di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 23 marzo 2024
Dietro le sbarre delle carceri italiane, continua il dramma che si consuma giorno dopo giorno, strappando via le vite di chi è già stato privato della libertà. Altri due suicidi hanno attirato l’attenzione degli addetti ai lavori e non solo. Una delle due tragedie è emersa sotto i riflettori giovedì scorso grazie alla segnalazione di Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilpa Polizia Penitenziaria. Riguarda il carcere bolognese della Dozza, dove l’arcivescovo Zuppi è giunto portando conforto e speranza per gli animi intrappolati dietro le sbarre. Tuttavia, in quel momento di solenne visita, un’altra anima ha deciso di spezzarsi. Una donna di 55 anni, di origini slovacche, ha trovato la sua fine in una bomboletta di gas da campeggio, uno strumento banale spesso trasformato in mezzo di morte. Gli sforzi disperati degli agenti di polizia penitenziaria e dei sanitari sono stati vani, mentre il suo ultimo atto, una lettera, è rimasto come testimonianza silente del suo tormento interiore. Una vita spezzata, un’altra aggiunta alla macabra conta dei suicidi che affligge le nostre prigioni.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 23 marzo 202
“Lo Scempio dei Bambini in Carcere: Stiamo Rubando il Futuro a Creature Fragili ed Innocenti” è questo il titolo della lettera aperta con cui il Garante regionale dei diritti delle persone detenute della Calabria, l’avvocato Luca Muglia, denuncia la drammatica situazione dei bambini che vivono in carcere con le loro madri. Il garante Muglia, nel suo ruolo delicato e impegnativo, si era precedentemente impegnato a evitare di interferire nelle questioni processuali e giuridiche delle persone private della libertà, preferendo concentrarsi sulle situazioni di urgenza e sulle battaglie per i diritti fondamentali. Tuttavia, l’incontro con una giovane madre detenuta insieme al suo bambino di appena un anno e mezzo ha scosso profondamente le sue convinzioni. La lettera, infatti, nasce dall’incontro dell’avvocato Muglia con questa giovane mamma detenuta da alcuni mesi insieme al suo bimbo.
vivereancona.it, 23 marzo 2024
Dalle spiagge della Toscana alle coste della Calabria, passando per Puglia, Campania, Sardegna e Marche. Domani i litorali di sei regioni italiane vedranno in azione una cinquantina di detenuti provenienti da nove penitenziari e i volontari di Plastic Free, l’organizzazione impegnata dal 2019 nel contrastare l’inquinamento da plastica, per una nuova azione coordinata contro il degrado ambientale. Dopo il successo dello scorso anno, tornano gli appuntamenti organizzati dalla Onlus e da Seconda Chance, associazione del Terzo Settore che fa da ponte tra carceri e aziende per creare opportunità di reinserimento. Protagonista anche il litorale marchigiano con ritrovo presso la spiaggia di Portonovo ad Ancona (ore 10).
di Alessandro Barbano
Il Riformista, 23 marzo 2024
“L’insussistenza del reato appare evidente. Le risultanze probatorie acquisite prestano il fianco a molteplici rilievi, giacché contengono esclusivamente un mero principio di prova che, però, è rimasto confinato a mera suggestione”: la motivazione con cui la Corte d’Appello di Reggio Calabria ha assolto l’ex senatore di Forza Italia Bruno Siclari dall’accusa di scambio elettorale politico-mafioso è una fotografia fedele della giustizia italiana. C’è un parlamentare portato a giudizio, scaricato dal partito e non ricandidato, quindi arrestato, processato e condannato in primo grado a cinque anni e 4 mesi per aver chiesto e ottenuto i voti della ‘Ndrangheta. Adesso si scopre che la prova di un accordo illecito è stata desunta nella sentenza del tribunale dalla mera vittoria elettorale del candidato senatore, ancorché - dicono i giudici d’appello - “la stessa è stata determinata da cause del tutto estranee a un presunto patto mafioso”. Queste parole provano che il pregiudizio e il sospetto possono insinuarsi dentro l’azione penale fino alla sentenza di primo grado, un tempo lungo anni e sufficiente a stroncare carriere, famiglie e vite, e possono entrare a gamba tesa sull’autonomia politica di una comunità o di una democrazia.
di Alberto Cisterna
Il Riformista, 23 marzo 2024
Furono addirittura incoraggiate le fughe degli investitori, così la delocalizzazione di risorse economiche e umane a causa del pericolo mafia è stata incalcolabile: miliardi mandati in fumo sull’altare di una palingenesi securitaria. La riduzione della questione meridionale a questione criminale o, se vogliamo, principalmente criminale è un cliché in voga da almeno tre decenni e che ha progressivamente compromesso le speranze del mezzogiorno di riscatto da una condizione economica e sociale che, invero, da tempo poco ha a che vedere con le mafie. I clan, stando alla più accreditata storiografia, sono presenti al Sud da almeno un secolo, ma non a caso i meridionalisti di vaglia non le hanno mai prese seriamente in considerazione come uno dei fattori di depressione della condizione sociale di quelle regioni. Una monumentale bibliografia ha per decenni, sino agli anni ‘90 del secolo scorso, spiegato che erano il sottosviluppo infrastrutturale, la marginalità imprenditoriale, il velleitarismo delle classi dirigenti i veri ostacoli alla crescita del mezzogiorno; laddove, infatti, questi fattori hanno allentato la loro presa i territori si sono sviluppati e hanno raggiunto livelli ragguardevoli di benessere e di sviluppo (la Puglia in primo luogo).
