale che veda protagonisti le imprese, i sindacati, il volontariato, il sistema scolastico e universitario e gli enti locali”.
di Giulia Merlo
Il Domani, 16 aprile 2024
Il palazzo del Consiglio superiore della magistratura cambia nome e viene intitolato al vicepresidente Vittorio Bachelet, ucciso dalle Br. L’obiettivo era la presenza di Giorgia Meloni, senza successo. Il ministro Nordio ci sarà, ma solo in platea. Il palazzo del Consiglio superiore della magistratura cambia nome, ma il clima teso al suo interno rimane lo stesso. Oggi, infatti, è giorno di celebrazione: palazzo dei Marescialli, chiamato così dal 1935 perché era sede dei marescialli d’Italia (un grado militare istituito da Benito Mussolini nel Ventennio), diventa palazzo Vittorio Bachelet. L’intitolazione al professore cattolico e vicepresidente del Csm dal 1976 fino al suo assassinio per mano delle Br nel 1980 è un evento molto atteso e soprattutto fortemente voluto dall’attuale vicepresidente, Fabio Pinelli, eletto in quota Lega.
di Liana Milella
La Repubblica, 16 aprile 2024
Il Guardasigilli Carlo Nordio, con una delle sue iperboli, assimila l’avvocato “a una divinità” e considera maturo il tempo, in vista di una riforma costituzionale, per inserire anche questa figura nella Carta. Nell’inaugurazione di un anno giudiziario, stavolta del Consiglio nazionale forense, anche gli eccessi sono ammessi. E il ministro della Giustizia si esibisce in uno dei suoi. E del pari anche il numero due del Csm, l’avvocato nella vita Fabio Pinelli, scelto dalla Lega per palazzo dei Marescialli - che giusto domani, con tanto di mega cerimonia blindata per i soli vip, diventa “palazzo Bachelet” - allarga le critiche contro il “processo mediatico”. Della serie, fa sempre notizia criticare la stampa, se a farlo poi è un esponente del centrodestra. Da un lato, la minaccia di una legge draconiana e anti-Consulta sulla diffamazione, dall’altro, l’enfasi sul ruolo nefasto dei giornalisti, presunti falsificatori della realtà.
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