di Davide Varì
Il Dubbio, 13 marzo 2024
Lo schiaffo a Eva Kaili, il pasticcio dei pm in Portogallo, il caso Salis… ci sono tutti i segnali di una lenta ma inesorabile deriva. Immaginate la scena: la Commissione giuridica dell’Europarlamento respinge la difesa dell’immunità di Eva Kaili, la donna simbolo della sempre più traballante inchiesta Qatargate, e il capo della Procura belga che fa? Condivide il tweet del presidente della Commissione che ha detto no a Kaili come se fosse un Di Battista qualsiasi. Insomma, la massima autorità giudiziaria belga che ha istruito quella inchiesta naufragante, twitta come un quindicenne alle prime armi il no dell’Europarlamento alla sua “preda” giudiziaria.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 13 marzo 2024
Spesso ci lamentiamo di come vanno le cose nella giustizia in Italia. Ma se volgiamo lo sguardo fuori dai confini nazionali, possiamo notare che non mancano situazioni sconfortanti. Con l’eurodeputato Massimiliano Smeriglio (Alleanza Verdi-Sinistra) abbiamo fatto il punto su alcune vicende che stanno caratterizzando la giustizia in Europa. Il primo pensiero va al Qatargate.
di Milena Gabanelli e Stefano Montefiori
Corriere della Sera, 13 marzo 2024
Ai Giochi olimpici di Parigi, nel prossimo luglio, le atlete francesi non potranno portare il velo islamico “perché la Francia è legata a uno stretto regime di laicità”, dice la ministra allo Sport, Amélie Oudéa-Castéra. Una laicità che comporta “il divieto di qualsiasi forma di proselitismo religioso”, nello sport e nella scuola. Al tentativo degli estremisti islamici di usare gli abiti per allargare la propria influenza nella società, denunciato per esempio dall’antropologa Florence Bergeaud-Blacker che per questo è minacciata di morte, la Francia risponde negando le differenze, almeno quelle apparenti. Il motto liberté, égalité, fraternité scritto nella Costituzione indica un obiettivo al quale tendere, un traguardo. Nella realtà, questa formula rischia di essere una questione più di forma che di sostanza. Al centro dell’attenzione, dopo la rivolta di giugno-luglio 2023, ci sono i francesi di origine arabo-musulmana. Partiamo dalla forma, che si esprime con l’abito e i simboli.
di Gian Antonio Stella
Corriere della Sera, 13 marzo 2024
Violenza, terrore, fame tengono prigioniero un intero Paese. Mai nessuno Stato al mondo è stato condannato alla bancarotta eterna e immutabile quanto Haiti, costretta allora a risarcire i padroni degli schiavi liberati con 150 milioni di franchi in oro, una somma enorme mai finita di pagare.
di Michele Brambilla
Il Giornale, 12 marzo 2024
Nei 17 istituti italiani sono rinchiusi oltre 500 minori. E gli ingressi sono in costante aumento: nel 2023 si è toccato il picco degli ultimi 10 anni. I costi? A ogni detenuto corrisponde almeno un agente. Non frega niente ai politici, perché i carcerati non portano voti. Non frega a tutti noi che siamo fuori, perché pensiamo che chi sta dentro appartenga a una diversa specie umana. Non frega niente, purtroppo, anche a buona parte di chi, nello Stato, lavora nel sistema penitenziario, e che sa che è tutto uno schifo, ma sa anche che è tutto uno schifo da sempre e tutto uno schifo sempre resterà: quindi, perché darsi da fare per cambiare le cose? Nel sistema carcerario come si vedrà in questa mini inchiesta in due puntate l’obiettivo aziendale, il business objective come dicono quelli che parlano bene, è il mantenimento dello status quo. La vision e la mission, sempre per usare correttamente l’inglesorum, coincidono e si possono sintetizzare in una sola parola: immobilismo.