di Angelo Picariello
Avvenire, 23 marzo 2024
Il progetto “Liberi di scegliere” viene rinnovato, allarga i suoi orizzonti e presto diventerà legge. Da esperienza pilota scaturita dalla felice intuizione di un giudice minorile di Reggio Calabria, con il supporto dell’associazione Libera - per tentare di sottrarre i familiari e soprattutto i minori alla contaminazione “criminale” di boss, o affiliati - diventa un progetto su larga scala, che si apre, come obiettivo finale, a a tutte le aree a più forte radicamento della criminalità organizzata. Un protocollo verrà firmato martedì prossimo dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, con il concorso di ben quattro ministeri (Interno, Istruzione, Università e Ricerca e Famiglia), e il rafforzamento del fronte associativo. Oltre all’associazione fondata da don Luigi Ciotti, coinvolte nel progetto saranno anche la onlus Salesiani per il sociale, la odv Fonte d’Ismaele, il Centro Elis, l’associazione Cometa, e la Fondazione di comunità San Gennaro. Sul modello della “Legge Caivano”, faranno parte della sinergia operativa le procure distrettuali Antimafia, le autorità giudiziarie minorili.
di Simona Musco
Il Dubbio, 23 marzo 2024
Incostituzionale il “brusco” innalzamento della pena minima per l’appropriazione indebita previsto dalla norma grillina. La Corte costituzionale assesta un nuovo colpo alla Spazzacorrotti. Questa volta a finire nel mirino è l’innalzamento della pena minima per l’appropriazione indebita, portata da quindici giorni a due anni di reclusione dalla legge numero 3 del 2019. Un innalzamento “brusco” e “sprovvisto di qualsiasi plausibile giustificazione”, motivo che già da solo rende la scelta del legislatore costituzionalmente illegittima.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 23 marzo 2024
La novità inserita nella riforma dell’ordinamento lunedì al varo del governo apre un altro fronte di scontro alla vigilia della presentazione del Ddl sulla separazione delle carriere. Per i futuri magistrati obbligo di sottoporsi a un test psicoattitudinale. Alla fine, dopo lunga e tormentata riflessione, la novità è stata inserita nella riforma dell’ordinamento giudiziario che lunedì sarà all’esame del consiglio dei ministri. Si apre così un altro fronte di scontro con la magistratura alla vigilia oltretutto della annunciata presentazione, tra pochi giorni, del disegno di legge costituzionale sulla separazione delle carriere. Alla valutazione del Governo della Giustizia si era rimesso il Parlamento, con un duplice e identico parere di Camera e Senato.
di Andreina Baccaro
Corriere di Bologna, 23 marzo 2024
L’altro giorno una 55enne si è uccisa inalando gas nella cella. “Abbiamo potuto constatare le condizioni non dignitose in cui si trovano a vivere oltre 850 detenuti, su una capienza regolamentare di 500 posti, condizioni che spesso coinvolgono soggetti affetti da patologie psichiatriche e tossicodipendenti. Centinaia di esseri umani senza speranza di una vita migliore né dentro né fuori dal carcere”. Esordisce così la lettera appello che il Consiglio dell’Ordine degli avvocati bolognesi, a firma del suo presidente Flavio Peccenini, invia al ministro della Giustizia, ai vertici degli uffici giudiziari bolognesi, a sindaco e governatore, il giorno dopo il suicidio alla Dozza di una donna di 55 anni.
di Dario Crippa
Il Giorno, 23 marzo 2024
Jordan Baby aveva denunciato di essere stato violentato. Fatta l’autopsia. Il padre: “L’ultima volta che ho visto mio figlio era felice, voleva tornare libero”. E si commuove al ricordo di una guardia: “Mi disse che era un bravo ragazzo”. Una cerimonia ibrida, davanti alla chiesa di Bernareggio. Con un prete a benedire la salma e uno spazio per lasciar dire qualcosa ai suoi amici trapper.
- Torino. “Da una stanza arrivavano urla di dolore”, le prime segnalazioni degli abusi nel carcere
- Catanzaro. Suicidi in carcere, il Garante: “Istituzioni non riescono ad offrire efficiente rieducazione”
- Milano. Caso Vallanzasca, i giudici: “La comunità inadatta alle sue condizioni fisiche e psichiche”
- Cagliari. Nel carcere di Uta un solo dentista per tre ore a settimana per 630 detenuti
- Palermo. Detenzione, disagio e devianza: testimonianze dal carcere