Adnkronos, 12 marzo 2024
“Noi di Avs abbiamo presentato una proposta di legge per consentire una vita affettiva e sessuale in carcere. È tempo che si affronti questo tema. Ricordo che in una recente audizione (lo scorso 21 febbraio) il capo del Dap Giovanni Russo ha espressamente detto di voler dare seguito alle indicazioni della Consulta che si è espressa in questo senso. Il parlamento che farà? Il ministro Nordio, che oggi è tornato sui suicidi in carcere definendoli un ‘fenomeno lacerante’, cosa fa? Intende almeno garantire una norma di civiltà che può concretamente andare incontro alle esigenze psicologiche ed emotive della popolazione carceraria?”. Così Filiberto Zaratti, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra nella commissione Affari costituzionali della Camera, primo firmatario della proposta di legge.
di Giovani Negri
Il Sole 24 Ore, 12 marzo 2024
La revisione della riforma. Tra le numerose correzioni nel decreto approvato dal governo anche i tempi per l’avocazione da parte del Pg. Procedibile d’ufficio il reato di lesioni contro i sanitari. Via libera definitivo alle correzioni al nuovo processo penale. Il Consiglio dei ministri ha approvato in seconda lettura il decreto legislativo che rivede alcune delle disposizioni che in questo primo anno più hanno reso necessario un intervento di aggiustamento, senza procedere a stravolgimenti difficilmente comprensibili in fase di attuazione del Pnrr.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 12 marzo 2024
La proposta del Guardasigilli di istituire una commissione d’inchiesta sugli accessi abusivi alle banche dati non è stata anticipata alla presidenza del Consiglio. Da qui il gelo della premier Meloni e di FdI: “Già sta lavorando l’Antimafia, perché creare un doppione?”. Ha lasciato sorpresi tutti, a partire da Palazzo Chigi e dallo stesso ministero della Giustizia, la proposta del Guardasigilli Carlo Nordio di istituire una commissione parlamentare d’inchiesta sugli accessi abusivi alle banche dati investigative. La proposta è stata elaborata da Nordio giovedì scorso, durante un incontro informale avuto al ministero della Difesa con Guido Crosetto, dalla cui denuncia ha preso avvio l’indagine di Perugia sulle incursioni alle banche dati della procura nazionale antimafia. Nordio si è presentato accompagnato dalla vicecapo di gabinetto (ormai capo in pectore) Giusi Bartolozzi, per poi annunciare la proposta il giorno seguente senza che né gli uffici di diretta collaborazione, né i vertici degli uffici ispettivi ne fossero a conoscenza.
di Errico Novi
Il Dubbio, 12 marzo 2024
Comunicato stampa del magistrato dopo l’audizione del procuratore umbro in Antimafia sui presunti accessi abusivi alla Dna. “Avviso” non troppo “bonario” per altri due pm, Miliani e Formisano, per i loro scambi con l’ex cancelliere Guadagno, che ha patteggiato la pena per rivelazione del segreto. Perugia è una sede giudiziaria importante. Ha competenza a indagare sulle vicende in cui i magistrati di Roma compaiano come vittime o indiziati di reato. E negli ultimi giorni, il traffico di inchieste e notizie, sulle toghe del capoluogo umbro, è stato da ingorgo all’ora di punta.
di Giovanni Bianconi
Corriere della Sera, 12 marzo 2024
Cantone ha più volte sottolineato la necessità di preservare la “presunzione di innocenza” del tenente Striano, del pm Laudati e dei giornalisti coinvolti nell’inchiesta. I pm hanno chiesto tutela al Csm che non ha ancora detto quando li sentirà. A chi gli ha chiesto lumi sul comunicato a sua firma in cui definisce “inusuale” l’iniziativa dei suoi colleghi di riferire al Parlamento su un’indagine in corso, e informa di controlli in corso su “eventuali anomalie”, il procuratore generale di Perugia Sergio Sottani ha risposto che non c’è niente di strano. E tantomeno che la sua esternazione voglia segnare una presa di distanze dal procuratore Raffele Cantone, il quale si trova già in una situazione di grande esposizione politico-mediatica e ora vede accendersi su di sé un altro riflettore: l’attenzione pubblicamente dichiarata del procuratore generale che di sicuro non gli ha fatto piacere, come riferisce chi ne ha raccolto le reazioni.
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